Les tombes de Paris

Camminando tra Degas e Jim Morrison

Chi ha visitato Parigi sa che racchiude qualcosa di magico, impalpabile ma percettibile. Parigi è come se vivesse in una bolla eterna; il mondo può andare avanti ma “Paris sera toujours Paris”!

Ho cercato sempre di viaggiare spendendo il meno possibile e superati i 25 anni – data fatidica al di sopra della quale inizi a pagare i musei – mi sono chiesta cosa avrei potuto visitare a Parigi senza pagare niente. Escludendo i parchi (comunque infiniti e belli), una parte di Parigi su cui aleggia cultura, mistero, nostalgia, ammirazione, sensazione di smarrimento e un pizzico di brivido sono i cimiteri.

I più importanti di Parigi e tra i più celebri al mondo sono, Père-Lachaise, Montmartre e Montparnasse.

Fino al 1780 il cimitero più grande di Parigi era il “cimitero degli Innocenti”, nel quartiere di Les Halles, a meno di un chilometro da Notre-Dame. Il cimitero fu chiuso, insieme a tutti gli altri della città, per ragioni di malasanità, e qualche anno dopo vennero riesumati i corpi e spostati alle catacombe nei pressi di Montparnasse.

Fu Napoleone Bonaparte a stabilire che ogni cittadino, senza distinzione di razza, sesso, religione o tipo di lavoro (si, perché gli attori erano visti di cattivo occhio) avesse diritto ad una sepoltura. All’inizio del XIX furono così creati i cimiteri di cui vi racconto qui.

Consiglio: all’ingresso di ogni cimitero prendete la mappa che di solito si trova all’entrata vicino ai vari chioschetti dei custodi. Tutti i cimiteri sono strutturati per divisioni e al loro interno vi sono vere e proprie strade, vie, viuzze. Vi sembrerà facile all’inizio orientarvi ma poi troverete sicuramente qualche problema ad individuare la tomba di qualcuno.

Père-Lachaise è il cimitero più visitato al mondo nonché il più grande di Parigi. Si trova nel 20° arrondissement, vicino a Belleville, un quartiere per lo più residenziale e multiculturale.

L’architettura è in stile neoclassico e neogotico, sia nell’entrata che in alcune tombe all’interno. La flora e la fauna variano tra gatti neri, corvi e alberi di fine ‘800.

Io parto sempre da Jim Morrison: morì nel 1971 entrando nel famoso club dei 27. La tomba all’inizio aveva un mezzo busto del cantante ma fu deturpata così tante volte che venne definitivamente cambiata e fu attivato un sistema di video sorveglianza. Ora non mancano mai foto, biglietti con le sue poesie o canzoni, fiori, candele, lattine di birra.

Oscar Wilde, morto a 46 anni nel 1900, è sepolto qui in un bellissimo blocco di marmo raffigurante una sfinge e fino al 2011 riempito di impronte di baci con rossetto rosso. Successivamente fu deciso di ripulire interamente il marmo e installare dei pannelli di vetro per proteggere la tomba. Peccato, era veramente poetica!

Amedeo Modigliani, sepolto vicino alla sua amante 23enne che si tolse la vita il giorno dopo la morte del suo amato gettandosi dal balcone del quinto piano della casa dei suoi genitori.

Non sto a raccontarvi tutti gli ultimi attimi di vita di questi personaggi ma se visiterete il cimitero scommetto che sarete voi a volerne sapere di più.

Altri nomi importanti sepolti qui sono: Abelardo ed Eloisa (coppia di amanti sfigatissima nella storia, ancora prima di Tristano ed Isotta), Édith Piaf, Maria Callas (le cui ceneri in verità sono state sparse nel Mar Egeo), Fryderyc Chopin, Gioachino Rossini, Marcel Proust, Colette, Michel Petrucciani e molti altri.

Inoltre, tra i vari monumenti, uno dei più belli e meta di pellegrinaggio è il “Muro dei Federati”: in questo luogo, nel 1871, furono fucilate 147 persone e poi gettate in una fossa comune. Oltre a ricordare l’accaduto, questo monumento celebra la diversità in tutte le sue sfumature.

