L’arte di Fernando Adriao

Il Fado è un genere di musica popolare che fa riferimento alla città di Lisbona. Dal 2011 è patrimonio UNESCO. Vi proponiamo di ascoltarlo come cornice per accompagnare la lettura.

Sangue portoghese, natali in Mozambico, classe 1964.
FERNANDO ADRIAO il “lusitaliano” che vede in Ferrara e nella bicicletta la continua sfida dell’equilibrio
Tralasciando volutamente i titoli nel suo palmarès, concediamoci qualche minuto per entrare nel mondo di questo artista, che ha scelto Ferrara come teatro di posa delle sue scorribande in sella alle bici che colleziona, e che ogni giorno sceglie in base al suo stato d’animo, dirottando nel tipo di pedalata dato dalla bici scelta l’energia che vuole domini il resto della giornata. Attualmente espone presso Zazie in via San Romano la sua quarta personale in città (allestita fino al 15 settembre, quindi correte a vederla!), dopo la prima nello stesso locale, poi al Momama con un omaggio al mondo femminile in Profili, I sensi proposti in quella allestita alla Racchetta e infine il ritorno a Zazie, dove è facile incontrarlo nelle pause dalle attività di sketcher (si incontreranno tra colleghi di ogni parte in un piccolo raduno nel fine settimana) durante l’edizione del Buskers Festival in corso.


ACQUA, CARTA, ARTISTA.

“L’acquerello è un pigmento che davvero consente di fare tutto. È trasparenza ed opacità. È una scelta sempre libera, che non coinvolge solo quella del colore ma anche la trasparenza, la luce. La carta è di fatto un mondo,di spessore, di colore, di porosità ed assorbenza. Un acquerello si secca in media in 24 ore, ed inizia a svelare la sua trasparenza, il suo minimalismo e la lezione che lascia all’artista.
C’è costante ricerca di equilibrio tra forma, colore e la sua realizzazione con l’acquerello, darsi una regola e iniziare la sessione tecnica per renderla poi forma concreta e risultato visivo.
La cosa più bella è lasciare che l’acqua faccia capire tante cose. Magari si inizia a tamponare la carta perché si è commesso un errore con l’acquerello, ma intanto rimane un errore bellissimo. Ciò che si fa, si fa una volta sola, se l’idea è correggere si inizia male, un processo cancellato è già finito. Allora si ricomincia. Partendo però già dal progetto successivo. La frustrazione di quanto cancellato ha il potere di stimolare la ricerca del bello,  che infatti poi solitamente si riesce a trovare, arrivando al traguardo stabilito dalle proprie capacità personali sviluppate in quel momento evolutivo.”


L’IMPORTANZA DELLO SNAPSHOT.

” È un tratto in cui dentro c’è “il tutto” dell’artista.
Il suo tiro perfetto, l’opera prima che ha già raggiunto la sua massima espressione. Nell’acquerello o le cose vengono bene al primo tratto o viene la famosa “paciugata” alla ferrarese, è una materia severa e chiede tecniche che non prevedono un lavoro spalmato su settimane, o mesi, di lavoro.
L’acquerello nasce inaspettato. In più nel mondo dell’arte, e ancora più sentitamente in quello circoscritto dell’ acquerello, l’artista che ha utilizzato per la prima volta una tecnica o ottenuto per primo un effetto, lascia il suo nome all’artifizio artistico trovato, per sempre. E ciò avviene sul primo tratto fatto sulla carta, quello veritiero, quello del momento in cui l’impellente  voglia di disegnare qualcosa esce dalla mano, e nasce inaspettato. Diventa il bello che entra a fare parte del bello che era già presente nel mondo.”


FERRARA.

