Marvel’s Serie – Qui New York: i gatti conquisteranno il mondo

Wilson Fisk: E lei crede che postare roba su Internet cambierà le cose?

Ben Ulrich: La gente vuole verità, non importa dove la trova.

Wilson Fisk: Magari era così quando noi eravamo giovani. Il mondo di oggi invece si preoccupa dei matrimoni della star… e dei video sui gatti. Le questioni spinose, quelle che contano, richiedono attenzione […]

Ben Ulrich: Ma io ho più fiducia nell’umanità.

Wilson Fisk: si, anche Gesù mi pare…

Il breve dialogo, tratto da Marvel’s Daredevil (Serie 1, Episodio 12), accende un riflettore su un particolare mondo, all’apparenza stupido, inumano, quasi dispotico. Non è così. In Daredevil, per esempio, se il diavolo appare giù nel devil del titolo, ciò che caratterizza la serie scorre lungo ogni sequenza. Si tratta sempre di un’antica lotta:  “nelle sacre scritture la parola ebraica Satana in realtà vuol dire avversario. Si applica a qualunque antagonista, angeli e esseri umani, sovrani e serpenti…” Di bene e male, di etica, morale e di linee di confine, di giustizia, di corruzione, di potere, e di eroi; anzi, di supereroi è concentrata ogni serie Marvel’s.

Se il genere umano si contraddistingue per la propria inumanità chi sono gli eroi? Qual è il loro genere di appartenenza?

Una volta era l’epica, personaggi valorosi che proprio per la qualità delle loro azioni salvifiche erano detti eroi. Omero, come Daredevil, è cieco, o così ci è presentato e, malgrado l’oscurità, contribuisce fortemente a dare alla cultura occidentale figure eroiche attraverso la narrazione delle loro gesta.

Che l’oscurità sia generatrice di eroi?

Dal medioevo in poi, per esempio, epoca alla quale spesso viene superficialmente associata la nostra, è un andirivieni di paladini, valenti, furiosi, pazzi, innamorati. Mossi dal nerbo e dalla parola, dall’onore, trascinano eserciti: a partire da Roland e dalla sua Chanson, passando per i vari Orlandi, l’eroe ha un bel da fare. In quanto agli Orlando – e che strano che anche Virginia Woolf abbia dato questo nome ad un personaggio che travalica i secoli ed i sessi -, hanno una stessa matrice nel nome, incastonata o a far da coda, da suffisso, ad esso: land, in inglese, terra. Niente di alieno dunque, di estraneo alla nostra terrestrità.

   Che vuol dire essere un eroe? Guardati allo specchio e lo saprai. Guardati negli occhi e dimmi che non sei eroico, che non hai patito, o sofferto… o perso le cose a cui tenevi di più. Eppure eccoti qui… un superstite di Hell’s Kitchen… il posto più pericoloso che c’è. Un posto dove i codardi hanno vita breve, quindi devi essere un eroe. Lo siamo tutti. Alcuni più di altri ma nessuno è solo. C’è chi si sporca le mani per proteggere il quartiere, altri spargono sangue per fermare l’ondata di crimine, la crudeltà, il diffuso disprezzo per la vita umana. Ma questa è Hell’s Kitchen. Angelo o diavolo, ricco o povero, giovane o vecchio, tu vivi qui. Non hai scelto questa città, ti ha scelto lei. Un eroe non è qualcuno sopra di noi che ci protegge, un eroe non è un Dio o un concetto, un eroe vive qui per la strada, in mezzo a noi, con noi. Sempre qui, quasi mai riconosciuto. Guardati allo specchio, vediti per quello che sei veramente. Sei un newyorkese. Sei un eroe. Questa è la tua Hell’s Kitchen, è la tua casa. (Karen Page, Marvel’s Daredevil, Serie 2, Ep.13)

   Questi “Marvel’s Tale” di fatto nati dai Comics, ed ora esplicitati con il medium della Serie Tv, sono ambientati a New York, in quartieri quali Hell’s Kitchen (toh!) e Harlem. Avere i superpoteri, avere il dono, è una marcia in più e il tutto si concluderebbe in tempi brevi se non fosse che l’avversario in questione più che essere Satana è il potere con niente di eccezionale se non la sua stessa sete. Al soldo uomini e donne, privi di scrupoli ed empatia, disseminati nel sempre e ovunque nel mondo.

   Poche volte viene nominata la parola mafia, ma tant’è. Si parla molto in termini di risorse, e vengono in mente le risorse umane, quali i contatti, gli affiliati, le spie. Il linguaggio cambia, aderendo ad uno praticato in forma politicamente corretta.

   Una spinta extratestuale è onnipresente in ogni differente Serie: in Jessica Jones è presente Luke Cage, l’avvocato Hogart, Claire, così come Madame Goa è in Iron Fist e nello stesso Daredevil, solo per citarne alcuni, mentre in Defenders gli stessi supereroi combattono contro un nemico comune. L’effetto di una tale conoscenza tra i personaggi, seriale ed extraseriale, crea un effetto di espansione, quasi di realtà. Una Serie Tv che rimanda ad un’altra e ad un’altra ancora somiglia a quei testi letterari che di rimando in rimando costruiscono un mondo: dalla striscia, dal fumetto, allo schermo, specchi al nostro bisogno di storie, di umanità e di eroi.

   Antiche gesta, gesta e gesti, pugni e calci, combattimenti corpo a corpo, spade, armi da taglio e da fuoco, sono bilanciati creando un equilibrio formale bellico che rievoca sia il mondo antico e l’arte della lotta che quello moderno con la polvere da sparo che, ancora prima di Internet e la sua democratizzazione cognitiva, ha accorciato le distanze di conoscenza e messa a fuoco del mondo.

"Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa..." Woody Allen

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