28 (più o meno) GIORNI DOPO

Il piacere di stare a casa contro il piacere di tornare ad uscire

Nella vita capita a tutti, più o meno spesso, la necessità di stilare liste, talvolta a scopo di promemoria, talaltra solo per impegnare il tempo. La quarantena a cui siamo sottoposti non fa che enfatizzare, almeno per quanto mi riguarda, l’esigenza di fantasticare questo tipo di elenchi, così da colmare il vuoto e la nostalgia per certe abitudini che, da casa, non procurano lo stesso piacere. Per farla breve, mi manca la buona birra.

La vita solitaria ed isolata a casa ha rivelato diverse sorprese, sfortunatamente non tutte positive:

  • comincio a credere all’esistenza degli zombie;
  • non credevo esistessero così tante applicazioni con la funzione videochiamata;
  • ciascuno dei miei amici predilige una diversa applicazione per videochiamare: sono costretto all’installazione di tutte queste applicazioni;
  • grazie alle numerose videochiamate con amici, ho scoperto che, nonostante la situazione di isolamento possa rievocare molti film di fantascienza, nel nostro caso gli zombie non c’entrano nulla, anche se non abbandono totalmente l’idea;
  • non pensavo di potermi regalare, appena libero dalle videochiamate, numerosi insensati passatempi, come ipotizzare una cospirazione, ordita dagli operai sotto casa, ai danni della mia linea adsl, o guardare film a tema complottistico per adottare comportamenti adeguati nei confronti degli operai sotto casa, oppure ancora fare un elenco delle persone da contattare per raccontare ogni dettaglio della cospirazione e, magari, bere assieme a loro una buona birra;
  • ma soprattutto, non pensavo che sarebbe stato di fondamentale importanza riempire la cantina di birra… prima della segregazione.

Il tempo non manca, finisco per dimenticare completamente la congiura ai miei danni (e gli zombie) e passo ad altro: ordino i bicchieri da birra nella credenza prima per altezza, poi per data di acquisto, poi ancora per grandiosità dell’evento nel quale li avevo ottenuti, pur sapendo che in casa non c’è birra.

Sappiate che le cose da fare in casa con una birra in mano sono tante. Ad esempio organizzare con il proprio capo la consegna a domicilio di birre artigianali per i clienti, soprattutto per fare in modo che il suddetto capo riesca a recapitare anche a te la birra (questa attività è assolutamente la prima della lista, soprattutto se non hai riempito la cantina di birra, prima della segregazione); abbinare la giusta bevuta di birra al piatto preparato a cena può rivelarsi molto divertente; oppure, anziché abbinare le birre al cibo, è altrettanto stimolante procedere a parti invertite, cucinando solo ciò che potrebbe flirtare con le birre a disposizione; a ruota seguono le video-chiamate con amici per aperitivo, le video-chiamate con amici dopo cena e, soprattutto, le video-chiamate, con gli amici più insistenti, durante la cena. Per comodità, questa serie di attività accompagnate alla bevuta, potremmo chiamarle “smart drink”. In poche parole, lo “smart drink” permette di continuare a fare quello che si sta facendo, però con una birra in mano.

Fortunatamente, convinco il capo. Nemmeno due giorni di attesa (trascorsi ad osservare ogni mossa degli operai complottisti) e le birre artigianali che tanto desideravo si materializzano davanti al cancello di casa. Dio benedica il mio capo!  Nei giorni seguenti, la segregazione trascorre serena tra film, letture e, soprattutto, videochiamate. Ma è solamente un’illusione. Il vuoto e la nostalgia tornano a proporsi come unici compagni di quarantena, qualcosa non torna. Quello che manca non è la birra in sé, quanto più il piacere di godersela in determinate occasioni e spartire con altri (non in videochiamata) il piacere della bevuta. Forse non è necessario ribadire quanto una buona birra, il caloroso contesto in cui la beviamo, le chiacchiere che la accompagnano, siano tutti elementi parimente importanti, ma trovo doveroso tenere a mente il valore di essi nel momento in cui la quarantena sarà conclusa.

Quando usciremo da tutto questo, dovremo riassaporare i piaceri dello svago, non come abitudine acquisita da questo lungo periodo isolato, ma bensì come rimedio al logorio della vita quotidiana. Per chi, come me, trova nella birra artigianale un valido espediente alla rigida routine, ci saranno tante divertenti occasioni di svago: dalle visite ai birrifici (più che mai entusiasti di rivedervi) ai veri e propri pellegrinaggi verso le mete più assurde, dai festival alle più semplici bevute al vostro pub di fiducia, e tanti altri spunti che ora non ho proprio voglia di elencarvi.

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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