OCEANHORN: Monster of Uncharted Seas (****¾)

La Leggenda
Era il 1986 cioè il medioevo quando entrò nelle nostre vite un giovane hyruleano, Link: era poco più che uno scaracchio di pixel, in effetti, ma per noi piccolini già l’eroe mitico del videogioco The Legend of Zelda, un classico della Nintendo sempre attuale. Ad oggi si sta avvicinando complessivamente ai 100 milioni di copie vendute quindi, più che di giochino, si potrebbe parlare di patrimonio culturale di un popolo transnazionale di videogiocatori; fu il primo a combinare con successo i due generi, azione e avventura, e per me (come per molti altri milioni) è meglio di Mario l’idraulico (quello Super, non quello che finge di ignorare cosa sia un preventivo).
Oggi parlerò anche di una casa di produzione indipendente con sede in Finlandia, la Cornfox&Bros, e del suo giochino Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas. Ho parlato di tutto questo con l’artista Luca Zarattini che tornava, prima delle vacanze natalizie, da una personale presso la Wadström Tönnheim Gallery di Marbella (Spagna). Ogni volta che ci parlo qualcosa d’intrigante salta fuori.

La copia (incontro con Luca Zarattini, parte I)
Luca ed io siamo nati nel 1984: io ho giocato a Zelda e sono diventato un fuori corso inveterato; Luca ha coltivato con passione e metodo tutt’altri interessi ed è oggi un artista quotato che, tra le tante cose, ha anche indagato il tema dei falsari d’arte. A tal proposito Luca mi spiega che il
falsario non è un semplice copista come quelli che si dedicano a trascrivere quadri famosi, ad esempio Notte Stellata di van Gogh, riproducendone copie per un mercato di estimatori dal portafoglio sottodimensionato per degli autentici (se ben fatte, anche confuse per questi!); per falsario s’intende piuttosto un raffinato speculatore – mi racconta Luca – che studia così tanto lo stile, la biografia, la produzione e – soprattutto – la psiche di tal autore di fama, da essere in grado di dipingerne soggetti inediti. I migliori tra questi falsari possono annullare ogni distanza temporale dall’autore e inserirsi con opere proprie tra i capitoli creativi dell’artista falsato, come se questi fossero sfuggiti agli storici e ai critici d’arte fino a quel momento.

Il falso (incontro con Luca Zarattini, parte II)
La portata dell’attività di un falsario – mi spiega Luca Zarattini – è di gran lunga più dirompente di quella di un copista. Il quadro del falsario infatti ha il potenziale per insidiare la ricerca storico artistica ridefinendo le teorie e le congetture fino a quel dato momento formulate sulle opere autentiche; l’opera viene non soltanto confusa per un originale d’autore, ma è portatrice di pensieri e azioni da lui mai fatti e che dell’autore, tuttavia, hanno la caratura, la logica e il sentimento.
Quello del falsario non è mestiere per tutti: il livello con cui egli si addentra nello spirito dell’autore falsato riflette un’acutezza fuori dal comune, unitamente ad un’abilità occhio-mano difficilmente pareggiabile. Ma cosa c’entra questo con Zelda e la Cornfox&Bros? Molti sono gli epigoni di The
Legend of Zelda, ma solo la Cornfox&Bros è fiera di dichiararsi imitatrice del capolavoro della Nintendo. Che si tratti di un falso?

Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas Moltissimi aspetti del finlandese Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas sono Zelda-like e, dato un primo sguardo al gioco, pare proprio uno Zelda tarocco in cui un mock Link, castano anziché biondo, deve riportare la classica armonia perduta sconfiggendo una canonica minaccia. Ma
l’operazione portata avanti dalla Cornfox&Bros non è così meccanica. Si da il caso, infatti, che l’avventura che Oceanhorn tiene come riferimento sia, delle tante, l’episodio The Legend of Zelda: the Wind Waker di cui sono stato giocatore entusiasta apprezzandone la storia, la cartoonesca grafica cel-shading e la marinaresca suddivisione in tavole cartografiche. Ebbene, mi sento di dire che ho ritrovato quel gusto per l’avventura e quello stile giocoso anche in Oceanhorn! La trama, seppur morfologicamente tipica, è però tutta nuova, dai nemici alle situazioni incontrati. Non solo: dell’enorme panorama di possibilità di copiatura, il mix copiato si caratterizza per una giocabilità all’altezza; l’introduzione dei quadri di gioco in isometria è un’assoluta novità, al punto da costituire un’alternativa per gli stessi episodi originali, ed è l’ideale architettura di livello per gli smartphone (sugli schermi dei quali certa cinematograficità si perde). Possiamo concludere pertanto che Oceanhorn sia un raccomandabilissimo giochino in grado di alterare la saga Zelda, ma mantenendone lo spirito dell’originale da cui prende esplicitamente le mosse. Se fossi la Nintendo,
terrei d’occhio questi Cornfox&Bros: il loro giochino è un eccelso falso d’autore, di quelli che possono accendere un vibrante dibattito e le nostre ormai canonizzate fantasie di nintendiani.

GooglePlay:https://play.google.com/store/apps/detailsid=com.FDGEntertainment.Oceanhorn.gp&hl=it
Apple Store: https://apps.apple.com/it/app/oceanhorn/id708196645

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

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