Brian’s Never, Never, Never Land

“Piscina di burro fuso
dalle parti di Marrakech
sotto le cascate
la selvaggia tempesta
travolge i selvaggi
nel tardo pomeriggio
mostri di ritmo.
Hai lasciato il tuo nulla
a competere con il silenzio.
Spero tu te ne sia andato
sorridente come un bambino
nella fresca reminiscenza di un sogno”

Jim Morrison

3 luglio 1969. Alle prime luci dell’alba i media inglesi diffondono la drammatica notizia della scomparsa di Brian Jones, il talentuoso e ribelle chitarrista fondatore dei Rolling Stones. Il Peter Pan della Swinging London viene trovato privo di vita nella piscina della sua villa ad Hartfield dopo  l’ennesima notte di eccessi. La follia ci suggerisce un’idea azzardata a riguardo: il “ragazzo sperduto” ha finalmente ritrovato “l’isola che non c’è”…

Brian Jones nasce a Cheltenham nel 1942 da una famiglia borghese che gli trasmetterà, fin da tenera età, una smodata passione per la musica. 

Il talento non tarda ad emergere e il giovanissimo Brian comincia a destreggiarsi tra numerosi strumenti musicali ed ascolti eterogenei. Imparerà presto ad apprezzare il jazz quanto la classica, prima di approdare al blues che gli permetterà in pochi anni di percorrere la strada del successo.

La sua storia con i Rolling Stones è oramai arcinota. Brian ne è il manager e il leader negli anni del debutto. La vivacità sul palco, unita al suo fascino e all’indiscutibile stile, lo trasformeranno velocemente in un’icona della musica e della moda. Versatile polistrumentista al servizio del blues, regalerà melodie indelebili alla storia della musica, contribuendo in maniera decisiva al successo planetario della band.

Nonostante venga ricordato soprattutto per gli eccessi, Brian Jones rievoca, anche grazie alla sua decisa linea anticonformista, la figura libera ed innocente di  Peter Pan. Proprio quella necessità di indipendenza lo porterà ad essere allontanato dalla band quando i compagni non reggeranno più le sue bravate e la sua progressiva alienazione. Brian e i Rolling Stones prenderanno due strade distinte: il primo si rifugerà nella solitudine di Hatfield alla ricerca della tanto agognata libertà, i secondi confermeranno la fama mondiale fino a divenire la band più longeva della storia.

Poche settimane dopo l’uscita dalle scene musicali, arriva il drammatico finale: il mondo della musica viene privato improvvisamente di una delle sue pietre più preziose e la sua prematura scomparsa coincide con la nascita di un macabro circolo esclusivo alla quale entreranno a far parte numerose giovani icone che, come Jones, condivideranno lo stesso triste destino: inaugura il “Club dei 27”.

Con la sua scomparsa, Brian Jones ha lasciato un segno indelebile nella vita dei suoi compagni e nelle generazioni successive di musicisti, oltre ad essersi guadagnato numerosi omaggi artistici nell’arco dei cinquant’anni che ci separano da quell’infausto giorno.

La playlist non è che un doveroso tributo alla vita, ai sogni e alla follia di questo “ragazzo sperduto” che ha saputo sconvolgere l’Inghilterra degli anni Sessanta. O forse sarà una mappa che aiuterà a non darci per vinti, a seguire i nostri ideali, come Peter Pan e la sua “isola che non c’è”…

Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino…

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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