PELLICANO SOUL

Nel 1954, un giovane Ray Charles, fresco di contratto con l’Atlantic Records pubblica la sua prima hit “I Got a Woman” che sancisce l’inizio della storia del genere musicale che tutti noi conosciamo come Soul.

Chiaramente non è così, non esiste un punto zero per nessun genere musicale e le sue origini vanno ricercate nel Blues e nel Gospel, il sacro e il profano che incontrandosi nelle città partoriscono questo ibrido, il Soul, la musica “dell’anima” capace di contenere dentro sé il bene e il male, le luci e le ombre della vita.

Siamo agli inizi del movimento per i diritti civili capitanato dal premio Nobel Martin Luther King Jr. e negli ex stati confederati vige ancora la segregazione razziale instauratasi al termine della guerra di secessione nel 1865 e che vide lo stato del Mississippi come aprifila.

Un panorama sociale di cui è importantissimo essere consapevoli per capire il significato di canzoni, azioni, il ruolo e il potere che la musica ha avuto nel far crollare le barriere razziali.

Pionieri come Leonard Chess che a Chicago iniziò a registrare i Bluesmen che migrarono dagli Stati del Sud (Storia brillantemente raccontata nel film Cadillac Records con il premio Oscar Adrien Brody) e la stessa Atlantic Records contribuirono in modo sostanziale a diffondere la musica che ancora oggi contribuiamo a chiamare musica nera.

Nel profondo Sud intanto i neri e i bianchi cominciarono a lavorare fianco a fianco negli studi di registrazione e così la musica Soul si trasformò in un utopia Americana senza più colori e l’integrazione sembrava possibile.

Un genere musicale sensibile agli stravolgimenti sociali, alle lotte per i diritti civili e i drammi della guerra in Vietnam che si è continuamente evoluto contaminando con tutto ciò che incontrava, che fosse bianco o nero, analogico o digitale stravolgendo in continuazione le sue regole e che produsse alcune delle più belle voci di sempre come Stevie Wonder, Otis Redding, James Brown, Aretha Franklin per citarne alcuni e che continua a vivere e contaminare i generi più moderni che sia House, Hip Hop e Rock.

Il brano che vi propongo è People Get Ready degli Impressions di Curtis Mayfield, un brano che divenne di un’importanza storica fondamentale visto il ruolo che ricoprì nella lotta per i diritti civili, scritta poco prima della marcia di Chicago organizzata da Martin Luther King nel 1965.

Brano inserito all’interno della Rock and Roll Hall of Fame e oggetto di numerosissime cover e che io personalmente ho scoperto tramite la versione di Jeff Beck e cantata da Rod Stewart.

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