Ma passiamo al cimitero di Montmartre, nel 18° arrondissement, più piccolo del precedente ma anch’esso sede di dimore ad vitam aeternam di personaggi famosi. Tra viuzze ciottolate ed aceri troviamo le tombe di Jean Bernard Léon Foucault (inventore del pendolo che trovate all’interno del Panthéon), Stendhal (sul cui epitaffio viene ricordato il suo amore per l’Italia), Emile Zola (le cui ceneri però si trovano al Panthéon), Edgar Degas (sepolto nella tomba di famiglia), André-Marie Ampère e tanti altri.

Per quanto più piccolo ed intricato di Pére-Lachaise, questo è racchiuso nello scenario romantico e romanzesco di Montmartre, che ha tanto da raccontare con tutti gli artisti passati di qua.

Ultimo ma non ultimo, il cimitero di Montparnasse, nel 14° arrondissement. Qui se avete la fortuna che ho avuto io, potreste incontrare un signore che vi porta in giro tra le tombe famose e vi spiega vita, morte e vicende dei suoi personaggi preferiti. Esatto, mi sono imbattuta, insieme a mia sorella, in una visita guidata dentro ad un cimitero ed è stata una delle cose più belle della mia ultima volta a Parigi. Non riuscendo a trovare la tomba di Man Ray, abbiamo incontrato questo signore che ci ha detto: “Se avete tempo vi accompagno io per il cimitero, mi fa piacere vedere giovani curiosi. Di solito l’età media qui è altina. Io vengo qua per leggere in tranquillità, è un luogo molto bello. A volte chiedo ai miei amici di venire a farmi compagnia ma non lo trovano divertente (ride). C’è tanta storia in questo posto, in tutta Parigi in realtà, ma sembra che i giovani siano impauriti da questi luoghi.”

Arrivando davanti alla tomba di Ionesco, ci racconta di quella volta che lo incontrò in un bistrot davanti all’Opéra Garnier e di come gli sembrò una persona umile e generosa.

Iniziamo a camminare e a conoscere le varie storie.

  • Alfred Dreyfus, capitano dello Stato Maggiore, ebreo, introverso e schivo che dopo un infortunio ritorna comunque in campo nella Grande Guerra. I giovani militari lo vedevano come un uomo triste e solo e troppo duro ma era semplicemente il suo carattere a renderlo così ligio alla propria nazione.
  • Samuel Beckett, premio Nobel per la letteratura, era una persona semplicissima. Alla fine della sua vita si fece mettere in una semplice casa di riposo in mezzo a persone comuni.
  • Simenon, insieme a Guy de Maupassant, ce li ha consigliati come lettura in francese, grazie al loro stile chiaro, semplice e per la brevità dei capitoli dei loro romanzi (per i capitoli brevi meglio Simenon). Il giorno dopo siamo andate lungo la Senna ad acquistare dei libri di Simenon.
  • Henri Langlois, direttore della Cinémathèque Française, a cui è stata resa omaggio una bellissima tomba che ripropone il Trocadero pieno di pellicole dei suoi film.
  • Jean Seberg, bellissima attrice morta suicida a 40 anni a seguito di un’overdose di barbiturici. Nel biglietto d’addio lasciò scritto “Forgive me. I can no longer live with my nerves”. Ci ha consigliato di vedere il film “Au bout de souffle”.
  • Cortázar, scrittore argentino naturalizzato francese. Questa doppia nazionalità viene raccontata nel suo anti-romanzo “Rayuela”: un’interessante scoperta di scrittura per chi non lo sapesse.
  • Famiglia Pigeon, bellissima tomba monumentale che rappresenta marito e moglie a letto a leggere come facevano tutte le sere. Che dolcezza!!
  • Susan Sontag, scrittrice ma soprattutto attivista statunitense; ebrea ed omosessuale negli anni 50.
  • Serge Grainsburg, cantautore russo naturalizzato francese. Nella sua tomba vi sono tantissimi biglietti della metro lasciati dai parigini per omaggiarlo proprio perchè in una sua canzone raccontava la metro di Parigi. Tutti possono ricordarlo per la canzone “Je t’aime… moi non plus”.

Ancora incredula di aver incamerato così tanta cultura tutta in una volta e con un grandissimo desiderio di iscrivermi a Lettere in qualche università parigina, mi avvio verso l’uscita con il timore di perdermi qui dentro.

Il giro è finito, avrei voluto accompagnarvi fisicamente per mano in questi luoghi fantastici e silenziosi di Parigi, ma vi prometto che i prossimi articoli sulla capitale francese saranno meno tetri e sinistri.

(Foto di Giada Pancaldi)

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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