Il lato artistico della fisica

illustrazione a cura di Micaela Compagno

Vi trovate ad un mercatino dell’usato e vi salta all’occhio un quadro attribuito ad alcun autore, magari pure senza cornice, magari pure un po’ rovinato.
Provate per un attimo a chiudere gli occhi e a visualizzare in 3D, di fronte a voi, ciò che è stato dipinto. Cercate di immaginare quale storia ci sia dietro quell’opera. Sarà un oggetto di valore o è semplicemente una riproduzione realizzata da qualche studente alle prese con lezioni di disegno o di qualche artista sconosciuto che si mette alla prova?
Non vi sentiti assaliti dalla curiosità di dare un nome e un volto a colui che l’ha impresso sulla tela?
Come?
Andate alla ricerca di un meritevole team composto da scienziati e storici dell’arte e il gioco è fatto.
Non potete nemmeno immaginare cosa si può scoprire quando arte e scienza si fondono. Sicuramente ciò che la tecnologia diagnostica non potrà mai fare è autenticare un’opera, ma ha di certo le capacità di svelare un falso.
Quanti stolti sono cascati nella trappola dell’apparente riproduzione perfetta?
Ebbene, grazie ad alcuni minuziosi esami che prevedono delle conoscenze su come certi minuscoli oggettini, le particelle, si comportano nelle diverse situazioni, si può intraprendere un cammino, non sempre lineare, che si incrocia sin da subito con le conoscenze approfondite di esperti nell’ambito dei beni culturali.
Insieme sono in grado di scovare il giusto percorso per uscire, a volte pure senza troppi ostacoli, dal labirinto tappezzato da tavole, pennelli, pigmenti, colle e più ne ha più ne metta!

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Ma facciamo un passo indietro. Di cosa stiamo parlando?
Un termine non troppo divulgato che negli ultimi decenni sta solcando l’onda della ricerca.
Archeometria, composto di archeo- (dal greco archáios, antico) e -metria (dal greco métron, misura). È la disciplina che si occupa della “misura di ciò ch’è antico” e si basa sullo studio scientifico di materiali di interesse storico, archeologico, artistico e architettonico ed i relativi contesti naturali.
La sempre più riconosciuta importanza del patrimonio artistico-culturale ha fatto registrare una forte crescita nella ricerca di nuove metodologie nel restauro e nella conservazione dei beni artistico-storici, accompagnate dalla domanda di analisi non distruttive mirate alla conoscenza dell’opera.
In particolare, negli ultimi due decenni, tecnologie derivanti dalla fisica sono state applicate in maniera crescente a problemi di interesse per il mondo dei beni culturali, per una conoscenza del patrimonio che non si limiti agli aspetti estetici e storici ma includa anche aspetti relativi alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché allo “stato di salute” delle
opere, per una corretta conservazione e restauro.
Gli studi archeometrici permettono di indagare una vasta gamma di materiali tra cui quelli pittorici (compresi pigmenti, coloranti e leganti) e materiali organici.
La fisica riesce così a sprigionare tutta quella bellezza che concerne l’ambito dei beni culturali, dall’analisi di opere d’arte, alla ricerca delle tecniche di produzione e datazione di reperti archeologici, allo studio della struttura interna di manufatti storici.
Il motivo di tale successo delle tecniche fisiche è il carattere non distruttivo che possono offrire nella soluzione dei problemi affrontati.
La fisica nucleare, ad esempio, contribuisce in modo rilevante in due principali campi di intervento: l’analisi dei materiali costitutivi di un’opera d’arte o di interesse storico, tramite le cosiddette analisi con fasci di ioni (Ion Beam Analysis, IBA) e le datazioni col metodo del
carbonio 14 (radiocarbonio). In parallelo alle tecniche nucleari, diversi esperimentisono stati condotti per la determinazione della composizione di manufatti di interesse artistico o storico, usando la tecnica della spettroscopia neutronica.

Lo scattering di neutroni è una tecnica utilizzata per l’indagine della materia ormai in diversi ambiti: dalla fisica alla chimica, dalla biologia alle scienze della vita, dalla geologia alla scienza dei materiali fino alla
conservazione dei beni culturali.

Insomma, siete pervasi dal desiderio incontrollabile di scoprire se quel bel dipinto di “Nessuno” nasconda un qualche disegno sotto i suoi strati pittorici visibili ad occhio nudo?
Armatevi di una comoda camera digitale e applicategli un filtro a cui stanno
simpatiche solo le radiazioni infrarosse. Poi, dato che la luce visibile sembra non essere troppo accettata, procuratevi delle lampade ad incandescenza che hanno un’intensa componente di emissione nell’infrarosso vicino.
Avete tutto?
Bene! Non manca altro che giocherellare un po’ con questi strumenti e vedere cosa il quadro ha da dirci. Poi se proprio non vi è bastato, non dovete fare altro che chiamare un caro amico storico che vi dia qualche dritta in più.

Immagine che contiene fotografia, parete, persona, interni

Descrizione generata automaticamente
Dettaglio della “Madonna con Bambino”, G.Bellini, Brera Milano
Riflettografia con scanner
D.Bertani, INOA Firenze (1995)

Et voilà. Le jeux sont fait!

"Ho 24 anni e, per qualche causa oscura sono una studentessa di fisica. Mi sto specializzando in fisica applicata ai beni culturali, da qui il mio interesse all'arte e a tutto ciò che concerne la datazione, lo studio della composizione e delle tecniche di produzione dei reperti storici. Mi piace sperimentare cose nuove ed è per questo che ho iniziato a praticare danza aerea e danza del ventre. Sono sempre in ricerca di stimoli ed entusiasta di fronte nuove sfide che si propongono. Sicuramente le mie capacità culinarie sono migliori di quelle creative ma ce la metto tutta. Quando ho un obiettivo non demordo finché non lo raggiungo! "

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