FERRAGOSTO IN NERO

15 agosto.

Ferragosto o, secondo la tradizione cattolica, Festa dell’Assunzione di Maria.

Nasce in epoca romana, come una delle tante festività promulgate nel mese di agosto dall’imperatore Augusto per celebrare la fine dei lavori agricoli: stabilita in origine per il 1 agosto, viene spostata in tempi recenti al 15 in coincidenza col giorno in cui la religione cattolica stabilisce che il corpo e l’anima di Maria siano ascesi al cielo.

La più pagana delle feste cattoliche, vede ormai la spiaggia come luogo di celebrazione della liturgia e l’aperitivo il suo rito principale. Tranne i pochi costretti a rimanere a casa e una minoranza a cercare refrigerio sui monti, la grande maggioranza si trastulla al mare, in ferie o per una giornata di relax e divertimento.

L’origine di questa consuetudine è nera, come più non si potrebbe: sono le associazioni del dopolavoro fascista che, negli anni ’20, iniziano ad organizzare le prime gite per famiglie nelle città italiane o nelle località marittime.

Abituato storicamente ad ubbidire a chi sa usare per bene la forza, il popolo italico non si oppone e la fa diventare una tradizione irrinunciabile, non certo per motivi religiosi: le spiagge diventano il tempio del divertimento e quale modo migliore di divertirsi se non ballando?

Dopo una giornata di sole, non ci si può esimere dal muoversi al ritmo dei tormentoni italo-anglo-latino-orientali che invadono puntualmente ogni anno la nostra estate.

No?

E se in un impeto di ribellione volessimo semplicemente godere di una giornata dove è la musica a prendere il comando, magari andando ad addentrarci in percorsi totalmente opposti a quelli previsti dal ballo di massa?

Facciamolo.

E andiamo a riprendere quel colore, così stonato e opprimente nella sua connotazione politica per traslarlo nel mondo musicale, dove diventa un trait-d’union di una lunga serie di generi e stili, diventa elemento di inclusione in forme musicali spesso distanti tra loro, collega il dolore e la rabbia, l’amore e la ribellione, la speranza e il nichilismo. Black music, funk, new-dark wave, songwriting, hard rock, fino a sconfinare nel metal e a raggiungere la sua propaggine più estrema, il black metal.

Come alchimisti intenti a ricreare la pietra filosofale, compiamo il primo passo verso la nostra “grande opera” e andiamo a decomporre tutta quella massa informe di sabor latino e baila baila: creiamo il nostro FERRAGOSTO IN NERO.

“Ferrara. Sono ancora soltanto a Ferrara. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella nebbia. Nascevo nel posto peggiore del mondo, e ancora non lo sapevo: per settimane e centinaia di miglia su per strade e fiumi che serpeggiano attraverso la nebbia come un cavo elettrico, senza nessun Kurtz nel quale inserire direttamente il terminale.”

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