Fanfiction che passione!

Devo parlarne. Devo parlare di lei mi dispiace, lo so, i miei occhi già sanguinano ma devo. Perchè, che lo sapeste o meno, sì E.L. James, conosciutissima scrittrice del ahimè famosissimo “50 sfumature di grigio” è in realtà autrice di fan fiction. Esatto, avete capito bene, pizzicatevi pure il braccio per un veloce controllo realtà se volete, ma sì, “50 sfumature di grigio” uno dei romanzi erotici (o pseudo erotico) più famosi dell’ultimo decennio, forse più famoso addirittura degli amati Harmony delle nostre mamme e nonne, è nato come fan fiction. Una fan fiction basata su niente popo di meno che -e qui tenetevi forte, aggrappatevi ai vostri sedili e allacciate le cinture di sicurezza-  Twilight, altra saga famosissima e che sicuramente conoscerete, per lo meno grazie alla sua versione cinematografica con protagonisti Robert Pattinson e Kristen Stewart.

Quindi, fan fiction. Non avete ancora deciso di cambiare pagina e fuggire su Youtube, alla ricerca della più recente challenge in voga tra i vari numerosi filmmaker amatoriali? Bene, benvenuti a bordo, ho delle opinioni.

Ovviamente non mi conoscete, ma vi basti sapere che in più di un’occasione mi è capitato di parlare con persone adulte, di età variabili tra i 40 e i 70 anni e di sentirle lamentare, per un motivo o per un altro, delle nuove generazioni e di come i giovani di oggi abbiano perso ogni qualsiasi voglia o capacità di comunicare e di essere creativi, per non parlare poi di come siano irrispettosi delle regole e della morale, eccetera eccetera. E sì, okay, ognuno ha il diritto alle proprie opinioni e chi sono io per dire qualcosa in contrario e così via, ma. Ma. Allacciate le cinture, di nuovo, perchè sto per lanciare un’opinione nella stratosfera così rivoluzionaria da poter scuotere la casa o l’autobus all’interno del quale vi trovate ora: i giovani comunicano e sono creativi in modi nuovi e con  mezzi diversi dai quali siete abituati.

Magari non scrivono romanzi o pubblicano libri o fanno esibizioni teatrali o espongono opere d’arte così spesso da essere notati ma c’è un mondo, in quella dimensione nuova e inafferrabile chiamata internet di giovani creativi che comunicano e si riuniscono e parlano tra loro. E sì, spesso lo fanno usando il cellulare, questo ve lo concedo, ma poco importa, quando scrivono capolavori basati sui nostri mondi di fantasia preferiti.

Quindi, fan fiction. Cosa sono? Per i più inesperti, si tratta semplicemente di storie, più o meno lunghe, contenenti personaggi appartenenti ad altri universi (serie tv, libri, film e chi più ne ha più ne metta). E se siete curiosi sulla diffusione del fenomeno vi basterà andare su siti quali efpfanfiction.net o archiveofourown.org per toccare con mano in quanti effettivamente siano a scrivere fan fiction. Personaggi come Harry Potter, il caro Dottore e anche loro, Bella ed Edward, presi e trasportati in mondi paralleli o improbabili dove si innamorano, lottano contro zombie o fanno una passeggiata nel parco e riflettono sulla propria vita. O, in alcuni casi, tutte e tre le cose nella stessa storia. Insomma, i generi sono tanti e hanno la loro terminologia: dal fluff (una storia dolce e romantica dove i protagonisti si tengono per mano e scambiano linee di dialogo da diabete) all’angst (la tragedia per antonomasia, spesso accompagnata dalla morte del protagonista o dalla rottura della coppia; io all’angst non mi avvicino mai). .

Insomma, generi e lunghezze variabili, un po’ come, se me lo concedete e non vi scuoto troppo, i libri. La grande differenza? Scrivere fan fiction non porta a nessun tipo di lucro, perchè i personaggi e i mondi di cui scrivi sono protetti da copyright, giustamente. Viene forse naturale chiedersi quindi, perché? Perché scrivere del Dottore in viaggio con Rose per la loro luna di miele? Perchè sprecare tutte quelle parole per descrivere i capelli di lei, o la sabbia sotto i loro piedi, quando non ne uscirà nemmeno un centesimo? Beh, indovinate un po’ ma è solo per il gusto di creare e condividere; per vedere e rivedere personaggi ai quali ci si è affezionati anche dopo la fine del film, o della stagione televisiva, o dell’ultima parola del libro. Quindi ti trovi improvvisamente a scrivere 5’000 parole su un’avventura nuova e magica dei fratelli protagonisti di Supernatural e a condividerla su uno dei siti dedicati alla pubblicazione di fan fiction e improvvisamente, se sei bravo, se hai passione, hai un pubblico. Un gruppo di persone che segue la tua storia, commenta e interagisce con te e non è anche questo comunicare? Non è anche questo creare e condividere? Io credo di sì.

E poi, se sei davvero bravo, magari qualcuno disegnerà anche alcune delle scene tratte dal tuo lavoro. Si creeranno fan art, altri autori vorranno scrivere ispirati dalle tue parole e magari ti farai anche degli amici lontani chilometri e chilometri con i quali condividere la tua immensa passione per i My Little Pony (non giudicate, ci sono persone a cui piacciono, a ognuno il proprio).

Francamente, tra l’altro, scrivere fan fiction è anche ottima pratica di scrittura se il tuo sogno nella vita è scrivere romanzi professionalmente. Inoltre hai recensioni in tempo reale che potrebbero aiutarti o meno a migliorare la tua tecnica. Non è meraviglioso?

Insomma, i giovani (e a volte anche non, prendete E.L. James che non ha proprio 20 anni) comunicano e sono creativi e si esprimono e parlano. A volte tramite fan fiction, a volte tramite fan art e a volte anche scrivendo canzoni.

So che alla parola fan fiction sono in molti a storcere il naso e a ridacchiare infantilmente, me ne rendo conto. Mi viene solo da chiedere, perchè? Cosa c’è di male nello scrivere e nel disegnare e nel divertirsi a immaginare i propri personaggi preferiti ancora e ancora? Secondo me, proprio niente.

Ah, in caso ve lo foste chiesti, sì, si trovano anche fan fiction erotiche, ovviamente. Se avete sempre avuto una cotta per Draco Malfoy questa è la vostra occasione.

Consigli di lettura per gli appassionati e gli amici più curiosi: la pagina Wikipedia dedicata all’argomento fanfiction; “Fangirl” di Rainbow Rowell e “Carry On” di Rainbow Rowell, possibilmente proprio in quest’ordine.

Micaela è una ventenne curiosa e a cui piace fare cose nata a Taranto nel 1997. Scrive, dipinge, disegna ed occasionalmente canta anche. Tra le sue passioni più grandi ci sono: i gatti; le lasagne; le sere in cui piove e le mattine in cui può stare sotto le coperte cinque minuti in più.

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