Kintsugi ed emergenza climatica

L’arte giapponese del Kintsugi consiste in una pratica che utilizza l’oro liquido per procedere all’unione dei frammenti di vasellame di vario genere che si è precedentemente rotto, conferendo nuova bellezza e unicità, oltre che rinnovata utilità, all’oggetto dopo il trauma della rottura.
È simbolo di resilienza, il concetto psicologico che indica la capacità di riorganizzare la propria esistenza davanti alle difficoltà rimanendo sensibili alle opportunità positive che la vita, nonostante tutto, continua ad offrire.

Dopo la pandemia globale e la lenta, incerta, difficile via del proseguo verso una nuova società post Covid-19, le associazioni chiedono ai cittadini di unirsi nell’appoggio condiviso alle richieste da avanzare a chi di competenza per trovare soluzioni a tematiche che affliggono da tempo, senza mai aver visto reali azioni concrete, il territorio che si vive ogni giorno a Ferrara e dintorni. 

Ricostruire, ripartire con nuovi occhi che coinvolgano il rispetto dell’ambiente e della mobilità sostenibile come priorità, usare il blocco negativo dovuto al lockdown per ripartire già impostando un nuovo modus vivendi, per lo sviluppo di un nuovo modo di alimentarsi, di consumare e produrre, di vivere. Per proteggere il Pianeta, la sua biodiversità e gli ecosistemi. Usare il trauma per rinsaldare i frammenti del vaso che si è rotto, facendolo con un materiale prezioso, rendendo il vaso ancora più bello.


Dario Nardi di Extintion Rebellion, fa sentire la sua voce a favore per interventi sociali ed economici a favore della ripresa che abbiano come interesse prioritario la salvaguardia dell’Ambiente e il contrasto alla crisi climatica drammaticamente in corso. 
Chiara Porretta di Laerte-La Rete fa sentire la sua voce chiedendo trasparenza dei dati del macro problema individuato dalla Rete neo formata, da cui partire : la qualità dell’aria. Il tema rimane non considerato da troppo tempo, e sarebbe sufficiente pubblicare i dati della qualità dell’aria realistici del problema, per agevolare la partecipazione spontanea dei cittadini alla cosa pubblica. 
Stefano Diegoli di FIAB, la sua voce la investe per la mobilità sostenibile. L’ approccio a questa filosofia deambulatoria, nella sua semplicità, aiuterebbe a migliorare l’aria e a ridurre le emissioni inquinanti. 
Letizia Piras di FFF usa la sua voce per ricordare l’importanza fondamentale della forestazione, oltre ad aumentare la qualità della vita urbana, mitiga i danni dell’effetto serra.

A Marzo 2020 a Ferrara nasce la “Rete per la Giustizia Climatica Ferrara“, collettivo figlio dell’unione di movimenti ed associazioni cittadini a cui sta a cuore la preoccupante questione del cambiamento climatico. La Rete per la Giustizia Climatica “nasce dalla cittadinanza e aspira ad essere per la cittadinanza”, e lo fa secondo i sette principi dichiarati: apartiticità, gratuità, informalità, orizzontalità, inclusività, urgenza, ecologia ambientale e sociale. 

Trovate il testo delle petizioni e tutte le informazioni su come firmarle presso questo link:
http://www.giustiziaclimaticaferrara.it/petizioni

Se volete saperne di più controllate l’uscita della nuova puntata del podcast di Laerte premendo questo pulsante:

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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