PICASSO

Chi ha detto che in quarantena non possiamo viaggiare? Abbiamo pensato di accompagnarvi tra le tappe fondamentali della vita di Pablo Picasso, immaginandoci di fare una colazione a Malaga, un pranzo a Barcellona, prendere un dolce a Parigi e cenare ad Antibes. Guardando i virtual tour, le immagini e i social, possiamo viaggiare dal divano di casa nostra, almeno fino a quando non ci sarà consentito di prenotare un biglietto aereo. Se non altro sarà un’idea per la prossima vacanza.
Buon viaggio!

Sono le 9, ci troviamo in Calle San Agustín 9 a Malaga per fare colazione nel bar “La tetería”, in un vicolo delizioso vicino alla cattedrale, seduti su un tavolino all’esterno e ammirando la lentezza della mattina. Quello che rende speciale Malaga al mattino sono i suoi famosi dieci modi di fare il caffè: solo, largo, semilargo, solocorto, mitad, entrecorto, corto, sobra e nube (la differenza sta nella percentuale di latte e caffè).
Noi scegliamo il ‘solo’, 100% caffè, perché la giornata si prospetta molto lunga, e lo accompagniamo con una bella fetta di torta.
La nascita di questi tipi di caffè parte dal “Café Central” di Malaga, poco distante da qui, dove negli anni ‘50 i clienti indicavano con le dita quanto caffè o quanto latte desideravano.
In questa città, il 25 ottobre 1881, nacque Pablo Ruiz Picasso, in Plaza de la Merced.
Con il padre professore alla Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore del museo della città, la prima parola di Pablo fu “Piz” da “lapiz”, matita; ancora prima di iniziare a parlare, Pablo collaborava già ai quadri del padre per curarne i piccoli particolari.
Finita la nostra colazione andiamo indietro di un numero civico, l’8, e ci troviamo al Palacio de Buenavista, sede della collezione di Picasso. Esempio di architettura del XVI secolo, nelle sue fondamenta si trovano le testimonianze delle radici della città: resti fenici, romani e tracce del vecchio palazzo rinascimentale mostrano un sito archeologico della storia di Malaga.

In questo museo troviamo le opere, in ordine cronologico, di Picasso dal 1881 al 1973, potendo notare come si è sviluppata l’ispirazione artistica di Pablo. Tra le varie opere (240 circa) ‘Las tres gracias’, esempio del periodo classico di Picasso, ‘La siesta’ fantastica rappresentazione degli anni ‘30 e l’iconica ‘Cabeza de toro’, un bronzo realizzato con il manubrio e la sella di una bicicletta (https://www.museopicassomalaga.org/nueva-coleccion).

Nel giugno del 1895 Pablo si trasferisce con la famiglia a Barcellona e prosegue gli studi presso l’Accademia catalana. In questa città riesce persino ad avere uno studio che condividerà poi con l’amico Manuel Pallarès. È proprio a Barcellona che inizia a farsi conoscere come Picasso e non come Ruiz, perché questo nome risuona più strano per i suoi amici artisti, rendendolo più peculiare.
Le tele, le sculture e le opere che escono da questo studio a Barcellona, gli
permettono di inaugurare la sua prima mostra nel 1900 con l’intento di
scandalizzare il pubblico, ma non vi riesce in quanto la gente finisce persino per apprezzare le sue opere (quasi tutti!!).
Ma bando alle ciance, è ora di tapas!!! Ci dirigiamo al 5 di Carrer de Gruny, dove ci accomodiamo sui tavolini del “Ziryab Fusion Tapas bar” per deliziarci con tapas, sia di mare che di terra, e una fresca birra o un vermouth; botifarra catalana farcida, patates de la casa, croquetas, mini-alberginies rostides sono solo alcune delle ottime tapas proposte.

In Carrer Montcada 15-23, a due minuti a piedi dal bar, ci troviamo davanti al Museo di Picasso che contiene circa 4250 opere dell’artista tra cui “Las Meninas”.
(https://cataleg.museupicasso.bcn.cat/?lang=es)

A Barcellona, Pablo si ritrova ad essere amato da qualcuno ed odiato da altri e, per quanto il ruolo di artista maledetto gli si addica, ad inizio 1900 prende un treno per Parigi.
Si trasferisce a Montmartre e, vendendo i suoi quadri, si può permettere la vita parigina con qualche restrizione. In questo periodo inizia a trarre ispirazione da Toulouse-Lautrec, si innamora di molte ragazze, tra cui Eva, che inizia a ritrarre nei suoi quadri ma che, nel 1915, viene colpita dalla tubercolosi. Inizia a sentirsi aria di guerra, Picasso si trasferisce alle porte della città dove, grazie ai “Ballets Russes”, conosce Olga, la quale diventerà presto sua moglie. Nel frattempo, in Spagna scoppia la guerra civile e Picasso inizia a simpatizzare per i repubblicani. Una sera, in un cafè di Saint-Germain, incontra Dora Maar, una fotografa e pittrice con la quale
nasce un’intesa molto forte. Siamo nel quartiere ‘Le Marais’ e ci è venuta voglia di un dolcino; è scontato dire crêpes?! ‘Breizh Cafè’ è la nostra meta, rue Vieille du Temple 109, per una crêpe flambée avec gran marnier accompagnata da un bicchiere di sidro.
A pochi passi da qui, in rue de Thorigny 5 si trova il museo di Picasso.
Le opere del nostro artista si trovano all’interno del Palazzo Salé, chiamato così perché fu costruito per conto di un esattore fiscale che si era arricchito raccogliendo le tasse sul sale. In questo museo troviamo il famoso ritratto a Dora Maar del 1937.

Sempre in questo anno, per l’esposizione universale di Parigi, Picasso crea
“Guernica”, dal nome della città Basca appena bombardata dai tedeschi, diventando il simbolo della lotta contro il fascismo. Questa enorme ed emozionante tela la troviamo al ‘Museo Nacional centro de arte Reina Sofia’ di Madrid (Calle de Santa Isabel 52), città che Picasso ha visitato più volte nella sua vita.
https://guernica.museoreinasofia.es/gigapixel/en/#3/63.11/-120.59
A questo link si può visitare, ammirare e studiare qualsiasi particolare della storia e della struttura dell’opera “Guernica”.

Nel 1945, alla fine della guerra, Picasso evade da Parigi cercando pace verso Antibes, nelle Alpi Marittime francesi. Ormai artista acclamato, in questo ultimo periodo della sua vita, si sente finalmente sereno, anche se disturbato da giornalisti che cercano di invadere la sua vita privata. La fama prosegue opera dopo opera, mostra dopo mostra, fino alla sua ultima opera del 1972 “Personaggio con uccello”. L’8 aprile 1973 Picasso si spegne all’età di 91 anni a Mougins.
È ad Antibes che troviamo l’ultimo museo dedicato al nostro artista, all’interno del Castello Grimaldi, dove proprio Picasso ebbe un suo atelier. Il museo si trova sulla bellissima Promenade Amiral de Grasse. In questa fortezza medievale possiamo ammirare la bellissima opera “Le joie de vivre” del 1946.

Siamo giunti alla fine della nostra giornata ripercorrendo le strade di Picasso; dopo aver visto il fantastico panorama dalla Promenade andiamo a cena al ristorante “Jeanne” in rue Sade 10, un fantastico wine bar con vini e piatti tipici francesi.
Davanti ad un verre de vin e una selezione di formaggi tipici francesi, vi salutiamo ricordando una delle ultime frasi pronunciate da Ruiz Pablo Picasso: “Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi. Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare”.

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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