DAL MONDO SERIALE: GOOD GIRLS

   Good Girls, ovvero brave ragazze. Il titolo riecheggia Quei bravi ragazzi (Goodfellas, 1990) di Scorsese e, andando avanti nella visione sarà riaffermato nella sequenza del corpo nel camion  della spazzatura accompagnato da un’imponente musica classica. La spazzatura è un classico che in Good Girls viene mostrato in più di una sequenza e seguendo più declinazioni.

    Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ovunque, si sa, anche a rovistare nella spazzatura. Le good girls di questa serie tv made in Netflix, della quale è stata rinnovata la terza stagione, sono nello specifico tre madri con urgente bisogno di soldi, per riparare errori e menzogne del coniuge e salvarsi dal lastrico, per salvare la vita di una figlia ammalata o perché i soldi guadagnati onestamente sono davvero pochi per vivere.

Il sigillo del film è posto in apertura dalle parole di una ragazzina che scopre che i grossi guai per le donne nascono dal patriarcato, dalla storia impartita a scuola stranamente senza donne tra le pagine, tanto che quei libri potrebbero essere pure bruciati per le frottole che narrano.

    L’azione prende subito piede con una rapina al supermercato, luogo conosciuto da molte donne come le proprie tasche e che innesca tante di quelle reazioni a catena, tante di quelle conseguenze, che sarà impossibile tornare indietro. Cosa c’è, cosa c’era dietro? Prima della rapina? Per ognuna delle protagoniste una vita sommersa, ovattata, una vita normale. La serie, che titola un episodio alle  paladine del courage cinematografico, Thelma & Louise (1991, di Ridley Scott) è una commedia dai contenuti tragicamente quotidiani. Mandare avanti la famiglia, accudirla, preparare colazioni, pranzi, cene, feste di compleanno, curare i rapporti con il vicinato e tante altre cose minime, esigono molta organizzazione. Un classico. Classico tra i classici, Apollo, mai menzionato eppure onnipresente nel personaggio di Beth Boland: è sufficiente  uno sguardo al suo tavolo da cucina, al suo modi di fare i toast o i dolci, ossessivamente perfetti e che celano, al di là di quel senso estetico, una forte dose di capacità organizzative. Passare dal dolce al crimine, al crimine organizzato,  è un attimo. Non si torna indietro perché i soldi rappresentano l’autonomia, il potere, la libertà, l’indipendenza. Una volta provata la nuova vita il gusto della vecchia non ha alcun sapore.

   Good girls tratta quindi l’antica tematica di Apollo e Dioniso, il giorno e la notte, l’ordine e il caos, in una serie tv leggera e divertente, che fa venire voglia di stampare gran bigliettoni falsi, sapendo per certo che, in fondo, in un mondo di bugie, sarebbero, probabilmente uno dei pochi elementi veri.

"Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa..." Woody Allen

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