COLOR THEORY – IL POTERE DEI COLORI

Immagini prese da Paciu Maison **

Color Theory è la trilogia firmata rubberband, il corpus filmico a tre puntate che concettualizza il potere dei colori.

Ogni episodio incarna quell’emozione “sospesa” che i rispettivi colori – il rosso, il giallo ed il blu – generano in chi li guarda. Tre corti, tre atmosfere: il colore diventa un pentagramma di brividi, sensazioni ritmate, un cocktail di turbamento e meraviglia.

E’ risaputo che dai colori scaturiscano emozioni ben precise, più o meno valide in senso universale. C’è chi preferisce il verde, chi il rosa, ma più o meno tutti, quando guardiamo un colore, siamo condizionati  dalla medesima percezione. Che si tratti di un gioco del cervello o del cuore, nessuno può negare la sua buona riuscita: i colori ci influenzano, ci parlano, ed il loro è un linguaggio così naturale e spontaneo, che spesso ci dimentichiamo della sua prepotenza.

Il progetto del duo rubberband, commissionato da NOWNESS, tratta proprio di questa affinità tra colori ed essere umani, una relazione afflitta anch’essa da alti e bassi, da sensazione positive e da sensazioni negative. Il colore inteso come “stimolante”, una pillola che cura e che allo stesso tempo fa ammalare. Un modo originale per riflettere sulle contraddizioni dell’animo umano e sull’ importanza dell’ “antinomia” nella ricerca dell’ “armonia”. D’altronde ogni sfumatura non è che una pacifica divergenza di colori.

Color Theory: Red

(Lust)

“Color is inescapably personal yet we all recognize the power it has in our lives”

“Il colore è inevitabilmente personale eppure noi tutti riconosciamo il potere che ha su di noi”

Generalmente associamo il colore rosso ad un desiderio ben preciso, a ciò che più si avvicina alla passione carnale – quella che risveglia anche l’anima più pigra: il “sogno” erotico. Il desiderio ha una connotazione chiaramente soggettiva, così come lo ha il colore. In questo corto, in pochi minuti, il rosso smette di essere un semplice colore e diventa ossessione, possessione. Essendo estremamente soggettivo, il desiderio sessuale apre infinite porte, più o meno comprensibili; ogni porta ci conduce sulla buona strada verso la piena consapevolezza di noi stessi, la conoscenza di chi siamo in quanto corpo ed in quanto anima. C’è un’affascinante relazione che lega il “desiderio” di conoscenza – possiamo osare e dire “la spinta per l’infinito” – con la fine, il limite invalicabile, la morte. Questo perché raggiungere l’ “estremo” è più pericoloso di quanto pensiamo, perché non c’è dato sapere, o forse perché non saremo mai in grado di assaporarci in maniera ingenua, quasi infantile, pura, naïf. Il desiderio è come una trappola, ti divora da dentro, ti imprigiona tra le fragilità, ti soffoca, sa dove sono i tuoi punti deboli, perché niente e nessuno ti conosce meglio di lui. Il rosso diventa così la rappresentazione di quel filo che tiene unita la parte più nascosta del nostro io con la parte più esposta al mondo: è la rappresentazione della seduzione a cui noi tutti siamo sottomessi, e che a sua volta proviene dal nostro essere unicamente “noi”.

Color Theory: Blue

(Life)

“Blue is beyond the dimensions of other colors”
“Il blu è al di là di ogni altro colore”

Il blu identifica la calma; il cielo, il mare. Come è possibile che due elementi così indomabili siano sinonimo di tranquillità?  Qual è il prezzo della loro quiete? “Blue” è un’illusoria pacatezza, la stessa che ritroviamo nell’aridità della nostra situazione socio-economica, dove non sembra crescere niente se non lo spasmodico senso del consumo. L’energia vitale di una donna benestante diventa la medicina “essenziale” per una bambina povera: una realtà parallela che ci lascia l’amaro in bocca, la verità nuda e cruda condita con l’imperturbabilità del blu. Anche noi placidamente, nell’indifferenza e nella leggerezza, assorbiamo la vita di tutte le persone che, anche se non conosciamo e non conosceremo mai, hanno un ruolo vitale nel fornirci ogni giorno di che vivere da finti ricchi. Magliette a 10 euro, le scarpe a 20: la nostra manodopera a basso costo paga il prezzo della vita, quella che per sostenersi non ha altre vie che la sopravvivenza.

Color Theory: Yellow

(Love)

“Yellow represents the anxiety that comes with sharing your life with another person”

“Il giallo rappresenta l’ansia che arriva nel condividere la propria vita con un’altra persona”

Il giallo è il colore dell’ansia. Ciò che ci crea ansia è ciò che ci fa paura, ma da cui non possiamo scappare, e perciò ci perseguita fino a renderci immobili. E’ il timore che ci pervade nelle situazioni sconosciute, nei momenti in cui non abbiamo il controllo e non sappiamo come andrà a finire, è l’inquietudine che ci colpisce il cuore quando condividiamo la vita con un’altra persona. Quando si riconosce di essersi innamorati di qualcuno diverso da noi stessi, l’ansia prende il sopravvento. Manca la certezza, c’è troppo dubbio. L’idea che qualcuno ci sconvolga ci crea tanto piacere, quanto angoscia. La paura di non essere accettati ci allontana l’uno dall’altro, costruisce muri in una notte, scava pozzi profondissimi in cui cadere in un secondo. Il giallo è però anche tepore e gioia, il risultato della tenerezza, quella che supera i pregiudizi  e le paure dell’ignoto.

 

Tre corti, tre colori, tre essenze.
Qual è la tua?

 

 

** Quando si visita Paciu Maison si viene colpiti dal colore: è un pugno in faccia, un pugno alo stomaco, un calcio alle gambe; si cade a terra trafitti. Paciu Maison è un percorso “nel colore per il colore”; spinto dalle varie gradazioni di blu, rosso, di giallo, il nostro animo funge da specchio per ciò che i colori stessi rappresentano e ne riflette nuove sfumature: le emozioni si uniscono ai sensi in un connubio che stravolge lo spettatore, che non sa più se ciò che vede è reale o immaginario.

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