La scalata delle Cholitas Boliviane

La scalata delle Cholitas Boliviane

La scalata al monte Huayna Potosì (Bolivia, 6.088 metri) si divide in due fasi: i primi 5.100 metri e gli ultimi 1.000.
La prima parte dell’escursione viene considerata abbordabile anche per chi non è esperto di alpinismo. Certo, ci sono sempre difficoltà dovute alla rarefazione dell’aria in quota, ma niente di insormontabile prendendo le giuste precauzioni.


Da oltre 25 anni Lidia Huayllas scala lo Huayna Potosì, ma solo da un paio d’anni può dire di aver oltrepassato lo spartiacque dei 5.100 metri.
Lidia è la moglie di una guida alpina, e lavora scalando il Potosì accanto al marito. Ma come tutte le altre mogli di guide e, in generale, donne coinvolte nell’attività alpina, è stata per gran parte della sua vita considerata non adatta o troppo delicata per affrontare la scalata fino alla vetta. Il loro compito è sempre stato quello di accompagnare guide e alpinisti durante il primo tratto della salita, aiutando a portare l’equipaggiamento fino a Campo Alto, luogo dove gli escursionisti passano la notte prima di avventurarsi fino alla cima. Lì il loro compito prevedeva di cucinare e attendere il rientro di guide e alpinisti per offrire loro mate di coca contro il mal de altura.
Tutto qui.

Lidia si sentiva chiedere spesso dai turisti se fosse mai salita in vetta, ascoltava le narrazioni di chi scendeva e ce l’aveva fatta, ma anche di chi non era riuscito nell’impresa nonostante ci avesse provato. Queste emozioni, vissute attraverso il racconto di altri, hanno iniziato nel tempo a stuzzicare la curiosità di Lidia e delle sue colleghe.
Circa cinque anni fa Lidia, che all’epoca aveva appena compiuto i 50 anni, e altre donne decisero di rivolgere ai mariti una semplice domanda: Perché noi non possiamo?

Spesso i mariti scherzavano tra di loro scommettendo su quale delle rispettive mogli era più forte e sarebbe potuta arrivare in cima. In verità per tanto tempo, oltre ad essere un’idea non convenzionale, la non scalata per le donne cholas era legata anche ad un fattore economico. I capi tecnici non costano poco e per tanti anni le taglie più minute erano difficilmente reperibili (cosa eventualmente trascurabile per quanto fa giacche e pantaloni, ma per quanto riguarda le scarpe diventa un vero problema). Il marito di Lidia, così come i mariti della maggior parte delle donne coinvolte, avrebbe avuto piacere a fare salire la moglie in vetta – racconta Lidia stessa in svariate interviste- quindi quando l’occasione si è presentata ha supportato questa presa di iniziativa. Dopo un periodo di progettazione
iniziale, sono partiti ad organizzare della scalata delle cholitas.

La data scelta per intraprendere l’impresa fu il 17 dicembre 2015; questa spedizione avrebbe condotto Lidia e altre dieci donne sino alla vetta.

Da quel momento in poi il gruppo delle scalatrici cholitas è cresciuto sempre di più e, una dopo l’altra, si sono cimentate nella scalata delle principali vette Boliviane.

Grazie Cholitas

Prosegue la preparazione della spedizione delle Cholitas boliviane che saliranno la vetta più alta del continente americano, l'Aconcagua,e che saranno le protagoniste del nuovo film di ARENA comunicación audiovisual.Seguono aggiornamenti! #MonturaPeopleCon la collaborazione di Climbing Technology e ItalBastoni

Posted by Montura on Friday, 11 January 2019

Il 14 gennaio 2019, un gruppo composto da donne di età compresa tra i 24 e i 50 anni ha intrapreso una spedizione verso l’ascesa dell’Aconcagua, il monte più alto dell’America Latina: Analìa Gonzàles ed Elena Quispe sono riuscite a giungere la cima.

La scalata delle Cholitas Boliviane
La scalata delle Cholitas Boliviane FOTO-Arena-Comunicacion-Audiovisual_EDIIMA

Le cholitas

Cholo è un termine che si usa trasversalmente nell’America Latina, anche se talvolta assume sfumature leggermente diverse.
In Bolivia ‘cholo’ è il termine indica l’appartenenza al gruppo etnico indigena. È un termine che nasce con intento beffardo e dispregiativo ma che inizia a rivalutarsi negli ultimi tempi, in parallelo all’attività politica dell’ex presidente Evo Morales.


Morales ha rappresentato per la comunità indigena una grande speranza per quanto riguarda il raggiungimento di una certa parità sociale. La comunità indigena in Bolivia, come accade spesso nei paesi dell’America Latina (e in generale ovunque), rimane associata a ruoli umili all’interno della società. Per una donna chola le occupazioni più frequenti sono sempre state quelle di cuoca o donna di servizio, con uno status doppiamente ancorato al suo essere donna e indigena (se avete visto il film Roma di Cuarón vi sarete fatti un’idea riguardo all’argomento nonostante il film si svolga in Messico e negli anni ‘70 purtroppo certe dinamiche sociali sono facilmente trasponibili ad oggi).

È stata quindi una conquista vedere spuntare nel tempo le trecce e i colori
dell’abbigliamento tipico cholo in diversi contesti, come possono essere i servizi, lo sport, l’arte e persino la politica; non dovere rinunciare alla propria identità culturale per ambire a posizioni professionali più esposte o di piú responsabilità.

Per questo motivo anche le cholitas escaladoras mantengono l’abbigliamento tradizionale anche durante le scalate. Il loro intento è quello di rimanere riconoscibili a colpo d’occhio, sfoggiando con orgoglio quelle caratteristiche che per tanti anni le hanno tenute ancorate in ruoli secondari. Dal casco si vedono scivolare le trecce annodate con fili di colori diversi e sotto il giubbotto si impone prepotente la pollera, la gonna tradizionale fatta di lana di alpaca, che le cholitas indossano come abbigliamento tecnico (e voi sapete cosa succede alla lana quando si bagna, immaginate quanta fatica!).

La scalata delle Cholitas Boliviane
La scalata delle Cholitas Boliviane FOTO-Arena-Comunicacion-Audiovisual_EDIIMA

Oltre alle scalate che ormai conducono anche col sostegno di sponsor (per esempio il marchio italiano Montura ha finanziato la scalata dell’ Aconcagua); molte delle cholitas hanno la volontà di superare i vari step per diventare loro stesse guide alpine e poter così organizzare e proporre le proprie escursioni.


In Bolivia si calcola che ci siano in totale una settantina di guide alpine, tutti uomini, che prendono uno stipendio di circa 50/60 dollari ogni salita. Le accompagnatrici di contro prendono circa un quinto dello stipendio.

L’intenzione delle cholitas è quella di poter essere d’ispirazione, dare una spintarella che aiuti ad inseguire con più forza le proprie idee, combattere la rassegnazione e spingere la gente a seguire i propri sogni. Scalano perché a loro piace, ma nessuno aveva mai detto loro che potevano farlo.
Il messaggio che è esteso a tutti, ma più urgente per chi si trova in settori più denigrati della società, è quello di non temere di uscire dai ruoli e gli stereotipi sociali per inseguire le proprie passioni.

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