LA “RETE DEI CITTADINI”

Una realtà che accomuna la piccola città – tagliata fuori anche dalla via Emilia – a metropoli e capitali, che non distrugge ma crea, colmando lacune, anche del Comune, perché nessuno rimanga escluso.

 La “Rete dei cittadini” di Ferrara: la connessione della democrazia partecipativa.

illustrazione a cura di Elena Farinelli

Ferrara può apparire come una di terra di mezzo: si è combattuti tra il riconoscerle, proprio per questo, una forte e irreplicabile identità, o il soffermarsi sull’apparire lontana dagli entusiasmi del vicino capoluogo. Basta però scrollarsi un po’ di pigrizia mentale e provare a cercare, per scoprire che non è poi così vero. Ferrara ha qualcosa in comune con grandi realtà urbane quali New York, Amsterdam, Bologna, Chicago, Milano, e ancora Parigi, Vienna, Torino.

La comunanza è data dalla presenza di un Urban Center, dal quale è nata poi una rete di cittadini. Un’azione di democrazia partecipativa che riunisce volontari, i quali si adoperano per migliorare la città e i suoi spazi mediante la creazione di biblioteche nei giardinetti di quartiere,  curando piante e effettuando la pulizia del verde del parco attinente l’ex mutua, in piazzale G. Bruno, alle otto del mattino nel bel mezzo della settimana. 

Cittadini. Volontari. 

Sono un patrimonio per una città. È moltissimo. È un segno della civiltà di un luogo che può sostenere l’equiparazione a realtà cittadine più considerate, nonostante non c’entri nulla con la movida o con massaggi al guano di pipistrello della Transilvania dall’effetto ringiovanente nei centri estetici. 

Persone. Fattore umano. 

Il valore di mani che fanno cose e che impiegano il proprio tempo a favore della collettività tutta.

Ogni esemplare umano beneficia dell’azione della Rete, costola del lavoro dello Urban Center di Ferrara. Il merito va a due ragazze che, tra tanti ostacoli, hanno creduto nel valore degli sforzi a favore della collettività e nello snellimento della burocrazia, che allontana talvolta cittadinanza e Amministrazione. 

Tutto mirato a facilitare il riunirsi delle persone, ammorbidendo un regolamento che di fatto scoraggiava chi voleva proporre riunioni collettive in luoghi pubblici, sommergendoli coi permessi da richiedere.

Tornare in strada, uscire e stare insieme, portare con sé qualcosa da condividere.

Secondo la mitica Amelia Earhart (aviatrice dei record oltre ad avere un cervello pazzesco e bellissimo, in carriera negli Stati Uniti degli anni Venti e Trenta) la cosa più difficile è prendere la decisione iniziale di agire, il resto è tenacia. Le paure sono solo tigri di carta.
Immaginare qualcosa e vederlo diventare concreto: possibile. Portare dove non c’era. 

Le apripista del progetto ferrarese, insieme a chi ha aderito con costanza al progetto rendendo concreta l’idea, hanno avuto il coraggio di scommettere su Ferrara.

Hanno saputo guardarla dall’esterno nella sua schietta realtà urbana con gli occhi di chi è nato altrove, privi del pregiudizio di chi nella stasi e nelle consuetudini locali ci è cresciuto, immaginando tutte le possibilità (considerando meccanismi presenti in realtà ben più grandi) e basandosi sul vero collante che ovunque rende possibile tutto: la sana collaborazione umana. 

La Rete dei Cittadini è un luogo fisico ed uno spazio virtuale per facilitare l’aggregazione e la comunicazione tra i cittadini. Uno spazio per l’accoglienza, l’organizzazione e l’ascolto. 

Molto è stato fatto per semplificare il rigido regolamento comunale, alleggerire la burocrazia e i tempi biblici della corrispondenza, tutti atti necessari se si vuol perseguire l’obiettivo di dare un vero equilibrio tra la gestione ideale e le necessità quotidiane urlate dei cittadini (tessere del mosaico della città). 

I membri e le organizzatrici della rete hanno amato il concetto di una “casa della città”, dove ospitare le conferenze di tutti per tutti, incontri, lezioni gratuite. 

Oltre le semplificazioni per rendere più facile e diretto il rapporto cittadino-comune, si è puntato a creare una vera e propria rete, tessuta con la buona volontà di chi riesce modestamente a contribuire per migliorare piccoli aspetti del vivere sociale. 

Mi raccontano delle iniziative svolte assieme ad alcuni rappresentanti di quartiere, membri della rete di cittadini, persone che senza alcun ritorno personale organizzano aperitivi di strada autogestiti e aperti a chiunque, mettendo a disposizione le proprie risorse per agevolare la partecipazione di tutti.

Le azioni sono tra le più disparate: la rete stringe i suoi nodi e muove le sue maglie per iniziative sia culturali che prettamente operative. 

Con lo Urban Center e la Rete dei cittadini di Ferrara si è creato un ponte tra utenza e amministrazione comunale e si è incentivata l’occupazione degli spazi della città.

La democrazia partecipativa inizia ad essere sempre più diffusa: dopo le esperienze di Agenda 21, Ferrara Mia 1 e 2 e Officina Sapere, nel 2013 arriva a Ferrara la prima apertura per creare uno spazio in cui dare vita a relazioni tra i cittadini, agevolando la comunicazione e ideando un ambiente dove chiunque ha la possibilità di esprimersi e proporsi, sentendosi comodo e ascoltato. Negli anni si è formata la spina dorsale di un servizio, concepito in autonomia e consacrato grazie alla partecipazione a bandi pubblici e la volontà di chi a lungo ci ha lavorato. Otto anni di duro lavoro.

Ad oggi l’ Urban Center non è stato protetto fino in fondo dalla vecchia amministrazione e non ha trovato continuità nei progetti dell’attuale; ma l’origine autonoma della rete e la sua piattaforma di comunicazione – fatta di numeri scambiati “alla vecchia maniera”, da chiamare in caso di bisogno – sono realtà. 

L’ iniziativa umana danza veloce anche se ci sono schegge sul parquet: oggi 85 persone condividono la stessa Carta dei Principi e una mailing list comune. 

Per conoscere il buono che c’è stato finora: www.urbancenterferrara.it/comunità

Prossimamente, dopo il cambiamento dell’amministrazione comunale, La Rete incontrerà il nuovo sindaco in carica. 

Speriamo che l’incontro, che si terrà mercoledì 27/11, consenta a questa bellissima organizzazione di iniziative di riavere supporto da parte dell’amministrazione, venendo in contro ai cittadini che si danno da fare nel loro piccolo a beneficio della comunità e permettendo loro di avere di nuovo facilitazioni nello svolgimento delle pratiche.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

Related Posts

Leave a Reply

My New Stories