“Neffa e i messaggeri della dopa”, Neffa, 1996.

L’album nasce come una grande collaborazione, con molti dei protagonisti della scena black italiana a dare il proprio contributo ad un EP simbolo della scena underground nazionale con campionamenti d’eccellenza come quelli proposti da Deda e gli scratchs di Dj Gruff, tutti membri della disciolta family dei Sangue Misto.

Neffa vive il periodo d’oro del rap e del movimento Hip Hop italiano, che era nel pieno della sua esplosione, immortalato e lasciato a fruibile concessione di chi è in ascolto, e può cosi calarsi  nel senso di umana e artistica condivisione di cui si impregna ogni sua collaborazione, spennellata dall’impegno nell’aspetto produttivo musicale cui si è visto costretto in assenza dell’amico Deda, che nel 1995 scegliendo di sospendere la sua partecipazione alla scena nazionale in ogni sua forma contributiva, da rapper e produttore, lo obbliga sì a fare di necessità virtù, ma dopo aver lasciato in eredità all’amico due basi, una di queste è “Aspettando il Sole”.

Neffa ambisce a portare il rap oltre la stigmatizzazione di musica facile e leggera adatta solo a teenagers in cerca d’identità,e  concretizza in questo humus culturale il suo fermento artistico che darà connotazioni Jazz e Funky a tutto il lavoro. La ricerca unisce testi, collaborazioni, suono e l’effetto su chi sceglie questo ascolto, una delle prime nobilitazioni nazionali al rap e all’Hip Hop in un’Italia ancora ostica.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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