Bottiglie rotte in una discoteca labirinto

Una generazione di bastardi

Il 12 ottobre 2018 viene pubblicato ‘8’, l’ottavo album dei Subsonica, e per chi li conosce sa che dietro al titolo ci sono grandi spiegazioni.

8 indica 22 anni di musica di 5 componenti molto diversi tra loro, ma che insieme creano una chimica pazzesca e inconfutabile.

L’album parte con uno sguardo rivolto agli anni 90, passando per il presente e proiettandosi al futuro. 8 va ascoltato tutto d’un fiato e solo dopo va capito. Ogni canzone ha un significato profondo, nascosto sia nel testo che nella musica.

Okay, forse sono di parte, al Mandela Forum è stato il mio diciannovesimo concerto subsonico, ma adoro entrare in quell’universo fatto di musica elettronica e poesia.

Quest’anno il palco l’hanno pensato in grande: diversi moduli di led che si spostano in continuazione per creare giochi di luci – ci sono sempre stati i giochi di luci nei concerti dei Sub ma a questo livello mai – creando un continuo palco in movimento fino a diventare pedana per Samuel e rendere magica l’atmosfera di “Respirare”. Non si sono risparmiati, non ci siamo risparmiati.

La gente dei Sub è cresciuta, sono passati 4 anni dal settimo capitolo e sono passati 22 anni dal primo. Molti iniziano a portarci i figli, altri non smettono di saltare neanche ad una canzone; io sono tra quest’ultimi e la tendinite a fine concerto ci sta tutta.

Il concerto dei Sub è una buona dose, che crea dipendenza e senti di averne bisogno. L’unico featuring del nuovo album è con Willie Peyote, un rapper torinese, cresciuto lui stesso con i Subsonica; se lo portano in giro per tutto il tour e dal vivo spacca alla grande. Il concerto finisce con Samuel che urla “e adesso tutti fuori dal cazzo” ma poi parte “Strade” e ritorna a ballare. La speranza è l’ultima a morire, si dice, e sto aspettando che dica qualcosa riguardo al tour estivo, e mentre sto andando a prendere una birra per rigenerare i liquidi nel corpo sento: “Ci vediamo quest’estate stronzi!”.

Eccomi qui, è il 5 luglio 2019 e stasera allo Sherwood Festival vado al mio ventesimo concerto dei Subsonica.

Lo sherwood è un contorno perfetto ad un concerto dei Sub, loro stessi amano tornarci. Inizia alle 10, aspettando il buio, la gente non è preoccupata o infastidita del ritardo anzi si fa qualche birra in più. Inizia con “bottiglie rotte” tratto dall’ultimo album: parla del presente, dello sgretolarsi degli attami per colpa della superficialità e della disattenzione, cercando di far riflettere senza giudicare o farne i moralisti. La scaletta muta tra i vari album, ripescando anche pezzi che mancavano da un po’ nei concerti, come “Incantevole”.

L’eleganza e il groove di Vicio
La naturalezza del Ninja a suonare la batteria quando la grancassa ti entra dentro lo stomaco
La saggezza e i saltini di Max
Il fiato e i balletti di Samuel
Le mille tastiere di Boosta, i suoi salti e i suoi movimenti di bacino

Si chiude allo stesso modo del tour invernale, con la stessa tendinite.

Grazie bastardi, ci vediamo fra 4 anni sperando di meno e non di più per il nono capitolo, e nel frattempo supportiamo Samuel a Xfactor, che sia una crisi di mezza età o no.

Ps: sui social hanno fatto cenno ad una “nuova cosa” che devono fare insieme!! Stay tuned!!

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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