“Seduce, trattiene, provoca. Tutto in silenzio, fatto in modo discreto, nascosto.
È una città tanto ingenua quanto furba, gestita da un’amministrazione che vuole anche che rimanga così, divisa tra l’occhio di chi passa in bicicletta in una via pedalando sereno verso la sua meta, e chi lo osserva da dietro il vetro della finestra di casa, seguendolo con lo sguardo finché la lontananza lo consente, permettendosi di controllare l’inevitabile contaminazione artistica della città di Ferrara, che è un vivaio artistico ricchissimo sia nella Storia che nell’attualità, è una città piena d’arte e di artisti, da sempre culla la metafisica e le sue leggi, ma io vedo una sorta di controllo al suo naturale processo evolutivo. Secondo me Ferrara è un luogo dove il suo “carico” identitario o lo si riesce a sopportare e allora si traggono tanti benefici e anche godimento, o si soccombe, inghiottiti inermi.
O fa spiccare il volo in virtù dei suoi limiti da superare o essi riescono a trattenere ogni tentativo senza la giusta dose di grinta. Questi estremi hanno consentito di avere certe personalità storiche in questi luoghi, e costringono e stimolano ogni giorno la ricerca di un equilibrio costante per riuscire a fare il proprio meglio secondo la propria evoluzione. E qui c’è la bicicletta, grande protagonista e metafora di questa mia continua ricerca di equilibrio nella mia esistenza.”


DA FERRARA VERSO IL MONDO.

“Da qui si parte e si può arrivare ovunque. La differenza la fa la persona, non il luogo di partenza. E dove io viaggio, per scopi lavorativi o anche personali, Ferrara viene sempre con me, con la speranza che le persone che incontrerò possano così scoprirla, se ancora non l’ hanno fatto.
Mi ha sfidato così tanto Ferrara, un luogo inaspettato che mi ha dato e reso ciò che rappresento oggi sulla timeline della mia evoluzione personale, e che quindi non mi fa sentire limitato o lontano da altri luoghi considerabili anche più “furbi” per la mia attività artistica, perché io posso comunque spostarmi e raggiungerli da qua. Ma da qua. Il vuoto ha la stessa consistenza e dignità del pieno, si alternano chiedendo la stessa energia, di aprirsi alla stessa valutazione, l’uno esiste per l’altro. A volte ci si autolimita più facilmente di quanto si immagini.”


DESIDERIO DI CONDIVISIONE, FARSI CAPIRE DAGLI ALTRI.

“La prima personale a Ferrara è stata allestita presso il locale Zazie, una seconda al Momama dedicato alla Donna, poi un’ altra al Palazzo della Racchetta con lavori ispirati ai 5 sensi.

fotografia di Andrea Grillo

Ora il ritorno fino al 15 Settembre nel locale di via San Romano.
Il successo è facile se si adotta la prospettiva che creare qualcosa da zero è già un successo, perché prima non c’era e poi c’è. Io cercavo una forma e un’anima che dessero piacere alla vista. Amo la ricerca del piacere in ogni cosa, il fare le cose godendo di esse. Credo che poi quello dia grande forza ed equilibrio. Eliminare lo stress che divora, mangiare in modo equilibrato, fare attenzione all’umidità dell’aria di un luogo che fa camminare più lentamente rispetto ad altri luoghi, godere del fascino della nebbia, che altrove non c’è. Ogni cosa può essere goduta.
Il problema è fare le cose fuori dalle tempistiche giuste e decontestualizzare troppo dallo spazio che si sta occupando. Ricordare sempre che le azioni danno risultati.  Ciò che faccio con l’arte è un esercizio all’ istinto, che mi fa poi creare le cose. Vedo già tratto concreto ciò per il momento rimane ancora solo immagine astratta, da fare in modo capace per di più. Quell’ azione darà poi il risultato, il suo frutto, quindi qualcosa di mangiabile! Io di solito non mangio la “frutta” che produco ma amo regalarla. Confesso di emanare che più si dà più si può ricevere. È tutto un flusso incessante e ognuno deve prendere dal flusso solo ciò che serve indispensabile per se e il resto lasciarlo al circolo di scambio sempre aperto, ci sarà sempre qualcosa per tutti così. “


OGGI.

“Ho scoperto di essere orgoglioso di essere portoghese. Non mi ero accorto prima di questo. A Ferrara siamo pochi rappresentanti della cultura lusitana e non voglio essere una bandiera ma ci tengo a quel patrimonio. Contemporaneamente amo la cultura italiana e posso quindi pensarmi come un lusitialiano. Semplicemente complicato nella mescolanza.”

Abbiamo iniziato con la musica e finiamo con la musica.
Se siete incuriositi e volete approfondire, ecco una selezione di brani fatta dall’artista.

Potete inoltre se volete rimanere aggiornati, e non volete più perdervi una sua creazione, potete seguire il suo lavoro Instagram.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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