Inseguendo le orme di Jay Z e Notorious BIG

illustrazione a cura di Francesca Pasqual

A spasso tra i quartieri di Brooklyn

Vorrei avere la facoltà di affermare che non si ha visto New York se non si ha visitato Brooklyn, ma scrivo semplicemente il mio pensiero quindi potete credermi o no. In ogni caso se fossi in voi mi fiderei.

Questo incipit per niente modesto serve ad anticipare quel fantastico mondo che è Brooklyn in tutti i suoi quartieri.

Partiamo dal fatto che New York è divisa in cinque borough: Manhattan, Queens, Brooklyn, The Bronx e Staten Island. Se guardiamo Manhattan sulla cartina, per quanto sia concentrata di cose da vedere, è veramente più piccola in confronto agli altri quattro.

Ma cosa c’è a Brooklyn? Cosa nasconde? Perchè andarci?

Questa mini guida è solo per chi ha intenzione di passare almeno 10 giorni a NY e, in questo caso, vi consiglio di prendere alloggio proprio a Brooklyn (airbnb può essere molto utile se avete dimestichezza ad usarlo).

Quartiere numero 1: DUMBO. Il suo nome sta per Down Under Manhattan Bridge Overpass e si trova tra il Ponte di Brooklyn e il Ponte di Manhattan. Lo stile è un po’ industriale visto che qui erano situate molte fabbriche, ora diventate loft prestigiosi. “C’era una volta in America” ha reso famoso questo quartiere attraverso uno scorcio del Ponte di Manhattan che svetta altissimo tra i palazzi.

Le strade acciottolate e l’atmosfera da studio hollywoodiano lo fanno sembrare un posto già visto (sentirete spesso questa sensazione a NY). Qui potete fare un giro al Brooklyn Bridge Park, lungo quasi 2 km, con la splendida vista su Manhattan. In questo parco si trova la giostra a cavalli Jane’s Carousel del 1922, ancora in funzione.

Dumbo è comunque un quartiere per ricchi, comodissimo alla città, pieno di locali ma ormai incorporato alla qualità della vita di Manhattan.

Quartiere numero 2. WILLIAMSBURG[1]  é collegato a Lower East Side tramite il Williamsburg bridge. Nasce come un quartiere di capannoni dismessi e riqualificati da uno spirito più anticonformista rispetto alla città. Dallo stile hipster, questo quartiere si è riempito di negozi vintage, locali, barbershop, studi di tatuatori, gallerie d’arte, murales, hamburgerie. È un quartiere perfetto per i giovani. Meta interessante è il birrificio Brooklyn Brewery, uno dei templi della birra artigianale dove, su prenotazione, potrete anche gustarvi un tour guidato inerente i processi di lavorazione.

Quartiere numero 3. BROOKLYN HEIGHTS[2] . È un quartiere residenziale collegato a Lower Manhattan dal ponte di Brooklyn. Lo skyline di New York potete goderlo dalla Brooklyn Promenade. Andateci quando cala il sole o alla sera, quando le luci della città sono tutte accese: se non vi siete innamorati di New York prima di ora, questo è il momento giusto; aggiungete “New York New York” di Frank Sinatra come sottofondo e, se non avete il cuore di pietra, qui vi scioglierete come burro al sole (o vi metterete a piangere, come ho fatto io).

È un quartiere con un’atmosfera che porta indietro nel tempo, grazie alle tipiche case in brownstones (mattoni rossi), viali alberati, chiese antiche e case federali dell’800.

Quartiere numero 4. CONEY ISLAND[3] . Volete fare un salto nel tempo tra i guardiani della notte? Qui è nato il primo Luna Park e rimane l’attrattiva più importante oltre alla spiaggia. Nacque nel 1903 ma per colpa della depressione del 1930, Coney Island fu abbandonata dai newyorkesi e, in questa penisola, aleggia ancora la tristezza di un passato che non sappiamo se ritornerà. Il parco è stato riaperto da una ditta vicentina, pensate un po’. I giri sulle giostre sono un po’ cari ma, con tutta la storia che c’è attorno, ne vale la pena. Il parco è aperto solo d’estate: non so come sia Coney Island d’inverno, ma me l’immagino di una desolazione interminabile.

Dopo le giostre fatevi un giro sulla spiaggia godendovi la vista dell’oceano e, se vi viene fame, sappiate che proprio qui sono stati inventati gli hot dog, quindi correte da Nathan’s.

Sfatiamo questo mito che in America si mangia male, purché non andiate nei ristoranti italiani o a Little Italy. Ma c’è di peggio, dai!

Quartiere numero 5. Bedford-Stuyvesant[4] . Per questo quartiere forse sono di parte, la casa dove alloggiavo si trovava qui. Questo è Brooklyn, qui risiede la cultura afroamericana di Manhattan come Harlem, ma non ho le competenze per parlarne se non un grandissimo rispetto. Mi sono sentita a casa, qui mi salutavano tutti con il sorriso, senza distinzione di colore o di razza. Perché ho scelto questo quartiere? Perchè qui è nato Jay Z “Me I’m out that Bed-Stuy, home of that boy Biggie” (Empire State of Mind) ed è casa di Notorious BIG: la loro musica è ancora presente. Qui non si sente musica indie per le strade (non me ne vogliate, ognuno ha i suoi gusti) ma “Big Poppa” a bomba. Non è Manhattan, qui c’è qualcosa di reale che ti permette di vivere la vacanza come un vero newyorkese, questa è New York baby.

Ps: gli hipster sono arrivati anche qua, ma solo per creare dei ristoranti deliziosi.

Aggiungo alla lista il Brooklyn Museum, uno dei musei più importanti degli Stati Uniti d’America, da visitare insieme al Giardino Botanico. La collezione passa dall’arte Egizia a quella Africana ed Europea. Il biglietto costa 16$ o 25$ cumulativo con l’orto botanico, ma lo trovate compreso in qualsiasi carta musei facciate. Ne vale veramente la pena perché essendo fuori da Manhattan è più tranquillo e la visita diventa più rilassante.

Ce ne sono altri di quartieri a Brooklyn ma, come vi ho accennato all’inizio, questo borough è enorme, quindi mi fermo qui perché tanto ci tornerò e potrò raccontarvi il resto.

Almeno spero.


Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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