SETTE BREVI LEZIONI DI FISICA

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che proviamo ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere?”

Carlo Rovelli, fisico teorico, inserito nella lista dei 100 migliori pensatori del mondo, propone una guida per tutti, anche per chi la scienza moderna non la conosce o la conosce poco. Sette brevi lezioni che, con folgorante chiarezza, riassumono la grande rivoluzione scientifica avvenuta nella fisica del XX secolo con tutti i misteri che ad essa conseguono.

Partendo dalla teoria della relatività generale di Einstein, “la più bella delle teorie”, il saggio prosegue affrontando la meccanica quantistica, per poi fare un tuffo nella complessa architettura del cosmo, esplorando le particelle elementari, la gravità quantistica, il calore dei buchi neri e, dulcis in fundo, noi stessi. “Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?”

Una lettura semplice e divertente che, con trasparenza ed entusiasmo, ci apre il cuore e la mente di fronte al “gigantesco mollusco flessibile” in cui siamo immersi.

L’autore, sin dal primo capitolo, in cui introduce la figura del grande Maestro Einstein, ci pone di fronte all’importanza del “perdere tempo” (facendo riferimento all’anno in cui, da ragazzo, si era dedicato all’ozio) per permettere alla nostra mente di esplorare nuovi orizzonti, così da partorire nuove idee. 

Nel parlare di quanti, ci racconta del rapporto di Einstein con la meccanica quantistica e  con colui che, negli anni Dieci e Venti del Novecento, ne guida lo sviluppo, Niels Bohr. Uno scambio continuo e proficuo di idee ed obiezioni tra due delle menti più brillanti del secolo scorso. Ne emerge una sfrenata voglia di confrontarsi, di capirne sempre di più,  la necessità di farsi promotori del dubbio, fino all’ultimo, perché “Il genio esita”.

Rovelli, in questo stupefacente viaggio attraverso l’evoluzione del pensiero scientifico, ci illustra le varie fasi della nostra concezione del cosmo, e lo fa proprio attraverso dei disegni, in quanto la scienza è innanzitutto “capacità di vedere le cose in modo diverso da come le vedevamo prima”.

Ci mostra come il mondo continui a cambiare sotto i nostri occhi, passando dalla semplice immagine “Cielo-Terra” ad un disegno ben più complesso, che ci mostra come l’universo può essere nato dal rimbalzo di una fase precedente, passando attraverso una fase intermedia senza spazio e senza tempo.    

“Il mondo è un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce e uno sparire continuo di effimere entità. Un insieme di vibrazioni, come il mondo degli hippy degli anni sessanta”. 

Parola per parola l’emozione accresce, come l’interminabile desiderio umano di imparare sempre di più, di conoscere ciò che non ci è dato sapere. Accresce la curiosità di spingerci sempre oltre, di raggiungere l’ignoto più ignoto e farlo nostro, renderlo quasi tangibile. 

Non c’è bisogno di amare la fisica per restare affascinati da queste pagine. Un’introduzione affascinante ed avvincente al mondo della scienza moderna che, dopo aver raggiunto la struttura più profonda dello spazio, si conclude tornando a concentrarsi su di Noi, in modo a dir poco impeccabile.  

“Noi siamo sorgente di stupore per noi stessi”. 

“Della natura siamo parte integrante, siamo natura, in una delle sue innumerevoli e svariatissime espressioni”.

Come può non venire la pelle d’oca di fronte a tanta bellezza?   

"Ho 24 anni e, per qualche causa oscura sono una studentessa di fisica. Mi sto specializzando in fisica applicata ai beni culturali, da qui il mio interesse all'arte e a tutto ciò che concerne la datazione, lo studio della composizione e delle tecniche di produzione dei reperti storici. Mi piace sperimentare cose nuove ed è per questo che ho iniziato a praticare danza aerea e danza del ventre. Sono sempre in ricerca di stimoli ed entusiasta di fronte nuove sfide che si propongono. Sicuramente le mie capacità culinarie sono migliori di quelle creative ma ce la metto tutta. Quando ho un obiettivo non demordo finché non lo raggiungo! "

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