Dal mondo seriale: YOU

  La prima immagine, una ripresa dall’alto con un obiettivo grandangolare, della città di New York è il preludio al tintinnio di tre campanelli che segnalano l’apertura della porta. Siamo all’interno della libreria.

…E tu chi sei? […] Non sei qui per fari guardare… Il monologo interiore arriva sulla scena ancora prima di Joe Goldberg e con questo espediente introduttivo lo spettatore entra direttamente nel personaggio. Non possiamo far altro che essere Joe, vedere il mondo con i suoi occhi pensando i suoi pensieri.

Who are you? Chi sei tu? È la domanda principe che Joe Goldberg si pone vedendo  Guinevere Beck, giovane aspirante scrittrice. You, la Serie Tv griffata Netflix, è incentrata sulla visione e sul desiderio. Il desiderio nasce dallo sguardo, direbbe Hannibal Lecter, reiterando molta letteratura, e in You lo sguardo e il desiderio passano attraversando schermi e device.

  You è la figlia di Dexter o sbaglio? Solo io ci vedo dentro Dexter?  

Simili quesiti sono posti da uno spettatore troppo preso dalla voce in soggettiva del protagonista, che ha in comune con Dexter  le stesse modalità formali della soggettiva. Ma diversi sono i pensieri, diversi il modus vivendi ed operandi tra Dexter e Joe. No, You, non è figlia di Dexter. La gentilezza che caratterizza Joe, è figlia di Norman Bates, soprattutto del Norman di Bates Motel, tanto che il secondo episodio è L’ultimo tipo gentile di New York.

  In Joe l’amore per la conoscenza ed i libri hanno precedenti in Hannibal Lecter, e di tutti quei serial killer che fanno della cultura un’arma di conoscenza. La gentilezza proviene da un mondo lontano nel tempo e nello spazio ed è figlia della letteratura, della cavalleria, della cortesia. Il tema della letteratura è presente in You quanto i protagonisti, già dal primo incontro e dalla loro presentazione. Tra Joe e Beck ci sono i libri ed uno in particolare: Desperate characters, nominato, comprato, e che ritornerà in un’altra scena, diviene una traccia indiziaria per seguire il percorso della narrazione. Molti caratteri disperati fanno parte della serie. Ciò che più inquieta è l’associazione, ancora una volta nei film, alla pericolosità della cultura.  Come dire, benvenuti siano i barbari rispetto a questi sapienti killer cortesi. I libri, da oggetto di trasmissione di sapere, diventano così armi micidiali, fautori di personalità disturbate e disturbanti.

  Le recensioni frequenti su You considerano immancabilmente il protagonista come uno stalker e stalker è una parola presente più di una volta nella serie. Stalker viene liquidato Joe per il suo fare da spione, e stalker sarà l’amica di Beck, Peach Salinger,  repressa dalla ricca famiglia che le avrebbe tagliato i fondi nel caso avesse esternato il suo amore per Beck o qualsivoglia fanciulla, e stalker è lo spettatore che segue e spia i movimenti ossessivi di Joe nel tenere sotto controllo la vita “virtuale” di Beck e la sua moltiplicazione nei social, dove, le piace essere guardata. Una moltiplicazione dell’io, dell’essere, è messa in scena tramite l’uso dei social network, e del genocidio, dispersivo, che se ne prospetta.

  Joe, con i comuni serial killer ha il tallone d’Achille dei trofei. I trofei sono elementi che rimangono, quello che rimane o può rimanere da ogni sorta di relazione, che sia un delitto o una passione, una conquista. Prendere, vincere, conservare un trofeo rimanda, difatti, all’area semantica della guerra e della caccia.    

  Quando Paco (il bambino che si salva dalle liti familiari rifugiandosi in un libro, togliendosi così dalla realtà dei fatti per sentirsi protetto dalla descrizione di un altro mondo possibile),  vede la gabbia dove Joe conserva, ad una temperatura ideale, i libri rari e le prime edizioni dice: Fa paura.

La conoscenza fa paura.  

  Di chi è figlia dunque You? Scorrendo indietro nel tempo, a Gilles de Rais,  predecessore illustre, uno dei primi serial killer codificatore, suo malgrado, di una letteratura di crimini seriali, passato dalla tradizione del racconto orale alla favola di Perrault. Barbablù in fondo è la parte oscura e in ombra di ognuno, l’antagonista interno. In Dexter è individuabile ne l’oscuro passeggero. E Barbablù riemerge dall’oscurità, nello scantinato della libreria, nel posto più nascosto dei luoghi di You, lo stesso che Joe fa vedere a Beck per mostrargli esattamente chi è, la gabbia di vetro. Nel castello di Barbablù è il titolo dell’episodio finale della prima stagione: il monologo di Beck mentre vi rilegge il proprio romanzo è un’ulteriore citazione letteraria:

BECK: Ti sei sempre avvolta nelle favole come una coperta, ma era il freddo che amavi, i brividi quando scoprivi i cadaveri delle mogli di Barbablù. […] Hai imparato che non possedevi la magia che trasforma una bestia in un principe. […] E poi proprio quando pensavi di poter semplicemente sparire lui ti ha visto. […] Ora nel suo castello hai capito che il principe azzurro e Barbablù sono lo stesso uomo, e non ci sarà un lieto fine a meno che tu non li ami entrambi…  

You. Ehy you! Who are you?

"Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa..." Woody Allen

Related Posts

Leave a Reply

My New Stories