EPISTEMOLOGIA DELLA PIGRIZIA

Basale significa, dal Sabatini, indispensabile per mantenere le attività fondamentali dell’organismo.
È questo il sentimento che porta noi indolenti a vivere secondo l’etica del risparmio motorio e della programmazione maniacale delle azioni da compiere, in una costante ricerca della loro successione più conveniente.
Si tratta di una filosofia di vita incentrata sull’ottimizzazione e finalizzata al continuo miglioramento della propria performance abulica.
La giornata tipo prevede risveglio tecnico che precede di circa cinquanta minuti il risveglio effettivo con rinvio seriato dell’atto di sollevamento dal letto. Il momento colazione prevede prelievo di tazza direttamente dalla lavastoviglie per ridurre di un’unità il carico da riporre nella credenza. La moka ti guarda speranzosa con gli occhi di chi aspetta dietro la rete di un
canile scodinzolando, ma tu, al grido di “NON OGGI!”, afferri la capsula Nespresso e con un solo dito raggiungi l’obiettivo.
Poi ci si lava e si appende il pigiama alla doccia, così stasera è già lì ad aspettarci. A questo punto si procede con la fase più rischiosa: si esce sul balcone nudi, accartocciati su sé stessi in un disperato tentativo di autocensura, un braccio che si tende all’inverosimile per raggiungere mutande e reggiseno stesi ad asciugare, ma pronti a rientrare al grido di
“DEFCON 4!” se il dirimpettaio alza la tapparella.
Poi la maglietta, i jeans e i calzini.
E fanno cinque cose in meno da piegare e riporre nei cassetti.
Stirare siamo tutti d’accordo essere una mancanza di rispetto verso pianeta e tempo a disposizione da trascorrervi che è finito (nella sua accezione più matematica), vero?
Etichettati da sempre come scansafatiche, siamo invece il motore della società tecnico-scientifica che vede nel progresso un costante tentativo di ridurre consumi, fatica e numero di azioni da compiere.
Siamo l’esercito del fare meno, fare meglio, ma soprattutto fare dopo.
Siamo il comitato dei rivettati al divano, che fanno lo sciopero della sete pur di non alzarsi per andare a prendere l’acqua in frigo.
Siamo temperati da intere settimane trascorse a cantare insieme alle cicale rimandando le settecento pagine da studiare, cinquanta delle quali mandate poi a memoria mentre venivano interrogate le ventidue persone che ci precedevano in lista.
La necessità aguzza l’ingegno, dicevano. Ma non è vero. É la slanataggine a farlo davvero.

illustrazioni a cura di Micaela Compagno

Il mondo è dei pigri. Dovremmo solo volerlo.

“Medico con decennale esperienza dietro al bancone del bar, prepara ottimi cocktail di farmaci. Nata stanca, ha la presa salda della madre, rigira bene le frittate e appena viene verde le suonano il clacson”

Related Posts

Leave a Reply

My New Stories