(L)A caccia di un giochino

Big Hunter (****½)

Un grande cacciatore

Un cacciatore preistorico non é un uomo che va a caccia qualcosa come cinquantamila anni fa. Egli é la caccia. Ne incarna l’essenza e non c’é alcuna partizione del tempo, oltre quello della propria corporeità, che limiti il suo assetto venatorio. É stato scelto dalla donna che gli sta accanto perché é bravo a cacciare e ai figli insegna la caccia come la imparò dal padre, a sua volta grande cacciatore. Il tempo rimanente lo dedica a produrre, affilare, aggiustare e provare armi da caccia. Il suo perimetro abitativo é una bolla al di fuori della quale s’apre un mondo che, come un’unica ed infinitamente estesa traccia, é da indagare finché campa, dove seguendola, s’é seguiti e cacciandovi si é talvolta cacciati.

Conosci il tuo nemico


Dai tempi della scuola fino a qualche documentario recente ho sempre fatto caso al fatto che, nell’arte preistorica, gli animali sono molto spesso raffigurati meglio e di più degli esseri umani. Questo fenomeno può essere interpretato come nostalgia d’antichissimo corso per una perduta spontaneità ancora in dote all’animale dipinto, idealizzato e vagante sulle superfici rocciose, quasi fosse un’astrazione dell’altro-da-sé. Osservando le millenarie pitture rupestri l’impressione è quella di una vera e propria ossessione per l’oggetto di caccia: le prede e ciò che esse fanno e mangiano. Ciò che mi sembra morboso era al tempo assolutamente vitale. Osservare ed immedesimarsi negli animali significa poter anticipare la preda e dunque scovarla, porsela alla giusta distanza quindi colpirla e papparsela.

Caccia grossa

Big Hunter, il giochino di questa domenica, condensa i caratteri fondamentali ed universali della grande caccia. Un piccolo uomo (gracile e dalla vocina acuta) affronta, uno ad uno, alcuni dei più famigerati erbivori e carnivori dell’era glaciale. Questi rappresentano l’immediatezza dell’istinto e la forza bruta, una superiorità schiacciante e in costante aumento, turno dopo turno, che noi e il nostro avatar avremo chance d’apparare solamente scegliendo la giusta arma, praticando alla perfezione la mira e prestando molta, ma molta attenzione.

Oh Mammut, ma che bella borsetta! Cos’è, Furla?

Gli scontri si svolgono davanti a sfondi quasi uniformi arricchiti da dettagli minimi e le musiche consistono in un incalzante ritmo tribale (ci occorre, il coraggio dei nostri antenati!). La grafica è stata pensata per edulcorare la primordiale violenza e le morti cruente. Infatti manca del tutto il sangue ed i nostri bestiali avversari sono più che altro loro simboliche rappresentazioni: grandi macchie scure in movimento, ad eccetto di zanne, unghie, denti, occhi e corni messi in evidenza col bianco. Queste infatti sono le cose che devono preoccupare un cacciatore! Si tratta in sostanza di una vera e propria messa in scena di una delle prove più dure sperimentata davvero nella storia non scritta della nostra specie, anche se interattiva e kawaii.

Finalmente un action game puro e originale

Questo elementare quanto avvincente fighting game offre, per step successivi, ben quattro percorsi di difficoltà ascendente con protagonista un animalaccio ciascuno: il mammut, il rinoceronte lanoso, l’uccello del terrore (lo conoscete? Roba da non dormirci la notte!) e lo smilodonte (sicuramente questo lo conoscete). Per pepare un po’ il gameplay s’è gustosamente deciso di sfidare l’animale secondo diverse modalità quali ad esempio la corsa contro il tempo oppure l’uccisione con un numero limitato di colpi.

Esiste inoltre un campo d’allenamento molto utile per testare gittata e traiettoria delle numerose armi, tutte rigorosamente da lancio quali pugnali, boomerang, lance, asce, ecc. (e chi s’avvicina!).

Poco venale, molto venatorio

Edito in ben tredici lingue oltre alla nostra, un gioco indie firmato dalla sud coreana Kakarod Interactive (2016) che si offre generosamente alla scoperta di molti suoi aspetti in modo gratuito (si pagano le armi solo se non si ha la pazienza di maturare punti esperienza e si eliminano i maledettissimi ads per 0,99€). Bello tutto, ma alcuni legittimamente si staranno chiedendo “…dunque, alla fine?”. Io ho scaricato Big Hunter per colpa delle mie fantasie sulla vita nel Pleistocene, ma penso che l’esperienza di gioco possa anche aiutarvi nella vita di oggi: quando sarete depressi, certamente vi consolerà l’idea che simili bestioni si siano estinti.

Ecco qui i link per scoprire questo giochino:

Google – Google Play Store play.google.com/store/apps/details?id=com.kakarod.bighunter

(iOS – Apple Store) apps.apple.com/it/app/big-hunter/id1104846972

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

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