La paura del sole

Quando hai tre anni la tua concezione di tempo e di spazio sono completamente distorte. A tre anni non sai nemmeno leggere l’ora.

Io, a tre anni, avevo paura dei tedeschi e del sole. Dei primi, perché per me la seconda guerra mondiale era appena finita, un secondo prima, tempo di sbattere le palpebre; e del secondo perché l’esplosione del sole e conseguente spegnimento e conseguemente morte generale di tutte le persone sulla terra mi sembravano estremamente vicine. Credevo che la mia morte corrispondesse a quell’avvenimento, che avrei vissuto fino agli 80 anni e avrei visto il sole spegnersi e sarei morta di freddo, guardando una roccia congelata sospesa nel cielo. Ne ero così convinta da passare interi minuti a cercare di guardare il sole e a fare calcoli, nella mia mente, di quanto tempo mi rimanesse. Non so come, perché, all’epoca, di calcoli proprio non ne sapevo fare.

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Micaela è una ventenne curiosa e a cui piace fare cose nata a Taranto nel 1997. Scrive, dipinge, disegna ed occasionalmente canta anche. Tra le sue passioni più grandi ci sono: i gatti; le lasagne; le sere in cui piove e le mattine in cui può stare sotto le coperte cinque minuti in più.

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