TIME FRIDGE: un nuovo programma radiofonico 

by Web Radio Giardino

Time fridge é un nuovo programma radio che racconta le differenze tra passato e presente, dalla parte di chi ci lavora, di vari aspetti dell’intrattenimento. Abbiamo intervistato il conduttore, Umberto De Candia.

Da dove deriva il nome del programma?

“La prima idea che Steven Spielberg ebbe per Ritorno al futuro non era una macchina con cui viaggiare nel tempo ma un frigo. Poi, pensandoci, ebbe paura che i ragazzini svuotassero i frigo di casa per mettercisi dentro e cambiò idea. Visto che Ritorno al futuro è uno dei miei film preferiti ho deciso di rendergli omaggio con il nome del programma. “

Com’è provare a fare un programma radio nel 2019, quando la soglia di attenzione nella vita quotidiana delle persone si è ridotta a pochi minuti?

“Bisogna ogni volta cambiare qualcosa per mantenere l’attenzione: ad esempio, il parlato cerco di tenerlo per non più di 6\7 minuti consecutivi e lo alterno con la musica; i temi cerco sempre di circoscriverli ad una puntata, tranne alcuni che sarebbero sacrificati in una e allora arrivo a due; caso di due puntate è al massimo una al mese. “

Come ti é venuta L’ idea? In cantiere ne hai altre?

“La radio è stato sempre un mio pallino. A 13 anni feci un corso di radio speaker e, per tre giorni, siamo andati in onda in diretta alla mattina su rete alfa, “la compianta rete alfa”, insieme a Nicola Franceschini. Da lì mi è rimasto il pallino della radio: aiutato anche dalle moderne tecnologie che ti permettono di fare un programma radio ovunque, ti basta un microfono.

Altre idee per la radio ancora no. Mi concentro su time fridge che richiede molta attenzione anche perchè ogni puntata contiene un ospite. Voglio usare tutte le mie capacità.”

Quale pensi sia il range di età che ascolta il tuo programma? E quale vorresti che fosse?

“Non mi sono mai preposto un range di età. Più che altro servono ascoltatori interessati, oltre che agli argomenti trattati nelle puntate, al modo in cui faccio intrattenimento nel mio programma. Non vorrei una divisione per età, ma in base alle passioni che uno ha.”

Nelle prime due puntate, il programma parte con una sigla? Da dove proviene?

“Sono un musicista e il brano nelle prime 3 puntate, in realtà, è un brano che incisi con un mio vecchio gruppo, “I bitter coconut dead fire”. Il brano si chiama “Hey sweety” e il nome dell’album, che potete trovare su Spotify, è “Chwaga Banga”.”

La selecta la fai tu? La fai in base all’argomento della puntata?

“La selecta la faccio io, cerco di mantenere il primo pezzo della trasmissione in tema e poi vado molto a gusti. Inoltre chiedo all’ospite una canzone che vorrebbe fosse presente all’interno del programma. In ogni puntata, inoltre, cerco di mettere una rivisitazione in chiave moderna di pezzi storici o rivisitazioni in chiave retrò di brani nuovi o radiofonici.”

Cosa vorresti che le persone captassero dal tuo programma? C’è un significato che vuoi far arrivare?

“Ogni puntata serve a far capire come funziona l’intrattenimento dall’interno: cerco ospiti che possano esplicare al meglio come si svolge l’intrattenimento, cose che un fruitore medio non arriverebbe a pensare.”

Qual è stato il programma radio che più ti è piaciuto nella tua infanzia\adolescenza? Quale preferisci oggi?

“Il programma che più mi ha coinvolto da spettatore è stato “viva radio 2” con Fiorello e Baldini.

Attualmente penso sia “Pinocchio”, su radio deejay, perchè mi piace l’atmosfera che riescono a creare le persone che ci lavorano.”

Pensi che in Italia sia possibile lavorare con l’arte? Viaggiando ti è capitato di conoscere posti in cui scelte di questo tipo non rimangano solo passatempi?

“In Italia è difficile mantenersi con l’arte, avere una vita quasi dignitosa. Bisogna sbattersi molto, se si decide di farlo per la vita. La fortuna gioca un ruolo fondamentale, però, in una città piccola come Ferrara, bisogna scendere a compromessi. In città più grandi è già più fattibile sopravvivere e, se usciamo dall’Italia, troviamo anche molto più rispetto nei riguardi dell’arte e dell’artista. 

Per esempio, nel mio ultimo viaggio a New York, ho visto vari artisti di strada sopravvivere di musica (valutando la qualità degli strumenti usati) e le persone erano molto interessate e rispettose nei suoi confronti, più partecipi insomma.”

Come sei arrivato a Web radio giardino?

“Mi ci sono approcciato quando, in seguito al termine di un contratto di lavoro, ho deciso di dare spazio a questa passione coltivata negli anni. Web radio giardino mi ha dato questa possibilità, supportandomi logisticamente e nelle mie idee. “

Link utili:

Ogni Martedì alle 20!

Per seguire il programma in diretta su Web Radio Giardino clicca qui: http://www.webradiogiardino.com/

Se vuoi ascoltarlo su Spotify quando vuoi, clicca qui: https://open.spotify.com/show/2pWO3i4tDyRXtHW1b3IKpe

oppure su Spreaker:

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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