CONOSCI L’ARTISTA: Collettivo VIDA KREY

VIDA KREI, by Andrea Grillo

Spingo la porta curiosa di vedere la fucina creativa di nove artisti che hanno scelto di unire ciò che ognuno rappresenta individualmente sotto un’unica bandiera, il Collettivo Vida Krey, sistema solare di pianeti differenti  accomunati dalla stessa forza di gravità del Sole che li mantiene in orbita: l’Arte.

Una sorta di presenza fisica nel gruppetto che chiacchiera, perché tangibile nell’entusiasmo, nel bell’ingegno, nel sacrificio ma soprattutto in ogni angolo riempito di colori, materiale e sudore degli artisti di questo spazio. La coda  dell’occhio percepisce sempre qualcosa da osservare ovunque ci si giri.

Scoprendo l’ultima risposta alle domande che abbiamo loro proposto, ho sorriso tra me e me , tanto le vibrazioni percepite erano aderenti e tanto l’impatto estetico dello studio è stato piacevolmente alienante, rispetto ai luoghi che solitamente occupo durante la giornata. Edoardo Mendez, Alessandro Brome, Alessio Bolo Bolognesi, Stefano Capozzi, Marco Travasoni, Paolo Psiko, Paco e Andres Belsito hanno creato un luogo che personalmente penso rappresenti, assieme a tutte le realtà dove “il pane e le rose” sono considerati egualmente importanti, come il frutto dell’azione concimante del letame che infesta la nostra attualità.

Individualità riunite in un collettivo: dalla scintilla alla realizzazione.

“Tutto nasce da un’esigenza personale di ognuno di noi di esprimersi, motivo per cui le nostre strade si sono incrociate. La necessità di avere uno spazio dove poter creare in totale libertà e le amicizie createsi all’interno, hanno portato alla nascita di questo collettivo con lo scopo di crescita/confronto sia artisticamente che umanamente.”

Quando è nata e com’è evoluta nel tempo l’urgenza comunicativa artistica?

“Nasce in ognuno di noi in momenti diversi e con modalità differenti, chi arriva dal mondo dello skate, dai videogiochi o dal cinema. Ciascuno inizia quasi per gioco, accorgendosi presto che dal semplice divertimento diventa un modo necessario è prioritario per poter stare bene.”

Com’è cambiato nel tempo ciò che circonda dal p.d.v. ambientale la realizzazione pratica dei vostri impulsi artistici? Quali sono stati i ponti traghettatori della comunicazione e di un’ eventuale contaminazione  tra le Arti espresse dal Collettivo, che occupa per scelta uno spazio delimitato e condiviso?

“Siamo un collettivo eterogeneo, composto da pittori cosi come da registi e giovani designer: i supporti sono cambiati per tutti in base alle età, alla possibilità economica e alle aspirazioni. Per quanto concerne la pittura, siamo stati battezzati quasi tutti sui muri urbani, ma c’è anche chi è partito dai fumetti. Lo spazio delimitato incentiva un confronto costante caratterizzato da riferimenti culturali condivisi.”

Quella della tecnica e degli strumenti di lavoro è una scelta di praticità suggerita dalla propria formazione o rimane istinto che vede anche nel mezzo di creazione il protagonista alla pari nell’emozione finale?

” Per quanto riguarda interventi urbani l’utilizzo dei materiali è dettato da regole di praticità, avendo a che fare con supporti e condizioni differenti (spray:strumento che ti permette una veloce realizzazione su tutte le superfici), mentre per quanto riguarda la realizzazione di opere su sopporti più convenzionali ognuno di noi utilizza strumenti e tecniche differenti e in continuo mutamento le quali hanno degli specifici utilizzi in base alla necessità di trasmettere ciò che si vuole”.

I benefici di uno spazio artistico condiviso.

” I benefici sono molti, non dati dalla condivisione in se dello spazio, ma dalle persone con cui lo si condivide: confronto quotidiano, condivisione di strumenti e attrezzi, ma sopratutto critica costruttiva reciproca, data dalla conoscenza di ciò che ognuno fa e del motivo per cui lo fa.

Qauli sono gli obbiettivi e le ricerche rappresentati dal Collettivo?

” É difficile identificarli. Come singoli artisti ognuno ha i propri obiettivi, come collettivo gli obiettivi si identificano di volta in volta. Ma un obiettivo comune penso sia non smettere mai di ricercare, confrontarsi e influenzarsi a vicenda, portando nell’ambito urbano i risultati di queste evoluzioni”.

Cosa vorreste conservassero spiritualmente i visitatori del vostro spazio in occasione della porte aperte durante l’evento “Cardini”?

Mendez: “Vorrei che chi viene percepisse le vibrazioni positive e il senso di tranquillità creativa che viviamo ogni giorno. Che si sentisse, anche se per poco, parte di qualcosa di nuovo e diverso dalla propria quotidianità”.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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