NELL’IMMAGINARIO -SUR- REALE DI PAOLO VENTURA

Nell’ immaginario surreale di Paolo Ventura: L’ONIRICO SVILUPPATO TRA SCENEGGIATURA ED OBIETTIVO FOTOGRAFICO

immaginario surreale paolo ventura
‘Il suonatore di trombone’, 2018

Milanese più degli anni ’70 che ’60 è artista, fotografo, illustratore, curatore di modelli e libri, collezionista.  Vive con il perenne turbamento dell’esistenza di un gemello, Andrea, artista anch’egli; trascorre l’infanzia nel terrore di non essere riconosciuto dalla nonna.  A seguito di anni d’esperienza come fotografo di moda, si trasferisce a New York ove ha l’ispirazione per quella che diverrà la sua personale cifra stilistica. (per maggiori informazioni circa la biografia –https://www.marcorossiartecontemporanea.net/paolo-ventura ; https://ilfotografo.it/il-fotografo/paolo-ventura-linventore-dei-sogni/ ).

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‘The man in the suitcase #2’, 2014

Paolo raccoglie ispirazione da pittori italiani contemporanei e non, quali Donghi, Sironi e Piero della Francesca: affina così la scelta e l’uso dei colori, sebbene prediliga il monotóno.
Di fondamentale importanza per comprendere il genio dell’opera di Ventura è il realismo magico di cui Donghi è portavoce, avanguardia sviluppatasi nella prima metà del Novecento determinata dalla coesistenza di due condizioni antitetiche; viene a definirsi come un ritorno all’approccio realistico appoggiato da una prospettiva del mondo surrealista. (approfondimento  – https://www.studiumbri.it/arte/antonio-donghi-magico-tra-i-magici/)
Di fatto Ventura crea diorami ovvero ambientazioni in scala ridotta, ricreando vere e proprie sceneggiature e aggiungendo a queste  delle maquette, modelli in riduzione prelevati dal reale:  figlio, amici, parenti e se stesso. Infine, manipola digitalmente la creazione per poi ritoccarla con china o acquerelli e, in ultimo, fotografare il tutto: il risultato è d’incredibile intelligenza artistica e creativa. Utilizza l’illustrazione come base dell’opera e come manifesto dell’idea stessa per poi svilupparla attraverso la fotografia, registrandola. Il dato fotografico viene ricalcato da Ventura per attingere al mondo dell’illusione e del sogno; il realismo magico viene a svilupparsi quindi mediante la dicotomia concreto/digitale: le sceneggiature ricreate ed i personaggi all’interno delle stesse sono oggetto del vero, trasposte però, attraverso la sofisticazione digitale, in un universo congelato. Nelle opere infatti il tempo è sospeso, l’osservatore si trova ad essere in un limbo tra sogno e realtà, abbracciato da un universo onirico, spaesato, immerso in una realtà atipica, metafisica, non definita razionalmente.

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“The birdwatcher”,                                                                    “The vanishing man”, 2015

Massimo Pulini definisce l’opera di Ventura pura ‘ipercrisia’: l’artista ha la grazia di dichiarare in anteprima l’inganno e giungere, tramite quella sincerità, ad una verità assoluta. “Prestigiatore che svela i trucchi del mestiere lasciando intatto il mistero della parvenza. È capostazione di un immenso ed elaborato trenino domestico ‘che all’incontrario va’; un treno merci che percorre le stanze della memoria […] Ventura viagga nel tempo della fotografia, per riscoprirla a colori sin dalle sue origini, per aggiungere a quelle bugie di cui il passato ha bisogno per essere vero, per essere accolto dentro di noi, per divenire parte nostra” (Paolo Ventura, “An Invented World”, Danilo Montanari Editore, 2013. Pagg. 72 – 73).

Venturi costituisce i propri disegni basandosi sull’esperienza maturata attraverso il collezionismo: appassionato di memorabilia della prima guerra mondiale narra storie fantastiche del proprio immaginario palesando la sua attitudine al racconto che risente della predilezione per la letteratura ed il cinema italiano.
Nei neologismi di Ventura l’approccio al reale avviene attraverso una trasposizione dello stesso affinché si emancipi, liberandosi dalla razionalità insita nella costituzione di un’assoluta verità: fosse che la tangibilità delle cose non sia essa stessa effimera?


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Descrizione generata automaticamente
‘ Bagno autunnale’, 2016

Per rimanere aggiornati sulle prossime esposizioni di Ventura o nell’interesse di analizzare quelle precedenti: https://www.exibart.com/artista-curatore-critico-arte/paolo-ventura/.

Fervida romagnola, sempre aperta alla discussione sul ripieno dei cappelletti. Goffa per natura, le mie facoltà da guidatrice vanno in tilt quando alla mia destra, in autostrada, c’è un camion. L’indirizzo dei miei studi è troppo artificioso: per semplificare, continuerò senz’altro a studiare storia dell’arte in tutti i suoi annessi. p.s. La mia giraffa peluche si chiama Gatto.

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