RANCORE- ELETTRICO

Tarek aka Rancore si fa conoscere con il suo primo lavoro in studio a soli 16 anni, “Segui me” è del 2006, e il suo flow, riconoscibile fra mille. Lo spessore delle sue rime arrivano allenate a questo lavoro di cinque anni più maturo, segnando di fatto il riconoscimento all’artista di essere talento vero.

In combo con dj Mike, loro seconda collaborazione dopo “Acustico”: in “Elettrico” compare la rivisitazione de “Il mio quartiere” (con una spennellata di colori brillanti e poco diluiti fa addentrare nella realtà rionale che ha fatto da sfondo alla crescita del rapper romano). Rancore è un osservatore sensibile che con passo funambolico sale su un cavo sospeso che scorre sul beat. L’ equilibrio dell’ artista è raggiunto alternando passi di padronanza linguistica a passi di narrazione, fatta con il flow di chi ha la foga di comunicare a quante più persone possibili il disagio tipico della persona intelligente, che osserva la realtà in cui è calata e comprende il potere di un mezzo comunicativo come la musica per poter diventare erba infestante che può crescere ovunque.

Il suo Hip Hop è stato definito anche Conscious ed Hardcore Hip Hop, ma come interprete sembra sposare più l’idea di progetto, che un genere in cui rimanere etichettato con rigorosa coerenza.

Rancore è Rancore, e riesce con la sua energia a trascinare chi è in ascolto nel suo mondo di protesta, di malinconia, di ribellione, di ricerca e di autoaffermazione in un mondo che sembra rispecchiare  valori ribaltati rispetto ai suoi punti di riferimento. Ci si affeziona quasi.

Ad ogni ascolto l ‘impressione  è quella di aver ricevuto le confidenze di una persona caratterialmente  chiusa (quelle che valgono il doppio, insomma) che si è aperta solo con noi, perché si fida dell’ opportunità dell’ ascolto dato.  Il tutto espresso con una favella travolgente, capace di oscurare anche la base talvolta, tanto la voce costante che racconta l’interessante catalizza tutta l’attenzione, intervallata da poche prese d’aria.

Dj Mike impiega beats coerenti con il nome dell’ album, e trasporta la mente in qualunque altro luogo rispetto a quello in cui ci si trova. Propone sonorità che fanno compagnia allo stato d’animo, accarezzandolo, così come ritmi su cui dimenarlo. Dj Aladyn e Svetonio con il loro contributo si confermano amici preziosi per la coppia, che di fatto vedrà nel meraviglioso singolo di qualche anno dopo S.U.N.S.H.I.N.E ( il picco, a parer mio, di musica e testi che hanno raggiunto nel 2015 tanto da creare uno dei pezzi più belli della scena rap italiana) la vera ciliegina sulla torta di questa collaborazione .

" Venditrice di vestiti colorati, deve sempre stare attenta al tono di voce tropo alto e alla naturale propensione alla gaffe tragicomica. Curiosissima e logorroica, ama profondamente il mare e le si velano regolarmente gli occhi di commozione ogni volta che assiste al blocco del traffico per creare il corridoio di passaggio all'ambulanza."

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