CONOSCI L’ARTISTA: Daniela Carletti

Daniela Carletti, artista ferrarese con un grande amore per la natura ed il suo rapporto con l’uomo. Mi accoglie nella sua “free zone”, in via Carlo Mayr 143 A/B. Immediatamente, con un sorriso ipnotico, mi apre le porte del suo mondo in cui lavori di pittura, scultura e grafica si fondono con un’armonia tale da pervadere ogni senso. Non una semplice intervista ma un interessante racconto di ciò che definirei la sua poetica.

Quando è nata la sua passione e quando ha cominciato a fare questo lavoro?

Fin da bambina ho avuto la passione per la pittura, mi piaceva molto fare ritratti. Ho iniziato un po’ tardi perché non ho potuto frequentare l’istituto d’arte qui a Ferrara. Nel momento in cui ho avuto la possibilità già lavoravo in una banca. Mi sono iscritta ad un corso presso un pittore ferrarese molto apprezzato allora e che, in particolare, mi faceva delle lezioni di nudo. Ho frequentato per dieci anni corsi di acquerello, scultura, grafica presso una scuola privata collegata ad un club di Ferrara “Amici dell’arte”. In questo percorso ho cercato di conoscere ed appropriarmi di diverse tecniche tra cui scultura in terracotta, scultura in fibre di vetro e resine. Ciò che è importante non è eseguire ma elaborare a modo tuo ciò che hai appreso.

Da chi e cosa prende ispirazione per i suoi lavori?

Dalla natura. Nel momento dell’elaborazione ho sempre cercato di isolarmi e concentrarmi su me stessa. Chiaramente quello che vedo attorno a me mi influenza inconsciamente.

Partendo dalla natura, quella più povera, un po’ dimenticata, ed a volte pure disprezzata, mi sono lasciata andare. Amo molto la figura, i ritratti, ma nei miei quadri non c’è la figura umana, noi siamo gli spettatori di questa scena che rappresento.

Qual è il messaggio implicito nei suoi lavori, cosa vuole trasmettere?

Il messaggio celato nei miei lavori è l’unione tra l’uomo e la natura. C’è anche un ritorno, un riavvicinamento per un rispetto maggiore nei confronti della natura. Noi ci siamo sempre serviti di lei senza pensare alle conseguenze a cui saremo soggetti. Adesso ho una maggiore consapevolezza a riguardo, perché vediamo cosa sta succedendo. Quando ho iniziato questa consapevolezza non c’era, si è sviluppata negli anni. Forse avevo già percepito che c’era qualcosa che non stava funzionando. Ed è proprio questa l’idea, far vedere la natura per far riflettere, trasmettere la sua bellezza. Ciò che cerco è l’armonia. Anche in un filo d’erba, una volta che ne hai tratto l’impronta, inizi ad osservarla e la percezione della realtà cambia.

C’è stato qualcuno (o qualcosa) che ha in particolar modo influenzato il suo lavoro?

Tanti sono gli artisti che ho incontrato ma ho sempre seguito un mio percorso cercando di imparare il più possibile.

La più soddisfacente esperienza professionale?

C’è un episodio molto bello che mi è capitato qualche anno fa. Mi ero iscritta da circa un mese ad un social ed avevo pubblicato alcuni dei miei lavori. Ho ricevuto una mail nella quale venivo invitata negli Emirati Arabi, ad Abu Dhabi, per esporre all’interno dell’Emirates Palace Hotel. Cercavano un’artista italiana con l’obiettivo di connettere la cultura araba con quella occidentale. Inizialmente ero incerta, ho pensato potesse essere uno scherzo. Poi, però, ho ricevuto documenti ed interviste pubblicate nei maggiori giornali, a testimonianza che si stava parlando di una cosa seria.

Così sono partita, da sola. Il caso ha voluto che proprio in corrispondenza della mia mostra, ci fosse in visita diplomatica il viceministro degli esteri italiano. Il giorno dell’inaugurazione c’erano tutte le televisioni e i giornali più importanti dai quali sono stata intervistata e a cui ho dovuto fare da guida. Se questo non è un sogno, cos’è. Pensavo non ci sarebbe stato nessuno. Non avrei mai potuto immaginare.

Il 2013 per me è stato magico.

Ho conosciuto una gallerista che ha portato i miei lavori e quelli di altri artisti in giro per tutti gli Emirati. Nei successivi 3/4 anni ho fatto alcune mostre collettive. Ho realizzato anche una mostra presso l’università di Sharjah, all’interno del “College of Fine Arts and Design”.

Sono state esperienze molto belle. Ho avuto modo di avvicinarmi ad un mondo completamente diverso, meraviglioso.

Mi è stato proposto anche di restare ad insegnare. Ma ho scelto di tornare perché ciò che mi fa star bene è lavorare, qui, nel mio studio, la mia “free zone”.

Quali sono le sfide alle quali va incontro oggi un artista?

Penso che sia molto difficile oggi per un artista. Siamo in un periodo di rapidissimo cambiamento.

Sostengo che la tecnologia sia uno strumento molto vantaggioso. Si ha la possibilità di divulgare i propri lavori a tutto il mondo, io ne sono un po’ la dimostrazione. Bisogna ovviamente stare attenti, bisogna valutare accuratamente le diverse proposte che si ricevono. I giovani d’oggi devono sicuramente far fronte a più rischi.

Ciò che consiglierei è di lavorare tanto. L’artista deve lavorare per crescere e migliorare sempre di più.

Per quanto riguarda il mercato, la crisi si sente. Gli artisti contemporanei, poco conosciuti, fanno fatica a vendersi da soli.

Io amo le sfide, vado avanti comunque, nonostante le difficoltà che ho potuto incontrare. Bisogna sempre provare.

"Ho 24 anni e, per qualche causa oscura sono una studentessa di fisica. Mi sto specializzando in fisica applicata ai beni culturali, da qui il mio interesse all'arte e a tutto ciò che concerne la datazione, lo studio della composizione e delle tecniche di produzione dei reperti storici. Mi piace sperimentare cose nuove ed è per questo che ho iniziato a praticare danza aerea e danza del ventre. Sono sempre in ricerca di stimoli ed entusiasta di fronte nuove sfide che si propongono. Sicuramente le mie capacità culinarie sono migliori di quelle creative ma ce la metto tutta. Quando ho un obiettivo non demordo finché non lo raggiungo! "

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