La dolce vita (a Beer Attraction)

Riflessioni tra sogno e realtà

Non è poi così semplice distinguere la realtà dal sogno, abituati sempre più a superare il sottile confine che li delimita, ad andare oltre illudendo la nostra percezione, o a condensare la vita reale e il desiderio con risultati imprevisti.          Non resta che prendere un ricordo, argomentarlo così come lo si ricorda e verificare se quest’ultimo è possibile o è solo frutto di una vivace fantasia. Per dimostrarlo, provo a ripercorrere le giornate di un weekend non troppo lontano che mi ha lasciato questo tipo di sensazione.

Ti svegli la mattina nel letto di casa e realizzi che tutto è finito. Non è stato un sogno, è successo davvero. Lo testimoniano i depliant dimostrativi e i biglietti del treno accartocciati in fondo allo zaino, e quella strana sensazione di dover restare qualche giorno senza bere birra.

Il weekend appena concluso è quello di Beer Attraction, la più importante fiera a tema birrario (e non solo) dello stivale: si svolge a Rimini, nel complesso fieristico, e cerca di raccogliere tutte le possibili proposte brassicole per pub e appassionati italiani.

Favoloso, direte. Ma ogni anno si parte con tanti buoni propositi – “stai andando per lavoro, non è uno svago” – poi va tutto a rotoli: incontri vecchi amici, ti lasci andare e il bicchiere si riempie costantemente; non ti sembra di aver bevuto troppo, ma cominci a notare che inizia a sbiadire ogni percezione, e tutto perde il senso.

Esci dal caos degli stand, tra tanti zombie che si sforzano di sembrare sobri: sei come loro, ma non vorresti esserlo; aspiri a mantenere la serietà per poter proseguire la giornata in maniera costruttiva, ma è pur sempre un evento a tema birra.

Così ti rassegni, fiancheggi la strada trafficata che conduce in centro perché i mezzi pubblici sono pieni e i taxi costano troppo (anche le birre, ma quelle ci piacciono), perché la vita si sposta in piazza e nei suoi locali e perché devi ancora capire se hai una camera dove passare la notte.

Rifiuti gli inviti di amici e conoscenti perché dopo una giornata così intensa vuoi restare un po’ da solo, tanto il giorno dopo si ricomincia.

La nebbia è molto fitta, l’atmosfera è sognante, vuoi per l’effetto surreale della nebbia a contatto con le luci cittadine, vuoi per l’effetto delle birre che non ti abbandona: sembra di stare in un film di Fellini.

C’è una mostra in città dedicata proprio alla sua carriera e alla sua vita, da queste parti il regista ha lasciato un ricordo indelebile, visitarla è d’obbligo.

C’è poca chiarezza tra le stanze del castello nel quale la mostra è ospitata, la stessa nebbia che pervade, fuori e dentro: tutto resta vago e indefinito (come nei sogni, o nei film), Fellini ne andrebbe fiero.

Poi esci e trovi che ci sono poche persone, scoraggiate da questa nebbia. Allora entri in un locale, uno qualsiasi, che vada bene per fermare lo stomaco: di birra non se ne parla fino al giorno dopo.

Esci nuovamente per strada, per l’ultima volta, e vai deciso verso l’albergo: è sempre ambiguo dire alla reception che sei in viaggio di lavoro con in mano un bicchiere di birra (vuoto) e l’aria confusa, ma ci si fa l’abitudine molto presto. Prendi sonno in fretta anche se attorno a te la città è ancora viva; per chi non s’accontenta, la birra è ancora tanta. Il mattino ti senti in colpa e te ne vai in spiaggia a smaltire gli eccessi del giorno prima. La nebbia è sparita, c’è il sole al suo posto. Allora pensi a quanto sarebbe bello spostare lì, sulla sabbia in riva al mare, le birre, gli stand della fiera: utopia.

Rientri in fiera, bevi, chiacchieri, fingi di concludere qualche affare e torni a bere e chiacchierare. La giornata finisce seduti nella carrozza di un treno, con la testa appesantita e un libro che rimarrà chiuso. Racconterai di esserti divertito e di aver scoperto tante nuove birre, ma in realtà la fiera non sarà mai il luogo giusto per questo, almeno non per te e molti altri che pur sperandoci fanno male i conti. Resta il ricordo sfocato di una città in letargo, in un febbraio che proprio non è quello buono, e di un weekend che forse vale la pena raccontare solo in un film, un weekend dove ci sono tanti vincitori, ma anche altrettanti vinti.

Ora che tutto è finito e questo ricordo è racchiuso tra le righe di un racconto, non ti resta che prenderne atto e, perché no, provare a crederci.

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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