Colpo di fulmine

Roma,Matteo Trevisani e il suo “Libro dei fulmini”

“Ricorderai presto, non è una cosa che si può fare d’un tratto.
Ci vuole un percorso, una via, per farti capire
che non si arriva mai da nessuna parte,
che alla fine si scompare soltanto.”

Immaginate di trascorrere qualche giorno a Roma. State passeggiando per le strade della città, tra le illimitate ricchezze che costantemente essa propone al vostro sguardo. Seguite i consigli delle migliori guide turistiche, scovate preziosi consigli sul web e, magari, aggiungete qualche suggerimento ottenuto sul posto dai passanti più disponibili.

Di ritorno dalla vostra vacanza realizzerete di non essere riusciti a vedere ogni cosa, anzi, constaterete che nemmeno un secondo né un terzo viaggio nella capitale potrebbe bastare a colmare quel vuoto. Neppure gli abitanti stessi della città eterna potrebbero avere il tempo necessario, causa i ritmi frenetici, a contemplare le meraviglie che si mostrano ogni giorno davanti ai loro occhi.

È ciò che è capitato allo stesso Matteo Trevisani, scrittore e giornalista marchigiano stanziatosi nella capitale da oltre dieci anni.

Frequenta la facoltà di filosofia della Sapienza, si avvicina al misterioso mondo della magia attraverso i suoi studi e poi, comincia ad innamorarsi perdutamente della città.

Affascinato dalle atmosfere capitoline e, preso atto della sua forte passione per le tradizioni arcaiche della città, decide di condensare queste esperienze in un libro che rappresenterà il suo esordio letterario.

Ecco nascere “Il libro dei fulmini” (Atlantide, 2017), una guida stravagante alla Roma più misteriosa, una storia d’amore molto particolare, un romanzo di formazione. Trevisani concilia questi elementi nella sua narrazione, specchio degli anni trascorsi tra studio, scrittura giornalistica e, soprattutto, la sua folgorazione per la capitale.

Proprio quella città che per diversi anni è stata poco più di una casa, improvvisamente decide di svelarsi, di sedurre questo ragazzo e prendersi il ruolo di protagonista indiscussa del suo romanzo.

I preziosi scorci di Roma diventano palcoscenico e Matteo Trevisani si conferisce il ruolo di primo attore utilizzando il suo vero nome all’interno del libro.

Il protagonista si troverà ad assistere ad un misterioso rito tra le rovine dei Fori Imperiali. C’entrano i fulmini (ovviamente) e il loro presunto potere di mettere in contatto due mondi opposti, quello dei vivi e quello dei morti. C’entrano una ragazza travolta dall’amore per l’esoterismo e un saggio professore amico di Matteo, anch’esso assiduo studioso dell’occulto.

Matteo verrà coinvolto inconsapevolmente in una spirale di accadimenti avvolti dal mistero.

Lo scrittore scansa ogni dubbio di banalità  fin da subito e lascia procedere il protagonista e il lettore di pari passo, quasi fosse anche quest’ultimo proiettato nella Roma più segreta.

Stabilito il primo necessario legame tra scrittore e pubblico, il libro acquista spessore, proponendo interessanti spunti di riflessione. Matteo porta a galla una città lontana e le sue leggende. Facendolo, esplora se stesso e si interroga sul senso della vita, prende le distanze dai ritmi della società contemporanea e ci porta con sé in una dimensione insolita, dove potersi fermare e osservare tutto il resto che corre frenetico verso il nulla. L’ordinario diventa straordinario grazie alle atmosfere di una Roma lontana nel tempo, ma vicina nello spazio.

La città eterna descritta da Trevisani non ha nulla di infondato. Lo scrittore si è preso i tempi necessari ad ascoltare le storie che Roma voleva raccontare e le ha straordinariamente descritte nel suo libro. Terminata la lettura del libro (vivamente consigliato) resterete travolti dal desiderio di mettervi nuovamente in viaggio verso le magie di Roma, ancora e ancora.


Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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