ALAN TURING E LA SUA “BOMBA”

Siete alla ricerca di una storia affascinante? 

Se non avete ancora avuto l’occasione di guardare “The Imitation Game”, film diretto da Morten Tyldum, di cui consiglio vivamente la visione, proverò a racchiudere in poche righe l’intrigante figura di  Alan Mathison Turing (Londra, 23 giugno 1912 – Manchester, 7 giugno 1954), di cui il film si fa promotore.

Matematico dalla mente brillante, giocò un ruolo fondamentale come crittoanalista durante la seconda guerra mondiale. Il suo rilevante contributo fu quello di decifrare i messaggi scambiati dalle forze armate tedesche. 

Il Regno Unito, infatti, con l’entrata in guerra reclutò un gruppo di crittografi a Bletchley Park (casa top-secret dei cosiddetti “Codebreakers” della Seconda Guerra Mondiale, divenuta oggi vibrante attrazione del patrimonio britannico, oggi visitabile https://www.bletchleypark.org.uk/our-story) con capacità tali da elaborare tecniche sofisticate, in grado di decodificare codici creati dal sistema “Enigma”, il più celebre dispositivo del xx secolo, apparentemente simile ad una semplice macchina da scrivere ma con funzioni ben più complesse, tali che le unità in suo possesso avevano l’obbligo di modificare ogni giorno, per motivi di sicurezza, l’assetto operativo. 

Turing, padre dell’informatica noto per la sua “macchina di Turing” riuscì, con le sue brillanti intuizioni, a dare una svolta al conflitto mondiale. Diede alla luce “Bomba”, un calcolatore capace di interpretare efficacemente e rapidamente i codici tedeschi, e ciò concesse grandi vantaggi agli inglesi. Va però sottolineato che lo scienziato non inventò da zero la macchina, ma migliorò il suo predecessore omonimo, inventato da un criptoanalista polacco, la cui forza fu quella di riuscire a rompere più velocemente il codice di Enigma. 

Fu una vita travagliata la sua: perseguitato per la sua omosessualità, morì suicida a soli 42 anni (o almeno questo riporta la versione ufficiale). 

Non ottenne nemmeno i riconoscimenti sperati per la sua essenziale collaborazione nella lotta alla decodifica dei segreti nazisti, se non dopo anni dalla sua morte. Infatti, al termine della guerra, fu costretto dal governo britannico al silenzio, come tanti suoi colleghi.  A circa 20 anni dalla sua morte iniziarono a comparire informazioni e, finalmente, Turing ottenne ciò che gli spettava. 

Un genio incompreso che ha lasciato un segno indelebile, la cui esistenza, avvolta da un alone misterioso, continua ad attirare scrittori, registi nonché fumettisti (a tal proposito propongo “Enigma, La strana vita di Alan Turing” ad opera di Tuono Pettinato e  Francesca Riccioni).

"Ho 24 anni e, per qualche causa oscura sono una studentessa di fisica. Mi sto specializzando in fisica applicata ai beni culturali, da qui il mio interesse all'arte e a tutto ciò che concerne la datazione, lo studio della composizione e delle tecniche di produzione dei reperti storici. Mi piace sperimentare cose nuove ed è per questo che ho iniziato a praticare danza aerea e danza del ventre. Sono sempre in ricerca di stimoli ed entusiasta di fronte nuove sfide che si propongono. Sicuramente le mie capacità culinarie sono migliori di quelle creative ma ce la metto tutta. Quando ho un obiettivo non demordo finché non lo raggiungo! "

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