Gli occhi della realtà, gli occhi della speranza

Courtesy and credits per copertina Cristiana Cavalieri D’Oro alias Sally P. Barker

Un pomeriggio alla World Press Photo 2018 in compagnia di un lettore Mp3

 

Ferrara, Ottobre 2018 – Cosa si impara da una mostra di reportage fotografici da tutto il globo? Cosa si vede attraverso le foto che si susseguono nelle stanze di una Galleria?

La risposta è soggettiva, come per ogni tipo di mostra esistente, come ogni tipo di arte che conosciamo o proviamo a conoscere. E allora proverò a dare la mia personalissima visione, non senza l’aiuto di un caro vecchio conoscente che fa proprio al caso mio.

Lui è Billy Bragg, cantautore inglese del passato e del presente, che ha donato al pubblico i suoi migliori testi proprio su tematiche attuali e realistiche, come va’ il mondo, come lui lo vede.

Non mi soffermo sulla fama del personaggio, non ha bisogno di ulteriori presentazioni e, soprattutto è altro di cui voglio parlare. Sappiate solo che le sue canzoni hanno trasportato la mia immaginazione prima durante e dopo la visione della mostra. Per questo vi dimostrerò come le due arti si sono intrecciate, questo pomeriggio, al Padiglione d’Arte Contemporanea.

La posizione centrale ed incantevole dello spazio espositivo risulta molto particolare: l’area esterna, in evidente decadimento, lascia doverosamente posto ad un ambiente interno ben curato; un’affascinante fusione di ciò che la Ferrara rinascimentale ci ha lasciato e ciò che l’arte contemporanea pretende.

Nella sala principale, si apre uno scenario nuovo, quasi dispersivo, ma lo sguardo cade velocemente sulle foto, con un impatto immediato.

Le immagini ci mostrano, in tutta la loro potenza, ciò che il mondo ci ha lasciato in questo ultimo anno: scatti molto crudi, rubati in ogni angolo del mondo, che descrivono come stiamo e in che epoca viviamo; “Le fabbriche chiudono e l’esercito è al completo… Non so quel che farò”* dice in uno dei suoi primi brani Billy Bragg, ed è quello che suscita da queste prime foto: immobilità, perplessità, momenti rubati che perdurano, come un telegiornale, o come un articolo su un quotidiano; quando realizzi cosa hai davanti, non sai che dire, non sai che fare.

“Solo perchè sono più in alto, non significa che ho la visione più chiara”** continua il mio compagno di viaggio davanti a questi scatti; la mostra ci vuole dimostrare che tutti noi siamo osservatori attivi o passivi degli eventi, e che possiamo contribuire, con il nostro sguardo, a rendere giustizia alle immagini, donando la nostra personale versione.

Le foto si susseguono, pervade un senso di ingiustizia nell’aria, lo dicono i volti di quelli che mi stanno attorno, lo dicono le immagini stesse; “Da qualche parte nell’orizzonte autunnale devo lavare i miei peccati, girati e assaggia domani, è così che inizia la fine” incalza Bragg. Mai playlist è sembrata più appropriata.

General News Richard Tsong-Taatarii, Star Tribune, Not My Verdict 18 giugno 2017, , World Press Photo of the Year 2018

A queste drammatiche foto, si mescolano, oserei dire finalmente, immagini diverse, cariche di speranza; nel mondo non esistono solo guerra e disperazione, ci sono anche tecnologia, solidarietà e pace; Bragg non potrebbe fare meglio di così, anche lui vede opportunità: “Non demoralizzarti con questo coro di lamentele, è un segno che il mondo è bizzarro… Domani sarà un giorno migliore”.

Lascio la mostra dopo qualche ora di riflessione, all’uscita una pioggia di consensi, la gente capisce, la gente sa; è per questo che esistono certe esposizioni, ed è per questo che bisogna continuare a farle.

* To have and to have not (1983)

** Ideology (1986)

*** January song (2013)

**** Tomorrow’s going to be a better day (2013)

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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