STACCANO LA SPINA DELLE MACCHINETTE, COMPRANO UN CALCINO

Solo a Corte de Frati,nel Cremonese, ogni anno il business del gioco d’azzardo muove somme che orbitano attorno ai 346’000€. In uno dei bar di questa zona della campagna lombarda, ‘Al56″ di Laura e Marco, si è scelto di staccare la spina delle tre macchinette automatiche ereditate dalla gestione precedente al momento dell’ acquisto del loro bar.
Quegli aggeggi infernali consentivano ai gestori un incremento degli incassi mensili di circa 2000€ al mese, ma anche di assistere al dispiegamento di tre bei tappeti rossi per la Ludopatia.
Avendo vissuto la rovina, uno stillicidio quotidiano a opera di questa vera e propria piaga sociale così sottovalutata, che ha coinvolto amici e conoscenti dipendenti da quelle luci e quei pulsanti dai suoni martellanti, bruciando in qualche giorno somme frutto del lavoro mensile, vedendo andare in difficoltà famiglie lasciate senza risorse economiche per vivere la vita.
Capiscono che è il caso di dire basta. Al governo del soldo e a quella spina attaccata al muro. Comprano un calcino, lo mettono al centro del bar e come per magia in poco tempo cambia l’energia stessa degli ambienti, ora teatro di sfide a calcio balilla che riuniscono grandi e piccini. Alcuni dei clienti dipendenti dal gioco sono rimasti frequentatori del locale e si sono appassionati realmente alle sfide sul campetto gestito dagli omini su barra, riuscendo di fatto a ripagare la rinuncia a circa 24’000€ annui in più.

illustrazioni di Elena Farinelli

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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