Mekorama

****½

Sotto un altro cielo

Il cielo subartico è diverso dal nostro. Chi abbia avuto la fortuna di andare, chessò, in Svezia potrà confermare che lassù alberi, acqua, palazzi, tutto appare più liscio e brillante, direi cristallino. I vetri sembrano lastre metalliche e le ombre avere diversa propensione . «È un altro cielo», ho sentito riassumere.

Partecipa dell’effetto il paesaggio architettonico che gli sta sotto. Un centro urbano come Linköping, sul lago Roxen, ospitante realtà produttive importanti quali Saab o Ericsson – per citarne solo un paio – ne può essere l’emblema. Prospetti storici senza alcun segno di degrado, tetti acuti, aiuole ben educate e poi sobri e compatti volumi in acciaio, cemento e vetro che sembrano serre declinate nei modi più contemporanei. È così intorno agli edifici istituzionali, nelle zone produttive e laddove sia in atto il costante processo di riqualificazione alla baltica che non conosce distrazioni. In questo contesto da fredda garden city 2.0, efficiente e rassicurante allo stesso tempo, ha vissuto i suoi anni universitari anche lo svedese Martin Magni, sviluppatore indipendente di videogiochi.

La Linköping di Martin

Sotto quel cielo, Martin progetta e anima Odd Bot, ibrido svedese fra Bugdroid (icona verde di Android) e C1-P8 (*). Il risultato è un discutibile bidoncino del rifiuto organico.

Dopo un anno da protagonista in Odd Bot Out2015, il bidoncino animato viene migliorato dal suo creatore  conferendogli un pizzico di ansia da prestazione ed estremità alla Bender, ma decisamente più dinoccolate (*). Così irresistibilmente modificato Martin lo calerà in Mekorama2016, a mio avviso uno dei più bei logic game in circolazione nonostante siano trascorsi alcuni anni. In Mekorama ci troviamo a condurre il robottino Odd per tortuosi passaggi, da A a B, dentro e fuori piccole cataste di cubetti di varia testura che sembrano labirinti in forma di diorami, sobrie sintesi concettuali di luoghi come Linköping, sotto quel cielo. Ok, ciò al netto di un motivetto sci-fi che forse non è dei più adatti, ma che apprezzo ugualmente sia perchè ricorda alcuni vecchi lavori di Brian Eno sia perchè è stato composto dallo stesso sviluppatore.

Welfare videoludico

Giochini puzzle stilisticamente affascinanti ce ne sono e alcuni anche migliori di Mekorama. Ciò che però distingue questo prodotto dagli altri è anche il modo col quale ci viene offerto. Martin Magni ci dà il suo gioco come proposta del tutto priva di retorica (e pubblicità). Si accede a ciascuno dei livelli (ovvero i labirintici diorami) attraverso una carta da gioco infilata in una pagina di un raccoglitore che ricorda una  brochure da sfogliare. Il mondo astratto dei labirinti cubettati e dei robot  trova, nell’interfaccia generale, una fruibilità di richiamo analogico, più umana. Alla pagina tre di cinque della “brochure” troviamo una carta vuota che non è la sospettabile trappola capitalista del pagamento in-app, ma un gioco nel gioco: possiamo infatti montarci da noi dei diorami-livello (stavolta senza brugola!). E c’è di più! Alla pagina quattro Martin chiede un contributo da un minimo di 00,00€ ad un massimo di 32,00€. Sì, c’è anche un limite massimo e sì, la giocabilità non è inficiata se si è al verde. “Pay what you want”, in un’ottica svedese, significa realmente ciò che è scritto e “If you can’t pay but like the game? Write a review!”.

Eh, un gioco diverso. Sotto un altro cielo.

* se non sapete chi è preparate sul pavimento una distesina di ceci secchi e inginocchiatevici per 5 minuti circa.


Se vi siete incuriositi, ecco i LINK per scaricare il gioco:

Google Play
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.martinmagni.mekorama&hl=it
App Store
https://apps.apple.com/it/app/mekorama/id1079464948

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

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