PODCASTING

Cos’è un Podcast?

Sono passati 15 anni da quando la parola podcasting viene stampata per la prima volta. Come si è evoluto il mondo dei podcast in questi anni? Com’è possibile che una tecnologia vecchia 15 anni sia di tendenza? Che spazio hanno i podcast in Italia?

Se si pensa infatti allo sviluppo di tecnologie, dopo quindici anni spesso o sono diventate obsolete o sono invece sulla cresta del successo navigando verso la stabilizzazione.

Per quanto riguarda il fenomeno podcast la storia è leggermente diversa: infatti stanno ritornando con furore nell’ultimo lustro, dopo un periodo di titubanza che sembrava li avrebbe collocati in una nicchia della comunicazione.

Il podcast nasce nel 2004, termine forgiato dal giornalista Ben Hammersley del ‘The Guardian’ ( https://www.theguardian.com/media/2004/feb/12/broadcasting.digitalmedia ) che fonde le parole iPod + broadcasting[1], in un articolo in cui trattava delle possibilità di fare radio online e di come internet funziona come una piattaforma ideale per diffondere questo tipo di contenuti. L’immagazzinamento di informazioni in rete consente di aggiungere al contenuto radiofonico il vantaggio della fruizione on demand. I podcast non smettono di essere contenuti audio anche se il “nuovo” mezzo permette di affiancare a questi talvolta ad supporto video.

L’esplosione vera e propria dei Podcast si ha nel 2005 quando Steve Jobs annuncia che i nuovi iPod conteranno con la tecnologia per potere scaricare e fruire direttamente dei podcast e aumenta ulteriormente quando nel 2007 viene presentato il primo iPhone che, unendo le caratteristiche dell’iPod a quelle di un telefono, consente veramente di fruire in qualsiasi luogo di questo tipo di contenuti per cui prima era necessario l’accesso a una rete internet esterna.

Come format il podcast è pensato per poter essere ascoltato anche a distanza di mesi quindi vengono spesso evitati gli argomenti di attualità: questo privilegia da una parte i format narrativi e sperimentali, dall’altra permette agli speaker di trattare degli argomenti molto specifici che non sempre avevano luogo nei programmi radiofonici (la povertà, la sessualità, etc..).

Nonostante i costi di produzione per fare un buon podcast non siano necessariamente alti, nel vecchio continente la produzione di podcast da parte degli organismi radiofonici principali si è limitato spesso e volentieri, ovviamente con qualche eccezione, a caricare sotto forma di podcast spezzoni di programmi o programmi interi mandati in onda precedentemente. La creazione di veri e propri podcast spesso viene invece associata a speaker indipendenti o formazioni radiofoniche che nascono direttamente sul web, e usano come unico mezzo di diffusione internet; sono quindi realtà non per forza legate ad ambienti radiofonici affermati che con questo tipo di soluzione riescono a proporre e creare i propri contenuti.

Semplice, accessibile e completamente portatile, queste caratteristiche lo hanno reso perfetto anche per creare contenuti dallo stampo pubblicitario. É infatti un metodo ottimo per trasmettere l’identità aziendale e permette di rapportarsi con gli utenti in un modo più delicato, approfondendo contenuti che, anche indirettamente, supportano i ‘valori’ che vogliono essere trasmessi ai consumatori (arrivando anche agli utenti che non fruiscono dei media tradizionali come televisioni o giornali). Un simpatico esempio è In your Dreams di Casper (una marca americana di materassi) che ha lanciato questo podcast in cui si parla dell’interpretazione e l’analisi dei sogni.

Sicurame la parola podcast fa pensare a valanghe di hipster americani alla ricerca di quadretti tematici iper esclusivi da seguire.

Eppure se vi fate un giro su iTunes, Podcasts, Spreaker o, senza andare troppo lontano, Spotify l’offerta di contenuti in italiano esiste e si può dire che sia abbastanza variegata e aggiornata. Si intuisce inoltre lo studio e la creazione di veri e propri progetti della narrazione tramite il web, che comprendono sia prodotti di realtà affermate (nel mondo della comunicazione e non) che sono tornate a essere presenti investendo nel settore, sia prodotti di realtà più piccole, indipendenti, che nascono proprio grazie a questo metodo comunicativo.

Sicuramente il ritrovo negli ultimi anni di questa grande varietà di proposte anche da questo lato dell’oceano sia dovuto all’attrazione che esercitano sul fruitore questo tipo di contenuti che spaziano da una sorta di blogging raccontato, meno impegnativo e più coinvolgente, piccole monografie a puntate, caroselli in cui si chiacchiera di argomenti generali, a dei veri e propri appuntamenti seriali; per citare alcune forme.

Tutto lascia pensare che la fruizione di questi contenuti aumenterà nei prossimi anni.

Ecco alcuni esempi di podcast made in Italy:

ESORDIENTI: Podcast dedicato a chi ama scrivere ma non conosce i meccanismi del mondo editoriale. Mira a spiegare come pubblicare il primo libro a chi non sa da dove iniziare!

ABISSO EDITORIALE: sempre riguardante il mondo dell’editoria ma in modo più generico è il podcast narrato da Alessandra Zengo e Maria di Biase.

IL SIGNOR ROCKTELLER: un ciclo di favole per bambini ispirate al mondo del rock. Narrate tutte dal celeberrimo Rockteller, nientemeno che il nipote di Elvis!

MORGANA: di Michela Murgia, scritto con Chiara Tagliaferri. Storie di donne controcorrente, che anziché compiacervi vogliono piacersi.

LA LINGUACCIUTA: in questo podcast, offerto da Babel, si parla di questioni linguistiche e le stranezze e curiosità della comunicazione.

A PUGNI CHIUSI: per gli amanti dello sport e non solo, un podcast che abbraccia un tempo e uno spazio ben precisi: Messico 1968. L’anno in cui sport e politica conversero come mai.

UN BUON GIORNO PER MORIRE: il grido di battaglia con cui gli indiani Dakota scendevano in campo. In questo podcast Andrea Ciraolo intervista dei personaggi affrontando argomenti di rilevanza in modo simpatico e leggero.

SENZA ROSSETTO: Un progetto di Giulia Cuter e Giulia Perona che parte in occasione del 70esimo anniversario dal primo voto politico delle donne italiane, il 2 giugno 1946.

Ogni puntata affronta un tema legato alle convenzioni che la società attribuisce all’universo femminile, attraverso la penna e la voce di una scrittrice contemporanea.


[1] broadcasting Insieme dei mass media che operano attraverso la trasmissione di onde radiomagnetiche (televisione, radio ecc.), in opposizione all’informazione su carta stampata.

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