LE METAMORFOSI DI MISFITZ VOL. II

Misfitz asseconda la vita, atteggiamento che chiede coraggio. La Resilienza ne chiede in particolar misura. Rendere il letame della vita concime del proprio terreno. Rimanere fermi e fedeli a Se stessi e ai valori che, per poterli definire tali, hanno richiesto sacrifici profumati di fatica vera e rinunce color del sogno. Guerriero fortunato Misfitz, in quanti consapevole che, per capire il senso della propria esistenza e delle continue sfide che spesso si presentano inaspettate e crudeli, bisogna avere il coraggio di rimanere quando tutti scappano. Dal dolore, dalla delusione, dalla paura, dai fallimenti; soprattutto quelli che non si abbattono sul cuore per carenza di volontà o costanza, ma perché, é vero, ci vuole anche la buona sorte talvolta per far andare davvero le cose come vorremmo. Parlare di sfortuna non significa schermarsi davanti obiettivi che sembrano lontani ancora più di prima, o davanti alla difficoltà che arriva scema e senza ricerca alcuna a rompere i piani,  senza che ci sia il tempo di organizzarsi a fronteggiarla, chiamando a pioggia le sue sorelle bastarde, una dopo l’altra, e ancora, e ancora. E quando si crede tutto possa placarsi perché ha dell’impossibile che le cose possano andare davvero così, continuano cieche e sorde ad arrivare, incuranti della spossatezza di una lotta lunga e che ha esaurito le riserve.

Misfitz guerriero fortunato, si diceva, perché ha usato la pioggia a suo vantaggio: aspettando zuppo ma paziente sotto il flusso scrosciante sapendo, che anche se la terra sotto i suoi piedi diventava fango, poteva usare quella pioggia per lavare la spada e lucidarla sempre meglio con il suo olio di gomito. Prima o poi anche il cielo si svuota.

Misfitz non molla mai la Musica: la fatica di vivere e continuare a produrne li fa diventare amici inseparabili, nessuno ha mai lasciato solo l’altro, come nei veri rapporti amorosi o di amicizia. Roba seria, insomma. La musica è la pace nella guerra che scatena il silenzio, e le strategie di attacco cambiano a seconda delle esigenze, ogni volta nuove, come albe continue di un Sole che, instancabile, offre sempre una nuova opportunità. Misfitz cresce e cambia, e con lui la sua fedelissima, la Musica, in una nuova espressione del Sé, che richiede tanta energia proprio quando chiunque altro non ne avrebbe più e mollerebbe, come sanno fare tutti del resto. Lui esanime continua, animo sensibile che valuta la paura come base stessa per costruire il coraggio: l’uno del resto non esiste senza l’altra.

Si butta nel presente come fanno le rockstar, dal palco sul loro pubblico, non deve dimostrare nulla a nessuno, non ha bisogno di rimanere in un solo cassetto quando ha a disposizione un’intera cassettiera, contenitori che apre senza temere giudizi di incoerenza, spesso preferiti da menti povere che, soprattutto nel nostro incrocio di parallele geografiche, mettono bollini e sono pronti a dare di gomito con sussurri provinciali che puzzano di giudizio facile contro il cambiamento delle persone invece di avvicinarsi curiosi e sorridenti.

Misfitz cambia. 

Si sfoga, si esprime senza limiti. Dal Rap più Old School si approccia senza remore (sapendo che è ben d’altro che si deve avere timore e che i giudizi possono sia pesare che diventare nuova carta da culo) tuffandosi in un’ esperienza, il Crossover ed il Nu Metal, che lo accolgono come prima stazione di riposo e di ristoro. Entra nei dei D-drop, già cercato qualche tempo prima dal gruppo, che deve il suo nome all’accordatura in Re Minore (tradotto in D per il linguaggio musicale) e la “droppatura” del suono finale, ma che non lo vedeva ancora a suo agio. Si sente però pronto ora a sostenere le conoscenze degli altri musicisti, di un altro genere, anche perché il Rock, passione dei genitori che l’hanno cullato con quella musica sin da bambino, gli era sempre piaciuto. Pubblicano un demo contenente cinque tracce in quasi due anni di lavoro, sfaticata notevole dato che i cinque membri del gruppo hanno gusti, ma anche stili musicali, molto diversi fra loro, con conseguente diversità di visione del progetto.Sono davvero i primi passi con una band reale, cresce tanto musicalmente e appoggia lo sguardo su nuovi orizzonti, facendo quello che più gli piace: portare ai limiti massimi possibili le sue potenzialità vocali; il suo contributo nel gruppo non è di canto inteso nel senso classico, si tratta di Crossover appunto; siamo nel 2013 ma lui già sa che grazie a quella formazione e la novità che ha portato nella sua crescita musicale, avrebbe ampliato molti lati del suo prisma musicale. Dopo il demo le cose si fanno più serie, e purtroppo più faticose, perché vari membri del gruppo prendono strade differenti e ci vuole qualche anno a ristabilirsi definitivamente con Gabriele Bertolini alla batteria, Pietro Contenti al basso, Francesco Sambri alla chitarra, Misfitz alla voce e collaborazioni sparse con Med per quel che riguarda i controlli.  Il Crossover in italiano, liti, distacchi: il percorso è originale ed intenso e finalmente si trova il suono che piace, e piace molto, e Misfitz, dopo le fatiche che finalmente regalano gioie, si da generosamente alla totale apertura verso la facciata più Rock e Metal, inserendo anche lo Scream nel canto, mescolando tanti generi con il giusto equilibrio e approcciando persino il digitale. Sono particolari ed innovativi: nel 2018 stampano per Registro Distribuzione l’album omonimo “D-drop”. Qualche anno prima, il vorace Misfitz, mentre affronta le turbolenze con i D-drop, non si sa come ma riesce ad avere abbastanza energia per creare un altro gruppo, gli Shock Therapy, con Mirco Diana al basso, Manuel Zappaterra alla batteria e Roberto Gramazio alla chitarra, con suoni e arrangiamenti molto più spinti rispetto ai D-drop, esplorando il Crossover ed il Nu Metal e osando al massimo con la sua voce. In questo progetto ci vuole quasi un anno prima di avere una formazione definitiva, ma Misfitz scrive e scrive, e continua a produrre basi. Quando raggiunge una formazione stabile buona parte del progetto era già stato scritto, dando vita al progetto degli Shock Therapy. C’è il suo amato Rap, ma anche nuove strutture melodiche alternate allo Scream. L’album è “Shock Therapy ” del 2018 sotto la Volcano Rec.  qualche mese dopo l’uscita di quello con i D-drop. Infine i V.I.X.A., che danno al nostro Misfitz la serenità artistica di un’esplorazione libera e totale. Nascono nel 2017 mentre Misfitz sta dando se stesso agli altri due progetti, i D-drop drop dal 2013 e gli Shock Therapy del 2015, come un abile croupier che sa guardare il gioco su più tavoli. Dopo qualche tempo pubblicherà con loro “V.I.X.A”, che gli danno gioia artistica e stimoli continui. Vini, vidi, V.I.X.A. Ci vuole il coraggio di avere coraggio. 

Artisti da approfondire:

Rage against the machine 

One minute silence 

Alice in chains 

Soundgarden

Papa Roach 

Korn

Linkin park

Head p.e

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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