“Banditi”, Assalti Frontali, 1999.

Il loro terzo album, prodotto da Ice  One, propone tredici tracce ispirate al banditismo: quello politico e quello sociale, a contrastare un sistema imposto coattivamente che vede numerosi antagonisti che non vogliono accettarlo senza fare resistenza, o quello che nasce dall’esclusione e dalla solitudine, tanto fisica quanto ideologica, tanto imposta per scelte altrui tanto eletta per scelte personali, non rientrando nell’appartenenza superficiale rappresentata dai canoni più diffusi della nostra società.

Il banditismo è anche risorsa alla lotta tramite la comunicazione, con testi che sudano la fatica del quotidiano, informandone semplicemente tutti, con parole che trasportano chi ascolta direttamente nell’ empatia sentimentale del contrasto tra le parole lanciate come pietre, in alcune tracce veri dardi di rabbia, e la spiccata sensibilità evinta dalle cronache emotive della mano che scrive. C’è chi ha ritenuto Militant A davvero troppo politico, ma del resto l’Hip Hop, come altri generi musicali o a differenza di altri,  consente di potersi esporre senza filtri proprio come conquista, il rap è sempre stato un traghettatore di idee, e la  loro scelta di lealtà alla disobbedienza sociale, che negli Stati Uniti ha massimi esponenti rappresentanti della funzione di denuncia, è stata frutto delle esperienze nell’Onda Rossa Posse, che ha contribuito alla diffusione dell’hip Hop in Italia quando non era cultura di pubblico dominio, del resto  Militant A cresce nelle correnti culturali delle posse romane.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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