Luis Sepúlveda

Ha segnato la generazione degli anni 90’,
Ha raccontato favole attraverso gli occhi di personaggi molto diversi tra loro,
Ha scritto storie d’amore in diverse sfaccettature,
è l’uomo che ci ha insegnato a volare.
Stiamo parlando di Luis Sepúlveda.

Oggi ripercorriamo la sua storia e proviamo a girare insieme a lui nei luoghi che ha incontrato.

Luis Sepúlveda nacque in Cile, a Ovalle, nel 1949, con un innato attivismo politico; infatti, già il nonno anarchico fuggì dall’Andalusia verso il sud America per evitare una condanna a morte che gravava sulle sue spalle. Luis nacque in una camera d’albergo, mentre i suoi genitori fuggivano da una denuncia: insomma, lo spirito combattente era già radicato in lui.
La sua adolescenza la passò a Valparaíso, in Cile, tra i romanzi di Cervantes, Salgari, Conrad e Melville; si iscrisse alla Gioventù comunista e lavorò come redattore di un quotidiano e in radio.

La nostra prima tappa sarà quindi Valparaíso, città bohemienne e piena di colori, patrimonio dell’Unesco.

Si passa da una baia spettacolare ad un dedalo di viuzze che salgono su per le colline, il tutto accompagnato da graffiti, che coprono gran parte delle mura cittadine, e da case dai colori vivaci.


Immaginiamo di trovarci qui durante la mattina, quando la città si sveglia e i colori dell’alba illuminano le case e le viuzze, fino a raggiungere il mare. In questa città non esistono ancora riferimenti a Sepúlveda, ma siamo sicuri che prima o poi ci saranno; potete però trovare le case di Pablo Neruda.
Ci troviamo in Escalera Fischer 25, Cerro Concepcíon al Crysol Café, caffetteria e galleria d’arte a pochi passi dal mare. Tra i murales funky, ordiniamo un caffè e una fetta di tarta chocolate mentre leggiamo “L’ombra
di quel che eravamo”. Questo romanzo parla di tre uomini dell’antica militanza, sostenitori di Salvador Allende, alle prese con i ricordi della loro gioventù e la speranza, ancora intinta dagli stessi ideali; una storia commovente ma anche un po’ noir.

Nel 1969, Luis vinse una borsa di studio di 5 anni per l’Università Lomonosov di Mosca, nella quale durò solo qualche mese per poi essere espulso per “atteggiamenti contrari alla morale”, così tornò in Cile. Dopo
pochi anni, entrò a far parte del partito comunista e della guardia personale del presidente cileno Salvador Allende. Si trovò nel palazzo presidenziale quando morì Allende, durante il colpo di Stato militare di Pinochet, venne catturato e torturato. Rimase in cella per 7 mesi e venne scarcerato solo a seguito delle forti pressioni di Amnesty International. A causa del suo agire politico, fu condannato all’ergastolo, poi salvato di nuovo da Amnesty International, fino a quando, nel 1977, fuggì in Svezia, dove gli diedero asilo
politico. Ma in Svezia non ci arrivò mai: scappò prima in Brasile, poi Uruguay e Paraguay, si stabilì per un po’ in Ecuador e combatté in Nicaragua fino alla vittoria dei rivoluzionari. L’anno successivo si trasferì ad Amburgo, scelta legata ad una forte ammirazione verso la letteratura tedesca; diventò per due anni il corrispondente tedesco di Greenpeace e poi si trasferì in Francia dove prese la cittadinanza.

Ci fermiamo ad Amburgo per pranzo, una città piena di canali e ponti, sulle rive del fiume Elba e tra i laghi artificiali formati dall’Alster; tra i suoi grandi spazi verdi, ci fermiamo in Auf den St. Pauli Landungsbrücken/Brücke 10, al Brücke 10, per un ottimo panino di pesce. Vale la pena fare la coda per questi panini. Intanto ci godiamo la vista sul fiume Elba mentre leggiamo “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”: il racconto di un vecchio, i suoi ricordi e il tesoro che custodisce nel suo cuore, frutto di un passato a stretto contatto con gli Indios e la natura.

Nel 1989, Sepúlveda potè ritornare in Cile, ma preferì fermarsi a Gijón, in Spagna, porto marittimo nelle Asturie. Inoltre, sapevate che Gijón si contende il primato con Barcellona di palazzi ad architettura Art
Nouveau? Qui visse fino al 27 febbraio 2020, quando fu ricoverato ad Oviedo presentando i primi sintomi di COVID-19. Ci ha lasciato il 16 aprile 2020 con un tesoro di racconti inestimabile.

Dedichiamo questa cena a Luis Sepúlveda, mentre ci sediamo alla “Casa Trabanco” in Camino de Lavandera, 3255, ordiniamo una sopa de marisco e i tacos de bacalao, il tutto accompagnato da una birra fresca.
Leggiamo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”: di questo racconto non vi rapporto la trama, sappiamo tutti qual è e forse ci ricordiamo anche la prima volta che l’abbiamo letto, o l’abbiamo visto.

Grazie Luis. Grazie per quello che hai scritto e per come ti sei combattuto per l’umanità e l’amore.
“E se è tutto un sogno, che importa. Mi piace e voglio continuare a sognare.” (Luis Sepulveda)

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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