Coma Cose allo sherwood festival

Fulmini e tempesta contro la paura di noi stessi

È inutile usare troppi giri di parole: i Coma-Cose sono la vera novità indie degli ultimi anni. Consacrati al pubblico con il loro primo disco Hype Aura, il duo milanese passa per la seconda volta in questo tour in quel di Padova, dopo la data all’Hall del 30 marzo, bissano un live allo Sherwood Festival.

Accompagnati da Riccardo Fanara alla batteria e Simone Sproccati alla chitarra e tastiera, Fausto e Francesca intrattengono il pubblico raccontandosi attraverso i loro testi particolari, ma chiaramente autobiografici. In tutte le loro canzoni c’è un pezzo della loro vita, del loro passato vissuto a Milano tra lavori cambiati e birre bevute raccontandosi sogni e velleità sulle sponde del Naviglio. Hype Aura è un passo avanti rispetto al passato ma sempre molto fedele allo stile Coma-Cose. La scaletta salta dai primi brani come Anima lattina e Jugoslavia, arrivando a Granata e Via gola passando per Mancarsi e Squali (a mio parere le migliori dell’album). Il tutto in un tripudio di emozioni che fanno cantare, saltare, commuovere. Forse perché i testi ti colpiscono al cuore come pochi altri artisti sanno fare o forse perché c’è qualcosa in comune con il passato della coppia (anche nella vita) milanese. La voglia di fare qualcosa di meglio nella vita, di immaginare un futuro diverso da un presente che non ci piace.

Per i Coma-Cose la svolta è arrivata e non esitano a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, mandando “a fanculo si ma in amicizia” chi gli ha voluto male o chi non ha creduto in loro. E fanno bene.

Ma se nei miei castelli in aria vivono fantasmi, post concerto mi sento triste, come ogni volta alla fine di un Live, perché la fine di qualcosa di bello ci mette sempre tristezza. Una tristezza invisibile alla gente.

Tre decadi più uno compiute da poco e distribuite, più o meno tutte, sul territorio ferrarese. Millenial o, se preferite, facente parte della Generazione Y, coltivo da sempre la passione dello sport ma soprattutto della musica, che tengo accesa andando a qualsiasi concerto passi nelle vicinanze della città estense. Leggo spesso, per combattere l’ignorante che è in me, libri, fumetti, saggi riguardanti storia e, per l’appunto, musica e sport. Devoto alla religione di Spotify, non disdegno le serate compagnia a base di birra e, ovviamente, di musica.

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