Flow State: Tash Sultana e il suo modo di stare bene con la musica

Sono passati solo 3 anni da quando Tash Sultana è diventata famosa con il video girato nella stanza da letto di casa sua mentre suona Jungle, il suo pezzo più famoso, presente nel suo primo LP “Notion”, uscito nel 2016. Dopo questo video tutto è cambiato per la giovane artista.

Nata a Melbourne, il 15 giugno del 1995, si appassiona subito alla musica, grazie al padre che le regala una chitarra all’età di 3 anni. La musica sarà sempre la sua ancora di salvezza, anche durante l’adolescenza, dove l’abuso di droghe la costringe a soli 17 anni a entrare in terapia, da cui uscirà solo diversi mesi dopo.

“Flow State” è il suo primo album, che riprende il filo di Notion, ma aprendosi anche ad orizzonti musicali diversi, più leggeri, per arrivare ad un pubblico più vasto. Un esperimento vero e proprio, che ci dimostra che Tash Sultana è uscita da un tunnel oscuro, che le ha lasciato qualche cicatrice.

I brani Mystik e Big Smoke sono il vero collegamento con Notion. Sono quei brani che ricordano le sue origini, l’inizio del suo percorso musicale da solista cominciato con quel video nella sua stanza, nella sua intimità, che ora racconta al mondo con i suoi concerti. Salvation e Free Mind sono i veri brani novità, qualcosa di alternativo alla “prima” Tash.

Formidabili le sue esibizioni live, indipendentemente da dove si trovi, Tash è tutt’uno con la sua chitarra, sua immancabile compagna di viaggio. One-woman-band se ce n’è una, Tash ha registrato da sola tutto il suo primo album, colpi di strumenti e loop station.

Ad oggi il video di Jungle nella stanza di casa sua ha più di 40 milioni di visualizzazioni. Dopo un EP e un album Tash Sultana rimane una delle artisti femminili di riferimento degli ultimi anni, con una carriera ancora lunghissima davanti a lei, in continua crescita e Flow State non può che essere un buon punto di partenza.

Tre decadi più uno compiute da poco e distribuite, più o meno tutte, sul territorio ferrarese. Millenial o, se preferite, facente parte della Generazione Y, coltivo da sempre la passione dello sport ma soprattutto della musica, che tengo accesa andando a qualsiasi concerto passi nelle vicinanze della città estense. Leggo spesso, per combattere l’ignorante che è in me, libri, fumetti, saggi riguardanti storia e, per l’appunto, musica e sport. Devoto alla religione di Spotify, non disdegno le serate compagnia a base di birra e, ovviamente, di musica.

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