La finestra ‘n copp’ a Maradona

È il 1990. Il Napoli vince il secondo scudetto. 

Mario Filardi, classe 1967, tifoso del Napoli e abitante dei quartieri spagnoli, insieme agli ultras del Napoli organizza una colletta di quartiere. Con quei soldi acquistano alcuni secchi di vernice e il necessario per raffazzonare un’instabile impalcatura. Si dirigono in via Emanuele De Deo con i loro motorini. Per due notti e tre giorni Mario lavora senza fermarsi, lui disegna a mano libera, in molti gli tengono compagnia, gli passano i secchi di colore, gli portano i panini e gli accendono le sigarette. Dai balconi in tanti seguono curiosi i lavori. Nelle ore di buio alcune macchine tengono i fari accesi per permettere ai lavori di proseguire. A lavoro ultimato nel quartiere si festeggiasotto ad un cielo illuminato dai fuochi d’artificio. Non poteva essere che così.

È il 1998.
È estate. È mattina. Al sorgere del sole qualche cosa è cambiato in via De Deo. Nella notte è stata aperta abusivamente una finestra sulla faccia di un Diego oramai sbiadito e scrostato qua e là. Per qualche giorno c’è un po’ di scompiglio per i vicoli. Mario ora, quando passa lì davanti, alza gli occhi e scuote la testa. Ogni tanto pensa che potrebbe sistemarlo. Dipingere il viso sulla tapparella, magari. Ma sta lavorando fuori Napoli adesso, e quell’impresa era più facile immaginarsela a 23 anni.

Passano trent’anni. Il murales ora si vede a malapena. 

È il 2016.
Il Napoli ha ricominciato a vincere. Salvatore Iodice, falegname di una bottega nei quartieri spagnoli, chiede alla sorella di Mario il permesso di restaurare il murales. Mario è via da Napoli da un bel po’. Al restauro partecipa anche il Comune di Napoli. 

Proprio negli stessi giorni l’artista argentino Bosoletti sta dipingendo un prodigioso murales raffigurante La pudicizia della Cappella di San Severo. Con un plebiscito gli abitanti dei quartieri chiedono che sia proprio l’argentino a dipingere il volto di Diego proprio sulle imposte di quella finestra.  

È il 2019.
È la prima volta che vedo Napoli. Sto fotografando quel murales. Si avvicina un uomo che mi racconta questa storia. Aggiunge che ora nell’appartamento che sta nella testa di Maradona abita un grande tifoso del Napoli, e che quella è la finestra del suo bagno. Dice che lui, per rispetto, quella finestra non la apre quasi mai.

Illustrazione di Elena Farinelli

“Medico con decennale esperienza dietro al bancone del bar, prepara ottimi cocktail di farmaci. Nata stanca, ha la presa salda della madre, rigira bene le frittate e appena viene verde le suonano il clacson”

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