DAL MONDO SERIALE: MINDHUNTER


Holden Ford: “Eravamo soliti fare un esperimento in psicologia sociale… Sali su un ascensore affollato e ti metti a guardare nella direzione opposta, guardando il retro dell’ascensore, e tutti quanti danno di matto. Non sono a loro agio per motivi che non riescono a capire, ma se ti volti e guardi avanti tutti si rilassano.”

  Mindhunter, termine composto da mind (mente) e hunter (cacciatore) proviene dal lavoro che fanno i due protagonisti della serie tv, basata sull’omonimo libro di John Douglas e Mark Olshaker.

Holden Ford nella serie è il personaggio rappresentante Douglas, pioniere dei criminal profiler. che negli anni 70 introduce nell’FBI nuovi metodi investigativi, dai quali spicca proprio il cacciatore di menti. L’intuizione di Douglas ha un illustre antenato nel teatro e propriamente con Stanislavskij. Se esiste un metodo Douglas, un metodo da Mindhunter, è perché esiste il Metodo Stanislavskij.

Per individuare un serial killer, per prevenire altri crimini, per fermarlo, bisogna pensare esattamente come lui, calarsi nella sua mente e anticiparne le mosse. Per farlo Douglas dovrà imparare dai criminali: di volta in volta andare a trovarli in galera,  parlarci, iniziare a stilare dei profili, entrare nell’oscura cella della loro mente.

Il teatro è ulteriormente menzionato dal personaggio di Annaliese, che cita La vita quotidiana come rappresentazione di Erving Goffman:

Annaliese Stilman: Goffman ha visto una connessione tra i tipi di atti o maschere che le persone hanno messo nella loro vita quotidiana e nelle rappresentazioni teatrali. In un’interazione sociale, come in uno spettacolo teatrale, c’è un’area sul palco dove individui o attori, a seconda dei casi, appaiono davanti al pubblico. Ma deve esserci un backstage, un’area privata nascosta, in cui gli individui possono veramente essere se stessi.

Kemper

E sono spettatori, presenze, direttori di sguardo, le teste mozzate delle ragazze che Kemper seppellisce in giardino, proprio sotto la finestra della madre, a guardarla dal basso in alto. A lei piaceva essere guardata, che la gente la guardasse dal basso in alto, dirà Kemper, soddisfatto di queste sue note di regia.

Kemper, al quale la serie dedica più di un episodio e del quale rimane in sottotraccia la sua essenza nel cervello di Holden, è il serial killer che ha ispirato, per la sua intelligenza e per un pasto cannibale ben cucinato, il personaggio creato da Thomas Harris, il Dr. Hannibal Lecter.

  Holden-Douglas porta avanti la sua battaglia alleandosi con la letteratura che, rispetto alla polizia e all’FBI, è qualche passo avanti. Le innovazioni sui metodi investigativi sono, in effetti, già in Edgar Allan Poe ed Arthur Conan Doyle.

Alla domanda Who has done it? (Chi l’ha fatto?), di Conan Doyle, Holden si interroga ulteriormente sul come e perché, aggiungendo alla lista l’importanza del dove e quando. Il tutto è atto ad una stilizzazione dei vari profili criminali che vanno a formare una precisa banca dati di modus operandi e, tra l’altro, definiscono macro aree di killer sequenziali: organizzati e disorganizzati, ovvero molto intelligenti e poco intelligenti.

In quegli anni ciò che la polizia sa o non sa dell’animo umano è, in effetti, un affare che riguarda i classici, un fatto letterario. Non a caso Shakespeare, Dostoevskij, Freud sono nominati da Holden ad una riunione tra agenti di polizia e, non a caso, Holden riesce a fare il proprio mestiere di Mindhunter perché in un certo qual modo già formato dalla lettura dei classici.

  La serie tv, passata in sordina rispetto a quelle di grido, ha un equilibrio formale e strutturale perfetto. Scenografia, fotografia, musica e dialoghi concorrono ad una pronta immedesimazione da parte dello spettatore e lo accompagnato nel clima investigativo e sociale degli anni 70.

Wendy Carr : Sai perché mi ci è voluto quasi un decennio per pubblicare il mio libro? Perché i narcisisti non vanno dal dottore. Gli psicopatici sono convinti che non ci sia nulla di sbagliato in loro. Quindi questi uomini sono virtualmente impossibili da studiare. Ma voi avete  trovato un modo per farlo, come in una perfetta condizione di laboratorio.

[…]

Holden Ford : Allora, cosa stai insegnando?

Wendy Carr : Um, sto insegnando una lezione sull’intersezione tra sociopatia e fama. Persone come, Andy Warhol , Jim Morrison . La loro celebrità diventa l’unica cosa di cui hanno bisogno per sostenere il loro ego.

Bill Tench : Nixon era un sociopatico.

Wendy Carr : Molto simile.

Holden Ford : Come puoi diventare presidente degli Stati Uniti se sei un sociopatico?

[…]

"Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa..." Woody Allen

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