Le metamorfosi di Misfitz- vol.1

Benché dovrebbe considerarsi l’opera giovanile di Misfitz, “Allergico ai primi posti” è un lavoro che colpisce per maturità di suono e testi. Misfitz ha chiaro che le circostanze di vita che osserva attorno a lui sono il bosco nel quale entrare armato solo di un’ascia e dei suoi muscoli, sufficienti per uscire dall’ostile verde con un numero di ceppi sufficienti al falò della vita.

Questo c’è, con questo si dovrà fare. E “questo” viene nobilitato o distrutto da rime composte su beats in cui divertirsi a riconoscere i singoli strumenti, fino a naufragare nella pienezza dei suoni sintetici lavorati da un campionatore. Si cade subito in empatia con un rapper che è cronista schietto di una realtà che sa essere dura, tra difficoltà del quotidiano oggettive e pugni emotivi da imparare ad assorbire. Un racconto che sa frapporre, come unico filtro tra la voce che spoglia l’anima e l’orecchio curioso di chi lo ascolta, solo i piatti  della batteria fatti incontrare a ritmo, con un linguaggio anche a tratti forbito per l’età del tempo, lasciando emergere un vero impegno a condimento del talento nel far tornare i conti tra rime e concetti.

Cresce con un padre amante del rock di gruppi icona del genere e con una madre fan del Blasco e della musica pop e rock nazionale.

Il giovane Misfitz cresce in un periodo in cui nelle radio si spinge tanta musica Dance con voci Soul e RnB, che addolciscono il ritmo meccanico proposto dal dj, ed è  un suono che seduce fino ad avvicinarlo all’ ascolto di Aretha Franklin, James Brown, Ray Charles e Marvin Gaye. Dietro ai banchi di scuola delle medie il primo testo, scritto sotto l’effetto dell’ispirazione data dall’ascolto di “Popolo di sordi” di Jack the Smoker, un ascolto che gli ha fatto capire che con quella musica c’era feeling, perché riusciva a stendere in rima la cruda e brutale verità, con la capacità di riassumere pensieri, stati d’animo, esperienze di vita in pochissimi versi, coinvolgendo vari stili di sonorità e varietà negli argomenti, trovando presto in Tormento, Inoki, Zampa, OTR e Sanguemisto i suoi punti di riferimento in questa profonda ed elaborata espressione musicale che lo aveva estasiato, l’Hip Hop.

Dopo pochi anni entra in una compagnia con amici amanti dello stesse genere, dove ognuno porta il proprio contributo personale ed il proprio credo in questa cultura, iniziando a sentirsi parte di qualcosa di più grande, che valica la sua sfera personale e che inizia a stimolare la voglia di dire la sua.

Dopo anni di esperienze fianco a fianco, nel 2007 nascono i Quattro Quarti, girano insieme da un paio d’anni e sono formati da Misfitz, Graal, storico socio in rime, cui si aggiungono i producers argentani Edo e Akil. Si arriva in studio a registrare “Allergico ai primi posti”, con feat. anche di Graal e Akil tra le quattordici tracce del primo album.

Dopo l’esordio, prima di prendere la decisione di auto prodursi il secondo album, scorrono otto anni nei quali avvengono le esperienze più significative nel legame tra Misfitz e l’Hip Hop. Anni trascorsi a testa bassa a lavorare seriamente sulla scrittura, sull’affrontare correttamente il microfono in sala di registrazione e allenarsi per sostenere i live come desiderava, cercando in tutto questo la propria identità artistica.

Comincia a cambiare il modo di scrivere, di interpretare le tracce e cerca nuovi sistemi per comporre rime.

Riesce a comprare le prime attrezzature per comporre e registrare la sua musica, grazie ai primi soldi ottenuti con un lavoro stagionale mentre non frequentava la scuola, si ritaglia uno spazio in camera e chiude il resto del mondo fuori.

Quel luogo viene presto chiamato con un nome, “Calamità naturale”, incrocio spazio temporale per ritrovarsi con altri rapper e cantanti, o semplicemente amici, a produrre la propria musica, per poi aprire quel luogo anche a registrazioni e produzioni di conoscenti.

“Calamità naturale” da vivere come idea, come oggi sarebbe stiloso dire da vivere come concept, più che come sala di registrazione; una mentalità in cui entrare e in cui vivere momenti con persone.

Si aggiungono i progetti condivisi con altre compagnie, la Desolandia Express e i Soci alla Pari, con contaminazioni Reggae, desiderando solo una musica indipendente da tutto ciò che lo circondava senza nessun tipo di limite. Dopo l’album “A.A.P.P.” e l’uscita di “Ciao bel” prodotto da ZestaBeats, “E come se” feat. Graal, “Mefisto”con i Desolandia Express feat. Sebauana, Cry, Marcelo e prodotta da Dj 5l, “Sana incoscienza” e “B-boy in da city”, feat. Graal, sente di doversi discostare intellettualmente dal percorso fatto finora per scacciare influenze o aspettative, soprattutto per il bell’impatto che ebbe un pezzo come “B- boy in da city”: in una realtà locale così controllata questo pezzo ha grande eco e riempie una sedia lasciata vuota dalla generazione precedente. 

Desidera un secondo album ben diverso, vuole autoprodurlo e in quattro anni studia un modo da autodidatta per costruire in autonomia delle strumentali decenti, fino alla nascita di “Gemini” nel 2015, quindici pezzi nei quali collaborano Graal, MC Bacco, Solo AP, Babel e Sara Pamini per il cantato, e MedMuzik, ZestaBeats e Quentin per lo strumentale.

Lì nasce un bel sodalizio con Med, con il quale vengono prodotte anche “Ho un’impressione”, “La pace non c’é”, “Immortuel” e “Street Baller”, con la promessa di rincontrare il beatmaker come co-produttore del suo terzo album, “Battiti e respiri “. Quest’opera dà grandi soddisfazioni. Data agli ascolti nel 2018, ha chiesto cinque anni di lavoro, sacrifici e dedizione: i primi anni impiegati nella ricerca del suono desiderato e nella scrematura delle strumentali composte da Med, fino ad arrivare allo studio di registrazione, facendo una musica che rispecchiasse davvero chi si era diventati nel frattempo, per fare ciò che si sente con coerenza, il solo modo per diventare unici e reali in un ambiente saturo di stereotipi ed apparenza. “Battiti e respiri” è un doppio disco con ventisette pezzi di cuore, tracce concepite e strutturate in due periodi diversi sia vocalmente che musicalmente. Il primo album è l’approccio per costruire un’intesa con suoni semplici e crudi ma dal taglio classico, campionando il repertorio italiano ’70-’80-’90. Il secondo album è ai lavori due anni dopo, rispondendo alla necessità di un suono più ricercato e definito, contagiato perlopiù da Soul, Blues ed RnB, campionando vari generi, Progressive incluso, mescolati ai ritmi più freschi ed attuali, sempre nel rispetto della linea guida della vecchia scuola: coerenti sul rigore dei valori ma ammorbidendone lo sviluppo interpretativo. Concederselo, finalmente.

FOTOGRAFIE DI ANDREA GRILLO

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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