BOLDINI E LA MODA: un tuffo nella Belle Epoque

Ferrara celebra uno dei suoi maggiori artisti con la mostra “Boldini e la moda” a Palazzo Diamanti. Il pittore ferrarese è celebre per i suoi ritratti dinamici che decantano il fascino della Parigi tra fine Ottocento e inizio Novecento. Inaugurata lo scorso 16 febbraio, la mostra si protrarrà fino al 2 giugno 2019, presso Corso Ercole I d’Este.

Tributo a Boldini, ma non solo: la mostra si presenta come una parabola temporale che ci proietta in ciò che Baudelaire descriveva come “transitorio”, “fuggitivo”, come “la metà dell’arte la cui altra metà è l’eterno ed immutabile”: accompagnata dalle pennellate dell’artista, la modernità sfila tra i dipinti, le citazioni di grandi autori – quali Proust – e gli abiti il cui ricordo oggi resta ancora vivo.

Vi attende un viaggio sensoriale nella sfarzosità della Belle Époque, la cui eleganza, preziosità e sensualità si snodano nelle diverse sale del Palazzo attraverso le numerose opere del Boldini, affiancate  da dipinti di alcuni suoi colleghi – tra cui Degas e Sargent – e meravigliosi abiti d’epoca, seguiti da cappelli eccentrici e libri: un luccicante connubio che svela i segreti della metropoli francese in un periodo storico in cui arte, moda e letteratura raggiungono l’apice della mondanità.

Il percorso proposto indaga a fondo il rapporto che il ritrattista dalla pennellata nervosa instaura con il mondo dell’alta moda Parigina. Vengono esposti numerosi dipinti volti ad esaltare le muse del pittore, le cosiddette “divine”, donne celebri, dotate di charme e sensualità, dallo sguardo magnetico e dotate di una dinamicità inusuale per le correnti artistiche di quel tempo.

Dalle sue tele emergono le personalità dei personaggi aristocratici dell’epoca i quali accorrevano da tutto il mondo per far immortalare i loro volti immersi in un eccitante contesto ricco di fascino e così lussuoso da ipnotizzare l’osservatore.

La moda è al centro dell’esposizione, punto cardine delle opere dell’artista attorno a cui ruota la sua ritrattistica. Abiti, accessori, pose sensuali prive di staticità volte ad enfatizzare il carattere edonistico proprio di quegli anni. È lo stesso Boldini a vestire i suoi cari soggetti femminili con abiti morbidi ed eleganti volti ad esaltare la sinuosità dei corpi. L’abito stesso ci racconta il mito di una sfavillante metropoli. L’abito diventa un segno distintivo, emblema del pittore.

Boldini ci fa vivere, a distanza di anni, il sogno di una Parigi dominata dalla joie de vivre.

Ci seduce, ci ammalia. L’ambiente è quello dell’estetismo francese: fare di sé una opera d’arte era percepito come un dovere ed un piacere.

Posizioni audaci, lunghi colli di cigno, donne rifiutate dai mariti e donne che cercano la bellezza eterna dell’arte, tanto fuggevole quanto appagante. Un raffinato eroismo, una eleganza e un lusso mai dimenticati. Un atelier con un divanetto diventa il palcoscenico per le donne più originali di quel tempo. Alcune di queste – le “divine” – le preferite dal Boldini, tutt’ora ci trasmettono un senso di ammirazione e trasporto; celebrities ante litteram che avevano fatto della loro bellezza una professione.

Inutile dire che vale senz’altro la pena dedicare un po’ del proprio tempo a questa meritevole esposizione per farsi travolgere e assaporare per qualche istante quell’atmosfera scintillante propria della Belle Époque.

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