Paid in full, Erik B. & Rakim, 1987

Un’accoppiata che ha letteralmente nobilitato, non solo tecnico- stilisticamente ma anche intellettualmente, la Golden Age dell’ ‘Hip Hop.

New York e Long Island le origini, afroamericano il sangue, il KKK e la crescente ghettizzazione delle aree suburbane il contorno sociale. Erik B. è un disk jockey ambizioso, ha tante tracce fresche da lanciare sulle piste e dei beats cui dare l’attenzione da protagonista che meritano, dopo stagioni di pasti ottenuti radunando le briciole,incontra per una pura fatalità l’energia e la rabbia costruttiva di Rakim, che nasce William, e si fa conoscete fin da adolescente come rapper di spiccato talento con l’aka di Kid Wizard, di recente conversione islamica rispetto l’uscita di “Paid in Full”( dal 1984 sarà conosciuto solo come Rakim Allah detto Rakim) a seguito di un profondo percorso spirituale che influenzerà anche l’innata indole da attivista politico, creerà con il grande dj quella magica alchimia che consente di registrare una grande opera Hip Hop in una settimana.

Il suono è molto tecnico in ricerca e produzione, entrambi vantano competenze nella Black Music che impreziosiscono il suono con ritmi Funky e note Elettro Funk alternate a suoni veracemente breakbit in uno sfavillio armoniosi degli scratch sui campioni.  Evadono Erik e Rakim, giocano con le profondita dei testi e la pienezza del suono, a tutti gli effetti traghettatore dello spessore tecnico con cui uno dei più grandi MC può deliziare, ritmi figli dello swing reinterpretato e sporcato da incursioni di suoni elettronici, su cui poter sfogare il virtuosismo del famoso flow di Rakim, ispirato alla sonorità fluida degli strumenti a fiato che caratterizzano la musica Jazz.

Sono tante le cose da dire, e affinché in un mercato che inizia ad affollarsi possano arrivare dritte alla meta, cambia la metrica solitamente proposta sinora dagli artisti di riferimento, si rincorrono rime alterne a rime baciare a rime interne, con dinamismo il rapper parla di Rap e di come sia vissuto da loro e dai contemporanei,l’Hip Hop inizia a citare la Hip Hop, e il dj consapevolmente enfatizza stacchi e riprese con l’abilità di chi sa quali parole vuole riecheggino nella testa. Ascoltare questo disco è come leggere un buon libro o guardare un bel film, è un viaggio di racconto di un pezzo di storia della musica assieme a un pezzo di storia di un Paese e di una parte della sua popolazione. Suoni e voce liquidi come la narrazione, sconvolta da un flow più intenso e suoni pazzeschi a colpi di scena e scenografia della stessa. Una curiosa lettura fatta con gli occhi dell’ entusiasmo di due giovani dal talento sempre riconosciuto in modo corale, ma poi mai utile nella realizzazione concreta dei propri sogni artistici. Fino a “Paid in full”.

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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