Kobe Bryant: Mamba’s out

GRAZIE KOBE, GRAZIE DI TUTTO

Questo non è giusto. Perchè delle volte succedono delle cose senza alcun tipo di spiegazione? Perchè Kobe? È così e basta. 

Il mio approccio al basket NBA lo devo proprio a te: dai primi litigi con Shaq ai 3 titoli NBA consecutivi; da lì in poi hai dominato, oltre alla lega americana, le emozioni di tutte le persone che ti guardavano giocare. Hai infranto record su record che, se non fosse per LeBron, sarebbero ancora tutti tuoi.

Ricordo la partita dove segnasti 81 punti, dicasi ottantuno. Ho un dvd di quella partita che guardo almeno una volta al mese: mi fa bene all’anima (e all’intelletto direbbe Federico Buffa). Ricordo gli altri 2 titoli che hai vinto, l’incredibile serie di finale contro Boston del 2010 finita in sette partite con la tua famosa prestazione in gara5, “Da solo sull’isola”, che rimarrà leggendaria. Poi il tuo modo meraviglioso di giocare, la tua intelligenza fuori dal comune: mai banale in niente. Ricordo la partita del tuo ritiro, i 60 punti che hai segnato contro Utah: altro record battuto per una partita di “pensionamento”. E li piansi, perchè sapevo che non avresti più giocato. Non avrei mai creduto di piangere ancora per te, non così presto. Per me, e per tantissime altre persone, sei stato una parte della vita da almeno 2 decadi. Non si tratta solo di basket, ma della vita di tutti i giorni. Era tutto un “Hai visto Kobe ieri?” oppure “Kobe è il vero erede di Jordan”(e per inciso credo sia ancora così). 

Per il tuo addio al basket giocato, io e dei miei cari amici ti abbiamo dedicato una “campettata” con tanto di foto con la tua canotta. Eri davvero qualcosa di unico. E proprio nel momento in cui hai dato il cambio alla vita, una sorta di strano destino si compie: il giorno prima della tua morte, LeBron ti aveva sorpassato nella classifica All-time dei punti segnati in NBA; mai banale anche in questo. Nell’incidente che ti ha portato via è morta una delle tue figlie, Gianna, la tue “erede” in senso sportivo, che avrebbe seguito le tue stesse orme nello sport che ti ha reso grande, con che risultato non lo sapremo mai. Una cosa la sappiamo: ci porteremo dentro quello che sei stato dentro e fuori dal campo, perchè eri, sei e sarai una leggenda. E le leggende non muoiono mai.

Grazie Kobe. Grazie di tutto.

Mamba’s Out.

Illustrazione di Elena Farinelli

Tre decadi più uno compiute da poco e distribuite, più o meno tutte, sul territorio ferrarese. Millenial o, se preferite, facente parte della Generazione Y, coltivo da sempre la passione dello sport ma soprattutto della musica, che tengo accesa andando a qualsiasi concerto passi nelle vicinanze della città estense. Leggo spesso, per combattere l’ignorante che è in me, libri, fumetti, saggi riguardanti storia e, per l’appunto, musica e sport. Devoto alla religione di Spotify, non disdegno le serate compagnia a base di birra e, ovviamente, di musica.

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