Surfnad Tiki Squad sull’onda della surf music


illustrazione a cura di Lucia Diez

Surf music is actually just the sound of the waves played on a guitar: that wet, splashy sound.

Dick Dale

Abbiamo tutti presente Pulp Fiction, vero? Mia Wallace e Vincent Vega che ballano sulle note di Chuck Berry sono diventati un cult della storia del cinema. Un attento ascoltatore, però, ricorda anche il pezzo di apertura, opera del “re della chitarra surf”, uno dei pionieri della surf music, Dick Dale.

Ma parliamo del genere in sé. Fino ad un anno fa non avevo idea di che cosa fosse (cioè, mi limitavo soltanto a spegnere la radio ogni volta che partiva “Surfin’ USA” dei Beach Boys), ma grazie a tre baldi giovani che hanno deciso di formare un gruppo, Surfnado Tiki Squad, mi è arrivata un’illuminazione.
Anzi due.

Punto primo, per ascoltare la surf non devi surfare.
Punto secondo, la surf music non è solo vocal. C’è una parte strumentale che, a definizione del chitarrista dei Surfnado, “è come l’heavy metal senza distorsioni”.

Immagine che contiene persona, interni, donna, tenendo

Descrizione generata automaticamente

Bene, chiariti questi punti possiamo parlare un po’ della storia del genere.                               L’onda della surf music parte dalla California del Sud intorno alla fine degli anni ’50 e affonda le sue radici nel blues, nel rock & roll, nel rockabilly, nel country. Uno dei primi padri, come abbiamo già detto, è Dick Dale che, con un suo stile molto rapido legato anche all’utilizzo del plettro (probabilmente grazie all’influenza della musica araba), trasforma l’esperienza di cavalcare una tavola da surf in musica. Picking rapido, ritmi incisivi e grande riverbero sono i tratti distintivi del surf rock strumentale.

C’è chi sostiene che la vocal surf, o surf-pop, sia una seconda ondata e c’è chi invece sostiene che sia solamente un’evoluzione della prima. I Beach Boys hanno praticamente aggiunto ai tre elementi già esistenti la parte vocale (ovvio) e l’atmosfera di rilassamento totale da spiaggia che tutti ci immaginiamo quando pensiamo ad una spiaggia californiana.

Negli anni ’70 l’onda si infrange ma, grazie all’industria cinematografica (specialmente grazie ai film di Tarantino), vede la sua rinascita a metà degli anni ’90. Si cominciano a rivedere gruppi come gli Insect Surfers e se ne creano di nuovi, come John & the nightriders e Surfer Joe (italiani).

Dopo questa breve sintesi storica, passiamo alle cose veramente divertenti. Lo sapevate che il più grande festival surf al mondo è a Livorno?

Già, non avrete mai visto una persona cavalcare le onde a Livorno, ma lo spirito di certo non manca. Il Surfer Joe Summer Festival è un connubio di musica, presa bene e condivisione.

Quindi ricapitolando: dalla California a Livorno. Come?

Visto che ci siamo, diciamo tutta la verità: il più importante festival di musica surf si svolge in realtà tra San Diego (evento principale) e l’Arizona e si chiama Tiki Oasis. Ma, poiché il vento ha giocato a nostro favore, Lorenzo Valdambrini (chitarrista del gruppo Surfer Joe, nonché fondatore del Surfer Joe Summer Festival di Livorno, insieme a Jonpaul Ballak) ad oggi è il vero surf music ambassador internazionale.Quindi ecco come si arriva dalla California a Livorno. Al Tiki troviamo principalmente gruppi nord e sudamericani, mentre in Europa basta un volo di massimo 3-4 ore per riunire un sacco di band diverse e fai la serata della vita. Quindi praticamente al Surfer Joe Summer Festival abbiamo un italiano, un francese, un russo e uno spagnolo (no, non è una barzelletta) allo stesso tavolo a bere birre e condividere la grande passione della surf music. 

Quando ho scoperto che in Russia c’erano delle band surf ho pensato a quanto potesse essere stimolante il genere per far sognare ad occhi aperti (le onde e le spiagge) un russo, che l’unica cosa che potrebbe immaginarsi di surfare è un lago ghiacciato.

Comunque fatto sta che l’ambiente è talmente tanto rilassato e ricco di buone vibrazioni che ti ritrovi a passare giornate insieme, non solo ad altri appassionati che ti riconoscono e salutano ogni anno, ma anche ai tuoi stessi idoli. Tant’è che il chitarrista dei Surfnado, raccontandomi il suo avvicinamento al genere, mi racconta di come addirittura andò a casa di uno dei suoi idoli in California, Jason Lee, durante il suo viaggio di nozze. Condividendo entrambi la passione per il ciclismo, non poteva non nascere una bella amicizia.

Immagine che contiene esterni, spiaggia, acqua, facendosurf

Descrizione generata automaticamente

Quindi non è solo musica, è una mentalità: dall’atteggiamento, all’abbigliamento, al suono, la surf ti travolge come un’onda.

I Surfnado Tiki Squad nascono per portare questa mentalità anche a Ferrara. Chitarrista e bassista suonano insieme da anni mentre il batterista…beh, ha vissuto in California ed era bello carico. Si divertono e lanciano il loro primo disco “Tiki Fingers” a marzo 2020, supportati prontamente dall’etichetta americana Altered State Of Reverb che si è innamorata dei loro pezzi. Questo incontro li aiuterà a far suonare il loro disco in diretta live sulla radio OffTheRecord WHYR in Louisiana, tra un pezzo dei Beatles e uno dei Creedence. 

Ho chiesto ai ragazzi perché secondo loro bisogna ascoltare e suonare la surf:

“Perché ti fa stare bene. In un mondo che spesso è sui toni di grigio ti fa vedere tutto giallo verde e arancione e ti fa muovere il….la testa.”

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