DAL MONDO SERIALE: HOMELAND

DAL MONDO SERIALE: HOMELAND

Casa e terra, sono le due parole italiane che compongono quello che in inglese è sinonimo di patria e che, associato alla parola Security, Homeland Security, va ad indicare la sicurezza interna degli States e, nel dettaglio, la lotta contro il terrorismo.
La patria, terminologicamente, emerge in tempo di guerra, ed è un concetto più radicato di Nazione o Stato: è là dove c’è la propria terra, la propria casa. Niente conta la distanza, Homeland è dentro.

Il cielo stellato sopra di me e Homeland dentro di me, parafrasando Kant. Di stelle in Homeland ce ne sono e tante: stampate sulla bandiera americana che più volte fa l’apparizione nella Serie Tv. E ci sono anche le stelle scolpite su marmo, una per ogni agente della Cia caduto in difesa della sua Homeland.

La serie Tv, di cui 5 delle 8 stagioni sono date da Netflix, è un concentrato di narrazioni che oltrepassano l’oceano mettendo in scena due contrapposte culture, l’americana e la mediorientale. Tra le due, c’è un andirivieni di certezze che crollano, punti di vista mobili per una verità frammentaria e indefinita e, preponderante, una spiritualità coatta, a prova di bomba, al servizio del fedele tanto quanto, e forse più, il fedele è al servizio di essa.

In Homeland il retrogusto classico è forte, se ne sente il sapore in ingredienti quali l’epica, il cavallo di Troia, le tattiche militari, gli schieramenti, il doppio gioco, la politica e il denaro.
Il ruolo dell’eroe, un eroe in sordina, spetta, rispetto agli antichi, a Carrie Mathison (interpretata da Claire Danes) agente della Cia che a sua volta riprende quel filo di follia necessaria per eccellere.
Discendente di Aiace, di cui il mito vuole che un incantesimo gli mandi il cervello in panne tanto da scambiare delle pecore per persone (chissà perché sovente succede il contrario però) e farne una strage: rinsavito sceglie il suicidio come atto finale per la vergogna di quanto commesso.
Il nostro caro eroe, Carrie Mathison, è bipolare. Tuttavia distingue le persone dalle pecore e viceversa e per il suo distinguo ha bisogno di un supporto medicamentoso, una pozione che riecheggia l’incantesimo lanciato da Atena su Aiace, ma un incantesimo al contrario. La pillola che Carrie prende è uno stabilizzante psichico. Immaginando i due massimi stati di alto da un lato e basso dall’altro come i piatti di una bilancia,
la chimica rimette in pari il livello dei due piatti.

DAL MONDO SERIALE: HOMELAND

Perché, c’è da chiedersi, oltre la parentela e il nepotismo con Aiace, è stato scelto di mettere a punto un personaggio femminile un po’ rotto? La risposta arriva nella Stagione 5, quando l’agente ha bisogno di vedere chiaro e smette di assumere l’incantamento farmacologico: c’è uno momento, un attimo, prima che l’eccitazione psichica e la velocità del linguaggio prendano il sopravvento, in cui tutto si dipana, ed ogni cosa è illuminata.
Perché la bipolarità come scelta per caratterizzare il personaggio? E se si pensasse il mondo come un corpo unico, non ci sarebbe una stretta correlazione tra la bipolarità di Carrie e quella di due culture opponenti nello stesso corpo costituito dal mondo intero?

L’eroicità di Carrie, prima ancora di essere agita sul campo, nasce dalla sua testa, come Atena dal cervello di Zeus, ed è una testa dura, alla stregua degli arieti usati in antiche battaglie e al contempo tallone d’Achille. Personaggio complesso e indispensabile nell’Homeland Security, l’agente Mathison è il perno sia nelle azioni investigative che belliche.

DAL MONDO SERIALE: HOMELAND

In Homeland la guerra tra mondi è implicita di cieli stellati e di leggi morali. Cieli costellati da droni pronti a sganciare bombe, e droni telecomandati a distanza. Il colpire un obiettivo, un intero quartiere, da dietro un monitor ed uccidere, come Zeus che scaglia fulmini e saette, appartiene ad una dimensione quasi divina che viene controbilanciata dalle azioni su strada dove il corpo è in piena presenza. Attentati, fughe, inseguimenti, assalti, e la polverosità di strade non asfaltate, ridefiniscono il senso dell’umano e della
territorialità, così come i confini che segnano la bipolarità: alti e bassi, cielo e terra, home e land, in una Serie Tv che rompe le righe e, partendo da essi, rimette in discussione molti luoghi comuni.

"Il mio analista dice che traviso i miei ricordi di infanzia, ma giuro che sono cresciuto sotto le montagne russe nel distretto di Coney Island di Brooklyn. Forse ha influito sul mio temperamento che è un po' nervoso, credo. Sapete, soffro di iperattività immaginativa..." Woody Allen

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