Fantasmi a Roma

Marcello Mastroianni e un’eredità per tutti

Roma, Marzo 2019 – Questa notte ho fatto un sogno meraviglioso. Ero nell’antica Roma, tra le strade di un’altra epoca, camminavo senza una destinazione precisa, affascinato da una città vivace e organizzata nel minimo dettaglio: da lì a qualche secolo la cominceremo a chiamare città eterna con giustissima ragione.

Non vi sto nemmeno a descrivere l’atmosfera che si poteva respirare passeggiando nel cuore pulsante della Storia, mi limito a narrarvi i momenti nevralgici di questa gitarella inconscia.

Riconosco davanti a me uno straordinario monumento in tutta la sua magnificenza: E’ l’Ara Pacis, un altare voluto fortemente dall’imperatore Augusto a rappresentare le sue imprese d’oltralpe e la pace ottenuta nelle nuove colonie. Recintato da pareti finemente decorate che rimandano alla Grecia classica, l’altare è un tripudio di eleganza e bellezza, tanto da non poter smettere di guardarlo, quasi fossi ipnotizzato da un incantesimo.


Improvvisamente lo scenario che ho difronte cambia. L’altare sbiadisce, si consuma, e attorno appaiono grandi pareti di cemento. Sono a pochi passi dal Tevere, in una struttura moderna che ha a cuore la conservazione dello storico monumento. L’Ara Pacis dà ora il nome ad un museo, uno dei più seguiti e frequentati della capitale. Fino a poche settimane fa ospitava una mostra dedicata a Marcello Mastroianni e alla sua eterna carriera cinematografica.

Sono curioso, scendo le scale dell’edificio e l’esposizione è ancora lì, davanti a me, a mia completa disposizione: foto, disegni, sceneggiature affollano le pareti di queste sale, i volti di Marcello, così naturali in ogni scatto, fanno invidia all’eleganza classica dell’altare, quasi fosse un imperatore della nostra epoca.

Uno dei vanti dell’attore laziale è sicuramente la semplicità, ereditata da una famiglia di umili falegnami di Fontana Liri (FR), le foto della sua infanzia lo dimostrano, la sua voce dagli altoparlanti, con un tono sereno, conferma le sue origini e racconta divertenti aneddoti a riguardo.

Un documentario di cui è unico protagonista mi accompagnerà per tutto il percorso: “Mi ricordo si io mi ricordo” è un film girato durante i suoi ultimi anni di vita dalla compagna Anna Maria Tatò, è un testamento, un album di ricordi, un manuale di istruzioni per chi verrà dopo di lui.

Cammino tra le sale ricche di cimeli preziosi, immagini, scarabocchi e spezzoni di pellicole che racchiudono dentro di essi l’aura magica del cinema italiano. Sono curioso, leggo ogni didascalia con morboso interesse, trascorro interminabili minuti ad ammirare le scene dei film che hanno reso Mastroianni un mito nazionale ed internazionale, le scenografie che lo hanno ospitato, le testimonianze di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di presenziare alla sua rapida ascesa.

“Il cinema è un mestiere di attese” afferma un sorridente Marcello in una scena del documentario, e non mi sembra vero. La sua carriera è talmente fitta di interpretazioni che stento a credere sia solo possibile fare ciò che lui ha effettivamente fatto: la sua naturalezza nei film e nel teatro fanno pensare al suo mestiere come ad un gioco da ragazzi, e lui lo ha vissuto davvero così; “Recita o fa finta?”penso dentro di me ridendo.

Nelle ultime sale il documentario diventa improvvisamente malinconico, Mastroianni riconosce di avere poco tempo ancora da dedicare al grande schermo, non ne sembra sazio, e vorrebbe avere a disposizione centinaia di anni ancora per donare sorrisi al suo pubblico.

Anche io non ho più troppo tempo, sento in lontananza la sveglia suonare e mi ritrovo nel mio letto.

Durante la giornata successiva ripenso alla mostra, alla carriera di Marcello e alla città eterna che lo ha abbracciato per tanto tempo, verso sera guardo avidamente un paio di film pescati dalla sua filmografia, poi torno a dormire, voglio sognare ancora.

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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